29 Settembre 2020 - 21:48

Senato. Forza Italia presenta interrogazione sulle finalità dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico

A firma dei senatori Gibiino, Minzolini, Boccardi, Marin, Amidei e Bertacco, Forza Italia ha presentato in senato al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze,

22 Luglio 2016

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A firma dei senatori Gibiino, Minzolini, Boccardi, Marin, Amidei e Bertacco, Forza Italia ha presentato in senato al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze, della salute, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e per gli affari regionali e le autonomie una interrogazione in merito alle finalità dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico.

Di seguito il testo dell’atto:

 

l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e della dipendenza grave, istituito inizialmente presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e successivamente trasferito presso il Ministero della salute, ai sensi di quanto stabilito dalla legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015), ha il compito di “monitoraggio della dipendenza dal gioco d’azzardo e dell’efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese, della definizione di linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione cura e riabilitazione delle persone affette da Gap, di valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave”;

 

a far parte dell’Osservatorio, presieduto dal direttore generale della prevenzione sanitaria, Raniero Guerra, sono stati chiamati componenti del Ministero della salute (Silva Arcà, Lidia Di Minco), del Ministero dell’economia e delle finanze (Elena Giacone, Gianluca Campana, Alessandro Aronica), del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Paolo Sciascia), del Dipartimento per le politiche antidroga (Patrizia De Rose), del Dipartimento della gioventù e del Servizio civile nazionale (Cinzia Zaccaria), dell’Istituto superiore di sanità (Roberta Pacifici), ma anche dell’Anci (il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi), della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Arcangelo Alfano, Nora Coppola, Mila Ferri), oltre, e qui è il punto più controverso, a quelli che lo stesso decreto del 2015 istitutivo del “nuovo” Osservatorio definisce “esperti di comprovata esperienza nel settore della dipendenza”;

 

in data 13 aprile 2016, presso la sede di via Ribotta del Ministero della salute, si è svolta la prima riunione di insediamento dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave;

 

condizione preliminare per sedere nell’Osservatorio è, o dovrebbe essere, l’assenza di conflitto di interessi. I componenti dell’Osservatorio, infatti, in quanto organismo istituzionale, non possono intrattenere rapporti con enti o imprese che hanno contratti economici o commerciali in materie di pertinenza di un organismo che ha una funzione pubblica;

 

in particolare, il conflitto di interessi che si intende evitare è in riferimento alle industrie del settore della sanità o a fornitori di servizi nel campo della salute. Si ricorda che, per la pubblica amministrazione, è incompatibile la situazione che si verifica quando un soggetto al quale viene affidata una responsabilità decisionale o consultiva intrattiene rapporti personali o professionali con i destinatari delle deliberazioni dell’organismo. Una situazione che inficia la reputazione d’imparzialità che gli viene richiesta;

 

nell’osservatorio vi sono, l’Associazione italiana genitori (A.Ge.) onlus, la Società italiana tossicodipendenza (SiTD), l’Associazione italiana per lo studio del gioco d’azzardo e del comportamento a rischio (ALEA), la federazione italiana comunità terapeutiche (FICT), il Codacons, il Coordinamento nazionale comunità terapeutiche (CNCA), il Moige (Movimento italiano genitori onlus) e la federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi (Federserd), che gestisce il servizio del gioco responsabile sponsorizzato dai principali concessionari di Stato e, dall’altro, sembrerebbe intrattenere rapporti con imprese farmaceutiche;

 

proprio in tal senso, infatti, sembra sussistere un conflitto d’interessi che avrebbe dovuto escludere la partecipazione di Federsed, posto che la federazione è sponsorizzata da aziende farmaceutiche e da concessionari di giochi d’azzardo; gestisce e cura il famoso “gioco responsabile”, finanziato da Sisal e Lottomatica, con il sostegno di altri concessionari (Admiral, Cirsa e Codere);

 

si rileva che un’associazione facente parte dell’Osservatorio, il Codacons, ha presentato un ricorso al TAR del Lazio di Roma volto ad escludere Federserd dalla partecipazione all’Osservatorio stesso;

