25 Settembre 2020 - 06:50

Slot machine. La Comunità della Piagge chiede al sindaco Nardella interventi più incisivi

La Comunità delle Piagge, periferia nord-ovest di Firenze, torna a chiedere all’amministrazione comunale e al sindaco Dario Nardella maggiore impegno per fermare il diffondersi del fenomeno e contrastare la diffusione

10 Maggio 2016

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La Comunità delle Piagge, periferia nord-ovest di Firenze, torna a chiedere all’amministrazione comunale e al sindaco Dario Nardella maggiore impegno per fermare il diffondersi del fenomeno e contrastare la diffusione di ludopatia e dipendenza da gioco.

La Comunità, che “ringrazia il sindaco Nardella per essere intervenuto nel dibattito”, svoltosi pochi giorni fa proprio alle Piagge, invia al primo cittadinio cinque punti per “dire basta subito alle slot”. Ecco, di seguito, le richieste nei confronti dell’amministrazione fiorentina.

1) Faccia rispettare l’orario di chiusura delle sale giochi, oggi aperte 24 ore su 24. Basta dar seguito all’ordinanza comunale 509 del 28 giugno che permette l’apertura solo dalle 12 alle 24.

2) Faccia controllare e reprima la pubblicità illegale che molte sale slot/vlt promuovono sia all’esterno che all’interno dei propri locali. Ciò è vietato dalla normativa comunale sulla pubblicità, dal regolamento comunale sulle sale giochi e persino dalla legge regionale.

3) Aumenti il numero delle persone che negli uffici comunali si occupano della materia e permetta così l’incremento dei controlli sul territorio

4) Prenda spunto da ciò che fanno altri Comuni, a partire dalla vicina Prato. A Prato Sindaco e Giunta appoggiano pienamente la lotta contro il proliferare delle sale giochi. Contribuisca e partecipi all’azione dei comuni del Valdarno, sia Fiorentino che Aretino, che vogliono “deslotizzare” i loro territori

5) Promuova un tavolo interistituzionale tra le parti interessate al controllo e alla repressione del fenomeno.

“Siamo naturalmente disponibili – conclude la Comunità delle Piagge -, ad offrire ogni contributo possibile,  affinché il dramma delle ludopatie torni ad essere una patologia minore e non una malattia in espansione avallata da istituzioni troppo deboli con le società private che lucrano sulla pelle dei più deboli. Il clima odierno di lassismo rischia, tra l’altro, di far aumentare le infiltrazioni della malavita organizzata e delle mafie, soprattutto in territori storicamente permeabili come il nostro”.

PressGiochi

 

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