23 gennaio 2020
ore 04:43
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Slot machine e distanze. Tar Toscana: “Va considerata ‘nuova installazione’ solo se cambia il concessionario”

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Slot machine e distanze. Tar Toscana: “Va considerata ‘nuova installazione’ solo se cambia il concessionario”

“La stipulazione da parte del concessionario di un nuovo contratto con un diverso gestore costituisce un fatto: indipendente dalla volontà dell’esercente e non equiparabile ad una nuova installazione.

Lo ha affermato oggi il Tribunale amministrativo per la Toscana intervenendo nel ricorso di una tabaccheria contro il Comune di Firenze.

L’esercente ha impugnato il provvedimento del Comune con il quale era stata disposta la chiusura degli apparecchi installati ad una distanza inferiore a metri 500 da luoghi sensibili (sportello bancomat e centro sportivo) misurati in base al percorso pedonale più breve.

Per il comune, l’installazione di nuovi e diversi apparecchi costituiva “nuova installazione”, avendo l’esercente stipulato un nuovo contratto con un diverso gestore.

Come ha spiegato il Tribunale, “in base al comma 5 dell’art. 4, (della legge regionale) è da reputarsi nuova installazione per quanto riguarda gli apparecchi esistenti anche quella derivante dalla “stipulazione di un nuovo contratto”, tuttavia, “nel caso di mero rinnovo o mero subentro che non modifichino in alcun modo le condizioni contrattuali precedenti, non siamo in presenza di un nuovo contratto, ma dello stesso contratto che prosegue con una parte contrattuale diversa (novazione soggettiva ex art. 1235 c.c.) e pertanto l’apparecchio può continuare ad essere legittimamente utilizzato anche dal subentrante”.

Il regolamento comunale in materia, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 70 del 18 dicembre 2017, all’art.2, in linea con la suddetta ratio della legge regionale, definisce la nuova installazione come “l’entrata in esercizio ovvero il collegamento di nuovi apparecchi idonei per il gioco lecito alle reti telematiche dell’AAMS in data successiva a quella di entrata in vigore del presente regolamento”.

Ne deriva dunque – secondo il Collegio – che, sia in base alla legge regionale che in base al regolamento comunale, la mera sostituzione degli apparecchi esistenti non può dar luogo ad una nuova installazione, anche se la sostituzione non sia avvenuta per vetustà o malfunzionamento, essendo le suddette fonti normative dirette ad ostacolare l’ampliamento dell’offerta di gioco in violazione dei limiti introdotti dalla normativa sopravvenuta.

Quanto, invece, alla stipulazione di un nuovo contratto, ciò che nella fattispecie in esame avrebbe potuto integrare l’ipotesi di cui alla lettera a) del comma 5, ovvero, “la stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto in essere”, sarebbe stata la stipulazione di un nuovo contratto con il concessionario di Stato, che tuttavia è pacifico non sia intervenuta. Solo in tale eventualità, infatti, si sarebbe potuta realizzare l’equivalenza, tenuta in conto nella volontà legislativa, fra nuovo contratto e nuova installazione, perché sarebbe stato introdotto un nuovo titolo per il mantenimento dell’allaccio degli apparecchi alla rete telematica, equiparabile ad un nuovo allaccio avvenuto nella vigenza della sopravvenuta normativa sulle distanze. Diversamente, il solo cambiamento del soggetto incaricato della gestione degli apparecchi da gioco, non può dar luogo né ad un nuovo contratto né ad una nuova installazione, posto che tale avvicendamento si inscrive all’interno dello stesso contratto tra esercente e soggetto titolare della concessione di Stato, che rimane invariato, così come prosegue senza soluzione di continuità il collegamento dell’esercizio alla rete tramite il concessionario”.

 

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