 

su tale ricorso prima il Consiglio di Stato con ordinanza n. 710 del 2016 (che ha ordinato un’adeguata istruttoria sull’esistenza “di eventuali situazioni di conflitto di interessi in capo a Federserd, al di là delle sue finalità statutarie, rispetto ai compiti di prevenzione e di cura del preoccupante fenomeno della ludopatia, che hanno giustificato l’istituzione dell’Osservatorio”) e, da ultimo, il Tar del Lazio (ordinanza n. 8023 del 13 luglio 2016) ne ha disposto proprio l’esclusione in via cautelare dai lavori dell’Osservatorio stesso;

 

l’esclusione è stata disposta in quanto il Ministero ha omesso di effettuare la relazione richiesta dal Tar del Lazio con ordinanza n. 6576 del 2016 riguardante i criteri che hanno portato alla nomina di Federserd in seno all’Osservatorio, relazione ad oggi ancora da depositare;

 

per di più, in data 19 luglio 2016, proprio la segreteria dell’Osservatorio comunicava l’annullamento della riunione già fissata al 21 luglio per ordine del capo di gabinetto del Ministero della salute;

 

tali episodi non avrebbe fatto altro che portare alla luce criticità e falle di un sistema abituato a tacere sui troppi e troppo diffusi conflitti di interessi tra chi produce il danno e chi dovrebbe contrastarlo;

 

è necessario che chi siede nell’Osservatorio non abbia rapporti di interesse, personale o professionale o di sponsorizzazione o finanziamento, con aziende concessionarie o operatori di settore del gioco legale;

 

per garantire la massima trasparenza e correttezza nelle attività dell’Osservatorio, bisognerebbe accertare la piena indipendenza di ogni suo componente “laico” da qualsiasi condizionamento o conflitto d’interessi con l’oggetto specifico dell’Osservatorio, vale a dire il contrasto al gioco d’azzardo patologico, e verificare che i soggetti che siedono nell’Osservatorio non intrattengano rapporti commerciali diretti o indiretto di finanziamento con imprese concessionarie o gestori del comparto dell’azzardo legale;

 

la questione del conflitto di interessi è diventata ancor più delicata in seguito alla richiesta ai componenti dell’Osservatorio di decidere sulla destinazione dei 50 milioni di euro previsti per la lotta contro le dipendenze da azzardo nel 2016, mentre non si ha notizia dei 50 milioni previsti nel 2015;

 

l’articolo 1, comma 133, della legge n. 190 del 2014 dispone che “Nell’ambito delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale (…) a decorrere dall’anno 2015, una quota pari a 50 milioni di euro è annualmente destinata alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo come definita dall’Organizzazione mondiale della sanità”;

 

lo stanziamento per curare le patologie da gioco d’azzardo è vincolato, e questo comporta una necessaria programmazione e monitoraggio della spesa che ad oggi è sconosciuta;

 

risulta agli interroganti che si sarebbe anche discusso di destinare il 2 per cento dei 50 milioni di euro all’Osservatorio per “studi, analisi, procedure, produzione di linee guida, ricerca, orientamento”, il che equivarrebbe a un maggior onere per la finanza pubblica;

 

il citato comma 133 prevede, inoltre, che “Una quota delle risorse di cui al primo periodo, nel limite di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, è destinata alla sperimentazione di modalità di controllo dei soggetti a rischio di patologia, mediante l’adozione di software che consentano al giocatore di monitorare il proprio comportamento generando conseguentemente appositi messaggi di allerta”;

 

ad oggi, non risulta essere stato fornito il progetto per l’adozione dei software e, di conseguenza, non si è a conoscenza della destinazione dei 3 milioni di euro previsti per il triennio 2015-2017 ad esso destinati;

 

con riferimento alla composizione dell’Osservatorio, la legge di stabilità per il 2015 prevedeva “la presenza di esperti in materia, di rappresentanti delle regioni e degli enti locali, nonché delle associazioni operanti nel settore, (…) senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”;

 

ci sono soggetti che siedono nell’Osservatorio e, pur non intrattenendo rapporti con concessionari o gestori o gestori del comparto dell’azzardo legale, sono chiamati a decidere sulla destinazione di risorse pubbliche nel contrasto all’azzardo ma si ritrovano nel duplice ruolo di arbitri e giocatori;

 

in ultimo, si rappresenta un’ulteriore situazione riguardante i corsi di formazione per operatori sul gioco d’azzardo;

 

precisamente, in data 6 luglio 2016, è stato presentato un corso di formazione per operatori sul gioco d’azzardo patologico con tanto di rilascio di “attestato” di partecipazione;

