“Le lotterie possono contribuire allo sviluppo del Paese”: è questa la visione rilanciata dal CEO della Lotteries Board della Namibia, Johannes Shimaneni, in un momento in cui il Paese accelera
“Le lotterie possono contribuire allo sviluppo del Paese”: è questa la visione rilanciata dal CEO della Lotteries Board della Namibia, Johannes Shimaneni, in un momento in cui il Paese accelera la riforma del settore giochi per trovare un equilibrio tra crescita economica, trasparenza e tutela dei consumatori.
La Namibia sta infatti lavorando all’attuazione della Lotteries Act del 2017 e alla definizione di un sistema di controllo più rigoroso su lotterie promozionali e attività di gaming digitale. Un percorso ancora in costruzione, ma che punta a strutturare uno dei mercati emergenti più dinamici del continente africano.
Intervenendo a SiGMA Africa a Città del Capo, Shimaneni ha sottolineato come la sfida non sia solo regolatoria, ma anche culturale: le lotterie, ha spiegato, non devono essere percepite esclusivamente come forme di intrattenimento legate alla fortuna, ma come strumenti in grado di generare valore pubblico, sostenendo progetti di interesse collettivo e iniziative di sviluppo nazionale.
Il settore resta ancora giovane. La Namibia non dispone infatti di una lotteria nazionale pienamente operativa: oggi il mercato è dominato da operatori privati, in attesa del lancio di un sistema statale previsto, secondo le stime, entro i prossimi 12-24 mesi. Parallelamente, il regolatore sta valutando un nuovo assetto normativo che include, tra le altre misure, un prelievo del 5% sui premi delle competizioni promozionali e una tariffa amministrativa per l’approvazione delle iniziative.
Alla base di queste scelte c’è anche la preoccupazione per la crescita rapida delle promozioni legate al gaming, soprattutto online, che richiedono strumenti di vigilanza più strutturati. Il modello in fase di sviluppo prevede che lo Stato possa gestire direttamente la lotteria oppure affidarla a un operatore specializzato, con il regolatore concentrato sulle funzioni di controllo.
Shimaneni ha evidenziato come la priorità resti la governance: senza fiducia pubblica, ha spiegato, qualsiasi sistema lotteristico rischia di perdere credibilità. Tra i principali fattori di rischio vengono citate le possibili interferenze politiche, capaci di minare la percezione di imparzialità del sistema.
I dati mostrano comunque un settore in espansione: secondo la National Planning Commission, i ricavi del comparto giochi in Namibia sono passati da circa 9,3 milioni di dollari a 32 milioni nell’ultimo anno fiscale, con una stima che per il 2025 arriva fino a 49,5 milioni. Le proiezioni a lungo termine indicano che una lotteria nazionale ben strutturata potrebbe superare i 100 milioni di dollari l’anno.
Cresce anche l’impatto occupazionale, con oltre 4.000 posti di lavoro già collegati all’industria del gaming. In parallelo, le autorità stanno rafforzando i sistemi digitali di monitoraggio per adattarsi a un settore sempre più tecnologico.
Un altro nodo centrale riguarda la cooperazione internazionale. Con la progressiva digitalizzazione del gioco, i confini nazionali diventano meno rilevanti e i regolatori si trovano ad affrontare sfide simili. Per questo la Namibia sta rafforzando i rapporti con i Paesi vicini, come dimostra l’intesa con il regolatore del Botswana su standard di controllo e pratiche di gioco responsabile.
Infine, il Paese sta sviluppando una piattaforma centrale di monitoraggio nell’ambito del piano di sviluppo nazionale, con l’obiettivo di aumentare trasparenza e capacità di analisi dei dati.
Resta però la consapevolezza, ha concluso Shimaneni, che si tratta di un mercato piccolo e ancora in formazione: la vera sfida sarà costruire un modello sostenibile, coerente con le dimensioni e le esigenze locali, senza replicare automaticamente schemi importati da altri contesti.
PressGiochi






