10 Aprile 2026 - 17:21

Sicurezza dei minori online: il Parlamento europeo esamina due petizioni su Roblox

La sicurezza dei minori sulle piattaforme digitali torna al centro dell’attenzione delle istituzioni europee. Il Parlamento europeo ha infatti dichiarato ammissibili due petizioni – la n. 1546/2025 e la n.

20 Marzo 2026

La sicurezza dei minori sulle piattaforme digitali torna al centro dell’attenzione delle istituzioni europee. Il Parlamento europeo ha infatti dichiarato ammissibili due petizioni – la n. 1546/2025 e la n. 1632/2025 – che sollevano forti preoccupazioni sull’efficacia delle misure di tutela adottate da Roblox Corporation, una delle piattaforme di gioco online più utilizzate dai più giovani.

Le petizioni, presentate rispettivamente da cittadini lettone e greco, mettono in luce rischi significativi legati all’utilizzo della piattaforma da parte dei minori. Tra i principali timori segnalati emergono episodi di grooming, sfruttamento e contatti pericolosi, già oggetto di inchieste e azioni legali negli Stati Uniti.

Secondo i firmatari, gli strumenti attualmente adottati – come verifica dell’età, controlli parentali e sistemi di moderazione – non sarebbero sufficienti a garantire un ambiente sicuro. Particolarmente rilevante è il dato secondo cui quasi la metà dei circa 25,6 milioni di utenti giornalieri europei di Roblox avrebbe meno di 12 anni, esponendo una vasta platea di minori a potenziali rischi.

Una delle petizioni arriva ad accusare la piattaforma di privilegiare logiche di profitto rispetto alla protezione dei bambini, chiedendo un’indagine a livello europeo sulle politiche di sicurezza adottate.

Nella risposta ufficiale, la Commissione europea sottolinea come la tutela dei minori rappresenti una priorità strategica dell’Unione. In questo contesto si inserisce il Digital Services Act (DSA), la normativa di riferimento che impone obblighi stringenti alle piattaforme online.

Il DSA prevede, tra le altre cose, misure specifiche per proteggere i minori, tra cui:

  • limitare i contatti da parte di utenti sconosciuti;

  • proteggere i dati personali dei minori;

  • impedire la diffusione non autorizzata dei contenuti condivisi dai più giovani;

  • garantire sistemi di segnalazione semplici e accessibili.

A supporto di questo quadro normativo si affiancano iniziative come la Better Internet for Kids Strategy (BIK+), che promuove educazione digitale, assistenza e strumenti di prevenzione attraverso una rete europea di centri dedicati.

Il caso Roblox e la vigilanza nazionale

Nonostante la sua diffusione, Roblox non rientra tra le “very large online platforms” previste dal DSA e, pertanto, non è soggetta alla supervisione diretta della Commissione. La responsabilità di controllo ricade invece sull’autorità nazionale competente, in questo caso l’Autorità per i consumatori e i mercati dei Paesi Bassi, dove la società ha stabilito il proprio rappresentante legale.

I cittadini europei possono comunque presentare segnalazioni attraverso i Digital Services Coordinators dei rispettivi Paesi.

Parallelamente, l’Unione europea sta lavorando a un rafforzamento del quadro normativo con una proposta di regolamento per contrastare la diffusione di materiale pedopornografico e il fenomeno del grooming online. Il testo prevede obblighi più stringenti per i fornitori di servizi digitali, inclusa la possibilità di utilizzare tecnologie – anche basate sull’intelligenza artificiale – per individuare e rimuovere contenuti illegali.

Tra le misure più rilevanti:

  • obbligo di rimozione dei contenuti illegali entro 24 ore;

  • segnalazione sistematica dei casi alle autorità;

  • possibilità di sanzioni e restrizioni per le piattaforme inadempienti.

Nelle sue conclusioni, la Commissione ribadisce che la protezione dei minori online resta una priorità assoluta e che tutte le piattaforme, inclusa Roblox, sono tenute a rispettare le norme europee in materia.

Allo stesso tempo, Bruxelles evidenzia come il sistema di vigilanza decentrato – affidato alle autorità nazionali – e il rafforzamento delle future normative rappresentino i pilastri dell’azione europea.

Le due petizioni restano dunque un segnale politico rilevante: da un lato confermano le crescenti preoccupazioni dei cittadini europei, dall’altro spingono le istituzioni a mantenere alta l’attenzione su un ecosistema digitale in continua evoluzione, dove la tutela dei minori rappresenta una sfida sempre più complessa.

PressGiochi