12 Agosto 2020 - 14:54

Senato: dal gruppo Misto la richiesta di interventi sulle Vlt, su ticket e certificazione piattaforme

Tassazione più alta per le Vlt e interventi sui ticket e sulla possibilità di introdurre monete da 500 e 200 euro, oltre che sulla certificazione delle piattaforme: sono gli interventi

30 Marzo 2017

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Tassazione più alta per le Vlt e interventi sui ticket e sulla possibilità di introdurre monete da 500 e 200 euro, oltre che sulla certificazione delle piattaforme: sono gli interventi presentati ieri al Senato da un gruppo di senatori appartenente al gruppo Misto come Vacciano, Simeoni, Casaletto, Bencini, ed altri.

 

“Al netto del limite massimo di giocata di 10 euro, – affermano gli interroganti – si riscontra la possibilità da parte del giocatore di inserire nella macchina banconote di grande taglio e ciò, vista l’assenza dell’obbligo di identificazione dei riscossori dei buoni di pagamento erogati dal terminale, rappresenta un procedimento funzionale al riciclaggio di denaro. Inoltre, osservando i tempi di durata media delle giocate rapportate alla quantità minima e massima di denaro inseribile, si osserva una sostanziosa perdita media oraria di denaro, seppure a fronte di una fortemente aleatoria possibilità di cospicue vincite;

 

il Ministero dell’economia e delle finanze ha recentemente espresso la volontà di inibire l’utilizzo delle banconote da 500 euro, anche all’interno del testo dell’audizione del Sottosegretario di Stato Pier Paolo Baretta, ascoltato in 6a Commissione (Finanze e tesoro) del Senato il 7 marzo 2017, intenzione di cui non si ravvisa alcuna traccia all’interno del recente schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2015/849/UE relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo;

 

è stato dimostrato da diverse trasmissioni televisive che per riciclare denaro con un apparecchio VLT, che al momento garantisce l’anonimato dell’utente, è sufficiente che la banconota venga inserita nella macchina e, successivamente, senza obbligo di giocata, si prema il comando per la restituzione del denaro inserito, il quale verrà conferito al giocatore sotto forma di un ticket con il quale questi potrà ritirare la cifra corrispondente ormai “ripulita” in cassa o vantare un credito, essendo il ticket equiparabile ad un titolo al portatore. Inoltre, questo tagliando creditorio riporta solamente il giorno e la data di emissione con la cifra da ritirare e, al momento dell’incasso, non emerge quanto e se ci sia stata una vincita, o se sia un saldo residuo di un conto virtuale o denaro introdotto di cui subito dopo il giocatore richiede la restituzione alla macchina stessa;

 

quest’ultima operazione, la più insidiosa per quanto concerne il pericolo di riciclaggio, è resa ancora più rapida dalla possibilità di inserimento di banconote di grande taglio, compresa la banconota dal valore facciale di 500 euro.

Per escludere – continua il senatore Vacciano – qualsiasi pericolo di riciclaggio tramite VLT di valuta di dubbia provenienza, bisogna fare in modo che un giocatore possa inserire una sola banconota per volta (considerando come cifra ottimale introducibile 50 euro al massimo) fino ad esaurimento di tale somma di denaro, stessa procedura di blocco prevista con le AWP, o new slot machine (art. 110, comma 6, lett. a), citato), tenendo comunque conto dei volumi di gioco e limiti monetari differenti.

Sarebbe opportuna una modifica al testo governativo che preveda l’obbligo di esplicitare sui ticket erogati dalle VLT il nominativo del giocatore insieme al quantitativo di denaro inserito nel videoterminale, l’eventuale vincita o assenza di giocata, così da avere evidenza dei movimenti dei flussi di denaro attraverso l’apparecchiatura di gioco in diretto collegamento con le persone fisiche.

 

 

Le VLT, – ha proseguito il senatore – , sono da considerarsi vere e proprie slot machine, più aggressive di quelle installate nei quattro casinò italiani, in relazione al funzionamento delle vincite e delle perdite. È necessario sottolineare che mentre le slot machine attive sono circa 380.000 in Italia, le VLT sono solo 50.000 e questo dimostra quanto questo minor numero di videoterminali raccolgano, in termini di movimentazione totale di denaro, quasi quanto le slot e di conseguenza quanto siano complessivamente più costose”.

 

I senatori del Gruppo Misto hanno quindi chiesto di sapere:

 

se il Ministro in indirizzo intenda procedere con l’emanazione del decreto ministeriale citato al comma 943 dell’art. 1 della legge n. 208 del 2015, e se in questo stesso decreto sarà ribadito quanto espresso all’art. 3 del decreto direttoriale 6 agosto 2009 in merito al contenimento dei VLT nella percentuale del 14 per cento dei AWP totali, i quali entro il 31 dicembre 2019 dovranno risultare il 30 per cento in meno dei macchinari autorizzati al 31 luglio 2015;

 

alla luce delle riduzione degli apparecchi VLT, visto il consistente contributo economico che apportano all’erario, se non ritenga opportuno innalzare la tassazione sui VLT incrementando le entrate per lo Stato e, contestualmente, contribuire a contenere la perdita monetaria oraria a carico di ogni singolo giocatore;

 

se non intenda inibire l’utilizzo della valute cartacee da 500 e da 200 euro nel contesto dei VLT inserendolo nel decreto legislativo di cui all’atto del Governo sottoposto a parere parlamentare citato;

 

se non ritenga imprescindibile prevedere l’obbligo di esplicitare sui ticket erogati dalle videolottery il nominativo del giocatore insieme al quantitativo di denaro inserito nel videoterminale, l’eventuale vincita o assenza di giocata, così da avere evidenza dei movimenti dei flussi di denaro attraverso l’apparecchiatura di gioco in diretto collegamento con le persone fisiche, apportando queste verifiche e controlli anche al di sotto del limite previsto di 500 euro. Altri importanti spunti per una migliore normativa ad hoc per le VLT possono essere facilmente reperiti nella relazione della Commissione parlamentare antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito;

 

se non ritenga opportuno assumere iniziative dirette ad obbligare l’Agenzia delle dogane e dei monopoli alla pubblicazione dei dati sulla certificazioni delle piattaforme VLT, fermi al 2012, con le stesse modalità analitiche precedentemente in uso, prevedendo altresì un obbligo di pubblicazione, per il futuro, con cadenza mensile;

 

se non ritenga di doversi attivare al fine di superare l’attuale conflitto di interessi in virtù del quale i software di gestione delle videolottery sono in mano agli stessi concessionari.

 

PressGiochi