14 Luglio 2026 - 23:09

Sottanelli (Azione): “Serve un testo unico sul gioco per dare certezza a imprese e controllori”

Nel corso della discussione parlamentare sulle mozioni sul riordino del gioco pubblico, l’onorevole Cesare Sottanelli (Azione) è intervenuto sottolineando la necessità di una riforma organica e di un quadro normativo

18 Giugno 2026

Nel corso della discussione parlamentare sulle mozioni sul riordino del gioco pubblico, l’onorevole Cesare Sottanelli (Azione) è intervenuto sottolineando la necessità di una riforma organica e di un quadro normativo unitario capace di garantire certezza del diritto, maggiore efficacia dei controlli e strumenti più incisivi contro illegalità e ludopatia.

Nel suo intervento, il deputato ha richiamato l’evoluzione del settore tra rete fisica e gioco online e le criticità derivanti dall’assenza di un testo unico di riferimento.

“Il gioco pubblico – ha dichiarato Sottanelli – riguarda sia la rete fisica sia il gioco online. In questi decenni il quadro legislativo si è dovuto adeguare all’evoluzione tecnologica, ai nuovi sistemi e alle nuove modalità di gioco, ma anche alla rete fisica. Oggi purtroppo non abbiamo un testo unico, un codice complessivo che raccolga tutta la normativa vigente.
Questo crea incertezze sia per gli operatori e le imprese sia per chi è chiamato a controllare. Il decreto-legge n. 41 del 2024 ha introdotto principi di riordino per la rete fisica, da completare entro agosto 2026. Ci auguriamo che ciò avvenga nel migliore dei modi, con regole e principi nazionali, lasciando poi a regioni e comuni la possibilità di affinare la disciplina in base alle specificità territoriali e ai luoghi sensibili.
Lo stesso decreto prevede l’obbligo per il MEF di riferire annualmente al Parlamento: il 14 aprile di quest’anno è stata presentata la prima relazione 2025. I dati indicano che nel 2025 gli italiani hanno giocato 164 miliardi di euro, di cui circa 31 miliardi nella rete fisica, con una concentrazione soprattutto nel Nord, nel Lazio e in Campania. All’erario sono andati 11,4 miliardi, mentre 143,4 miliardi sono stati restituiti in vincite. Si registra inoltre una crescita del gioco a distanza, in particolare tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni.
La relazione segnala anche diverse concessioni in regime di proroga, in scadenza al 31 dicembre, che devono essere definite per garantire certezza normativa e piena compliance. Nel gioco online lo Stato deve essere attore e non spettatore: in passato si è spesso limitato a inseguire le violazioni della rete globale da parte dei circuiti illegali.
La realtà è che le persone continuano a giocare, quindi occorre garantire che la scelta sia solo tra canali legali e regolamentati, dove lo Stato assicura il rispetto delle norme, il gettito fiscale e la tutela dei cittadini, soprattutto contro la ludopatia. È necessario contrastare con decisione i siti illegali, spesso utilizzati anche da giovani e minorenni, privi di qualsiasi presidio.
Il mercato illegale è stimato in circa 30 miliardi di euro, con una perdita per l’erario superiore al miliardo e mezzo. Le concessioni devono prevedere obblighi stringenti di monitoraggio, autoesclusione e cooperazione con i servizi sanitari.
Per quanto riguarda il gioco fisico, due principi non sono negoziabili: la distanza dai luoghi sensibili, come le scuole, e l’adozione di criteri uniformi a livello nazionale, pur con margini di adattamento locale. Non si deve favorire la concentrazione del gioco in spazi nascosti o non visibili: una certa visibilità può contribuire a ridurre comportamenti impulsivi e quindi il rischio di dipendenza.
È fondamentale il divieto assoluto per i minori, sia nel gioco fisico sia in quello digitale. La tessera sanitaria rappresenta un primo passo, ma va estesa e rafforzata. Resta il problema del controllo dell’età sugli smartphone, dove è più difficile verificare i dati anagrafici: servono standard tecnologici uniformi e interoperabili.
Non condividiamo alcune scelte recenti, come l’abolizione dell’Osservatorio sul gioco patologico e la riduzione del fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico, proprio mentre il fenomeno cresce.
Un’attenzione specifica va riservata all’ippica, settore non compulsivo e tra i meno problematici sotto il profilo della ludopatia, ma che rappresenta una filiera economica importante e da valorizzare.
Le nostre richieste al Governo puntano quindi a un testo unico organico e nazionale, che garantisca certezza del diritto alle imprese e strumenti efficaci di controllo e contrasto alla pirateria. Serve inoltre un rafforzamento delle politiche di prevenzione e contrasto alla ludopatia, con strutture di monitoraggio, finanziamenti, campagne dedicate, sistemi di verifica e strumenti interoperabili per la tutela dei minori.
È necessario rafforzare anche la capacità dell’autorità pubblica di contrastare il gioco online illegale e sviluppare in modo equilibrato le filiere economiche collegate, in particolare l’ippica, oltre a una regolamentazione uniforme della presenza del gioco fisico nei luoghi sensibili” ha concluso l’esponente di Azione.

PressGiochi