28 Settembre 2020 - 21:33

Slot machine: i limiti orari non frenano l’offerta di gioco

Chi i limiti orari e le distanze dai luoghi sensibili non riducessero l’offerta di gioco è una cosa accertata ormai da diversi mesi, soprattutto nei luoghi che per primi hanno

04 Luglio 2016

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Chi i limiti orari e le distanze dai luoghi sensibili non riducessero l’offerta di gioco è una cosa accertata ormai da diversi mesi, soprattutto nei luoghi che per primi hanno imposto politiche restrittive che con in tempo non hanno mostrato di incidere sulla riduzione delle persone ossessionate dal gioco come patologia.

Non solo le distanze conducono verso quello che abbiamo più volte definito ‘turismo ludico’ ma favoriscono – e le conferme ci arrivano ogni giorno – il gioco illegale. Primo, perché la conformazione dei comuni italiani è tale che limitare il gioco con le distanze di 500 mt in un determinato paese non solo significa bandirlo completamente ma spingere il giocatore a spostarsi nei paesi vicini, di solito a distanze di pochissimi chilometri tra loro.

Secondo, anche l’unione distanze – limiti orari di accensione alle slot è stata fallimentare dopo che è stato riscontrato che gli esercenti si attrezzavano per poter mantenere l’offerta al proprio cliente, con dei videotermianali, i famosi totem, che permettevano ugualmente il gioco d’azzardo. Basti pensare ad un caso su tutti, Bolzano dove la Provincia è dovuta recentemente intervenire a vietare anche questo tipo di prodotti, di per sé illegali.

 

Ma quello che dobbiamo riscontrare oggi è un altro tipo di fenomeno che vede gli esercenti organizzarsi con delle vere e proprie sentinelle per permettere il gioco nelle slot negli orari vietati.

Accade a Thiene dove l’amministrazione guidata da Giovanni Battista Casarotto ha emanato a partire dallo scorso 8 giugno una ordinanza comunale per inasprire le sanzioni relative ai limiti di orari per il funzionamento degli apparecchi da gioco imposti nel 2015 e che da 50 euro sono passate a 250 euro.

Sembrerebbe infatti che numerosi esercizi gestiti da cinesi, ingaggiassero una persona appostata fuori o all’interno del locale per controllare la situazione e avvertire gli esercenti in caso di blitz della polizia locale. Questo avrebbe permesso agli utenti di giocare anche fuori dagli orari imposti da una specifica ordinanza comunale. Una tecnica semplice e ritenuta sufficiente per aggirare le regole che limitano ad alcune fasce orarie il funzionamento degli apparecchi.

Tecnica che questa volta non è servita a evitare multe salate ai titolari delle attività scoperti dalla polizia locale del consorzio Nevi, comandato da Giovanni Scarpellini mobilitata dalle segnalazioni dei clienti intenti a giocare.

PressGiochi