 

nello specifico, risulta che il direttore dell’ufficio VI della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute (prevenzione delle dipendenze, doping e salute mentale), abbia rivolto il seguente invito ai membri dell’Osservatorio: “Gentilissimi tutti, il prossimo 6 luglio si svolgerà, presso l’Auditorium del Ministero della Salute, sede di lungotevere Ripa 1, la conferenza stampa dell’associazione nazionale SAPAR. Qualora foste interessati a partecipare, trovate in allegato la documentazione, cordiali saluti, Liliana La Sala”, al quale è stato allegato anche documento nel quale veniva presentato il corso di formazione. Interrogato da un’associazione facente parte dell’Osservatorio, il direttore generale avrebbe ribattuto che si trattava di invito rivolto ai membri, affinché partecipassero e che il patrocinio era rivolto solo ed esclusivamente alla presentazione in conferenza stampa nelle sedi del Ministero, essendo i corsi iniziati nel 2014 e già svolti nelle maggiori città italiane;

 

a tal riguardo, si ricorda che, sebbene l’Osservatorio abbia i seguenti scopi: a) il monitoraggio della dipendenza dal gioco di azzardo; b) il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese; c) la definizione delle linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico (GAP) ai fini della predisposizione del decreto regolamentare di adozione delle linee guida; d) la valutazione delle misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco di azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, nessuna partecipazione (ovviamente si fa riferimento a quella precedente la preparazione del “corso”) ai membri dell’Osservatorio è stata richiesta, se non quella di presenziare al “lancio” dell’iniziativa;

 

risulterebbe che l’Osservatorio non abbia vagliato alcuni corsi predisposti dagli operatori stessi del settore gioco che, per di più, hanno trovato (ci si domanda sulla base di quali argomentazioni) il patrocinio del Ministero, né si conoscono le modalità operative del corso, la (eventuale) partecipazione di organismi facenti parte del SSN, la sua valenza,

 

si chiede di sapere:

 

se il Governo non ritenga, che i partecipanti a commissioni, gruppi di lavoro, comitati o altri organismi istituzionali in grado di influenzare, anche indirettamente, iniziative normative ed istituzionali nel settore delle tossicodipendenze e del gioco d’azzardo debbano essere sottoposti, ai fini della nomina, ad una obbligatoria e preventiva verifica di assenza di conflitto di interessi, derivanti da possibili finanziamenti e sponsorizzazioni economiche ricevute da aziende che hanno interessi nel settore della cura delle dipendenze (ad esempio, società farmaceutiche, concessionari di giochi d’azzardo e altro);

 

se ritenga di assumere le conseguenti iniziative volte a far sì che l’Osservatorio e i suoi membri non si trovino in posizioni anche potenziali di conflitto di interessi o incompatibilità;

 

se intenda verificare quali istituti o fondazioni nel corso degli anni, abbiamo ricevuto finanziamenti da aziende farmaceutiche e dai concessionari dei giochi d’azzardo; se e in quali altri gruppi di lavoro, commissioni, comitati o altri organismi istituzionali relativi al settore delle tossicodipendenze e del gioco d’azzardo, nonché verificare ovvero compiere un’istruttoria considerato quanto sopra specificato;

 

se non ritenga opportuno adottare iniziative per escludere tali enti dalle sedi istituzionali, alla luce di quello che si ritiene un evidente conflitto di interessi, la partnership con concessionari di gioco d’azzardo e aziende farmaceutiche che inevitabilmente genera, secondo gli interroganti, un conflitto di interessi;

 

se ritenga di fornire chiarimenti circa: a) le ragioni del patrocinio offerto ad un corso di formazione per gestori ed esercenti; b) l’istruttoria compiuta precedente al patrocinio; c) eventuali evidenze scientifiche di reale utilità del corso ai fini della prevenzione del cosiddetto gioco d’azzardo patologico (GAP); d) le ragioni e sulla base di quali poteri per cui il Ministero della salute abbia deciso di annullare la riunione già fissata al 21 luglio rinviandola al 18 agosto 2016;

 

se non ritenga di specificare l’utilizzo dei 50 milioni di euro stanziati per curare le patologie da gioco d’azzardo; in particolare, se non ritenga di fornire un programma dettagliato di quanto realizzato sino ad oggi, studi, analisi, procedure, produzione di linee guida, ricerca, orientamento, nonché lo stato di progettazione del software.

 

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