19 Settembre 2020 - 10:45

SGI: gli studi dimostrano che la pubblicità non fa aumentare il gioco tra i minori

I concessionari del gioco legale online sostengono da sempre che il blocco totale della pubblicità sarebbe dannoso in primis per i giocatori perché impedirebbe di riconoscere l’offerta legale, oltre a

04 Agosto 2015

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I concessionari del gioco legale online sostengono da sempre che il blocco totale della pubblicità sarebbe dannoso in primis per i giocatori perché impedirebbe di riconoscere l’offerta legale, oltre a danneggiare irreparabilmente il sistema del gioco online legale italiano, che è stato il modello di tutte le legislazioni del gioco online in Europa.

I dati smentiscono l’assunto secondo il quale la pubblicità ha una responsabilità primaria nella diffusione del gioco problematico e dei minori: in Inghilterra il Committees of Advertising Practice, che assieme all’Advertising Standards Authority è responsabile della definizione e gestione delle regole della comunicazione commerciale, afferma che: «in UK i tassi di partecipazione al gioco delle categorie a rischio e dei minori sono rimasti stabili, nonostante la crescita senza precedenti della pubblicità» mentre in Italia la ricerca condotta quest’anno da Nomisma su un campione di oltre 14.000 studenti italiani di età compresa tra 14 e 19 anni evidenzia che alla domanda “per quale motivo hai cominciato a giocare?” solo il 4% degli studenti risponde “incuriosito dalla pubblicità che ho visto”.

 

Ma si sono chiesti i firmatari delle proposte appena presentate in Parlamento, che vorrebbero introdurre il divieto totale della pubblicità del gioco, anche per i concessionari dello Stato, a chi gioverebbe tale scelta?

Oltre la metà dell’investimento pubblicitario è fatto dal settore del gioco online nonostante esso abbia una quota minuscola pari al 4% della spesa del gioco. La pubblicità è infatti essenziale al gioco online per rendere nota al consumatore l’esistenza stessa dell’offerta e le modalità per accedervi. Il divieto sarebbe applicato al gioco legale, mentre al gioco online illegale non potrà certo essere inibita la pubblicità su internet. Il settore del gioco online legale e la tutela del consumatore sarebbero sacrificate a tutto vantaggio del gioco illegale.

Su altri argomenti la politica è riuscita a trovare una sintesi equilibrata tra tutela e libertà individuali. Lo “scalpo” sulla pubblicità sarebbe una misura che nega la legalità stessa del gioco legale in Italia, priverebbe le aziende della possibilità di contrastare il mercato nero e sarebbe inefficace a risolvere i problemi delle persone che si vogliono tutelare.

Sarebbe solo una vittoria politica della lobby ideologica nemica del gioco, pagata ad altissimo prezzo da tutto il sistema.

Gli operatori del gioco online legale in Italia che fanno parte di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, sono sempre stati rigorosi nel rispettare le direttive in materia di pubblicità e, come ogni azienda, sono i primi a essere interessati alla tutela dei loro clienti. Per questo non possono che lanciare un forte appello ad aprire un tavolo di reale confronto rendendosi disponibili a sostenere ogni misura non ideologica ma efficace e equilibrata.

 

PressGiochi