01 Ottobre 2020 - 18:29

Senato. Marino: “Estendere all’economia digitale norma antielusiva per il settore scommesse”

Al via in X commissione Industria al Senato l’esame del ddl recante “Misure in materia fiscale per la concorrenza nell’economia digitale”. Durante l’ultima seduta il senatore Luigi Marino (Ap) –

11 Novembre 2016

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Al via in X commissione Industria al Senato l’esame del ddl recante “Misure in materia fiscale per la concorrenza nell’economia digitale”. Durante l’ultima seduta il senatore Luigi Marino (Ap) – relatore del testo – ha illustrato i contenuti del provvedimento soffermandosi sull’articolo 6, rilevando che “chi a suo giudizio e` arrivato primo e` il Governo, l’attuale Governo, che lo scorso anno, in occasione della legge di Stabilità per 2016, ha introdotto, con il consenso del Parlamento, con le previsioni contenute nei commi da 927 al 931 dell’articolo 1 la «Stabile organizzazione di operatori esteri nel settore delle scommesse». In particolare è stato disposto che – cita testualmente –: «qualora un soggetto residente o più soggetti residenti, operanti nell’ambito di un unica rete di vendita svolgano per conto di soggetti esteri non residenti, le attività tipiche del gestore, anche sotto forma di trasmissione dati, e metta a disposizione dei fruitori finali del servizio strumenti telematici, e allorché i flussi finanziari superino, nell’arco di 6 mesi, i 500.000 euro, su segnalazione dell’intermediario finanziario, l’Agenzia delle entrate apre il contraddittorio e, se accertata la stabile organizzazione, applica una ritenuta d’acconto del 25 per cento sugli importi delle trasmissioni verso il beneficiario non residente»”. “Questo disegno di legge, che egli considera certamente perfezionabile, estende dunque all’economia digitale ciò che il Governo e il Parlamento hanno già previsto nel settore delle scommesse transnazionali con l’ultima legge di stabilità. Sarebbe infatti contraddittorio se l’Italia, dopo aver definito una normativa antielusiva per un settore, appunto, quello delle scommesse, dimenticasse di estenderla anche a chi colloca clienti nelle strutture alberghiere o vende beni e servizi nel mercato italiano”.

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