Torna al centro del dibattito parlamentare il tema della tutela dei minori online. I deputati di Italia Viva Marianna Madia, Maria Elena Boschi, Lisa Noja Gadda, Gian Mario Del Barba,
Torna al centro del dibattito parlamentare il tema della tutela dei minori online. I deputati di Italia Viva Marianna Madia, Maria Elena Boschi, Lisa Noja Gadda, Gian Mario Del Barba, Davide Faraone, Francesco Bonifazi e Roberto Giachetti hanno presentato un’interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy per chiedere se il Governo intenda introdurre un’età minima per l’accesso ai social network e quali siano i tempi previsti per un eventuale intervento normativo.
I dati dell’Istituto Superiore di Sanità – Nell’interrogazione i parlamentari richiamano i risultati dell’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, “Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0”, pubblicata nel luglio 2026, secondo cui circa 280.000 ragazzi tra gli 11 e i 13 anni presentano almeno un comportamento a rischio legato all’uso problematico dei social media, al gaming o al gioco d’azzardo.
Secondo i firmatari, l’utilizzo non regolamentato delle piattaforme digitali è associato a rischi documentati per lo sviluppo psicofisico e la salute mentale di bambini e adolescenti.
L’interrogazione evidenzia come diversi Paesi abbiano già adottato o annunciato misure per limitare l’accesso dei minori ai social network. Tra gli esempi citati figurano: l’Australia, che dal 10 dicembre 2025 ha introdotto il divieto di accesso ai social per gli under 16; la Francia, che il 21 luglio 2026 ha approvato in via definitiva il divieto per i minori di 15 anni; la Spagna, che ha annunciato un’iniziativa analoga per gli under 16.
Viene inoltre ricordata la risoluzione approvata dal Parlamento europeo nel novembre 2025, con cui è stata proposta un’età digitale minima armonizzata di 16 anni per l’accesso ai social media e alle piattaforme video. I parlamentari richiamano anche le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione europea, secondo cui “a educare i figli devono essere i genitori, non gli algoritmi”.
La proposta di legge ferma al Senato – L’interrogazione ripercorre anche l’iter della proposta di legge italiana sull’età minima digitale. Il testo, depositato il 13 maggio 2024 alla Camera con prima firmataria Marianna Madia e contestualmente al Senato con prima firmataria la senatrice Lavinia Mennuni, prevede il divieto di apertura di account sui social network per i minori di 15 anni, salvo verifica dell’età da parte delle piattaforme.
Dopo aver superato il controllo di compatibilità europea il 12 settembre 2025, il provvedimento è all’esame della 8ª Commissione del Senato dal 30 settembre 2025, ma il suo iter risulta fermo. I deputati sottolineano inoltre che, secondo indiscrezioni di stampa, il Governo avrebbe espresso perplessità sul contenuto della proposta, senza tuttavia chiarire la propria posizione ufficiale.
Con l’interrogazione, i parlamentari chiedono al Ministro delle Imprese e del Made in Italy di chiarire se l’Esecutivo intenda assumere iniziative normative per introdurre un’età minima di accesso ai social network e di indicare le tempistiche di un eventuale intervento legislativo.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio confronto europeo sulla protezione dei minori nell’ambiente digitale, tema che coinvolge anche la regolamentazione delle piattaforme online, la verifica dell’età degli utenti e la prevenzione dei rischi legati all’uso problematico dei social media, del gaming e del gioco d’azzardo.
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