10 Luglio 2026 - 17:02

“Scommettere sul futuro (quello vero)”: a Roma il convegno di Forum delle Associazioni Familiari

Si è svolto questa mattina a Roma presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, il convegno del Forum delle Associazioni Familiari “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere

10 Giugno 2026

Si è svolto questa mattina a Roma presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, il convegno del Forum delle Associazioni Familiari “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, promosso come momento di confronto sulle conseguenze sociali del gioco d’azzardo e sulle possibili strategie di regolamentazione del settore.

Ad aprire i lavori, Adriano Bordignon, Presidente Forum delle Associazioni Familiari: “Quella di oggi è un occasione significativa. Pur non essendo specialisti del tema, noi come Forum abbiamo deciso di non poter rimanere inermi ad osservare questo fenomeno che erode la stabilità delle famiglie e la stabilità sociale più in generale. Il Forum è particolarmente interessato alla questione perché l’impatto sulle famiglie è devastante come dimostra la testimonianza ascoltata all’inizio di questa mattinata. Si parla di impatto di carattere economico, psicosociale ma anche sociale all’interno delle famiglie: inganni finanziari, promesse non mantenute, indisponibilità emotiva ed erosione della fiducia hanno un impatto notevole sulla tenuta delle relazioni famigliari. Su questo si innestano i fenomeni della dipendenza patologica, i fenomeni di ordine economico di perdita del patrimonio.

Come associazione di famiglie, vogliamo avviare un percorso, in un quadro che si fa sempre più preoccupante dove l’aspetto del profitto sembra prevalere sulla dignità e la tutela della persona e delle sue relazioni. Crediamo sia necessario che ogni parte del paese metta in campo le migliori possibilità per invertire questa rotta”.

Il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente Conferenza Episcopale Italiana ha posto l’attenzione sul gioco online “La dipendenza dal gioco d’azzardo devasta le famiglie, è una schiavitù. Ecco perché dovrebbe essere una preoccupazione di tutti. Una questione importante è quella della legalità:

Oggi buona parte del gioco è digitale, più invisibile e pericoloso. Da questo punto di vista, l’AI ha sicuramente un impatto importante. L’enciclica di Papa Leone – dall’approccio molto pragmatico – obbliga a trovare un ‘algoritmo comune’ per trovare una risposta a quegli algoritmi che inducono alla dipendenza. L’AI moltiplica il gioco e lo fa nella maniera più pervasiva, riducendo i tempi di un singolo gioco portando il gioco a giocare in modo più massivo. Un vera e propria schiavitù”.

 

Don Armando Zappolini della campagna Mettiamoci in Gioco, ha rilevato: “La maggior parte dei proventi del gioco viene da persone con problematiche economico-sociali, è un dato che ci deve far riflettere. Purtroppo, l’azzardo è animato da una logica di lotta ai poveri e non alla povertà. È lodevole l’attività delle diverse associazioni dirette ad aiutare i dipendenti dall’azzardo ma dobbiamo fare più rete e non può essere una missione della sola Chiesa, l’impegno va esteso anche al di fuori del mondo ecclesiastico. È inoltre prioritario avere i dati ufficiali delle spese per il gioco ma purtroppo non vengono forniti. Sarebbero molto utili per profilare al meglio i soggetti che spendono di più e affrontare a monte il problema. Abbiamo un grande debito di responsabilità che dobbiamo saldare con la nostra società”.

È intervenuto poi il Prof.Maurizio Fiasco (ALEA) : “Ho molta fiducia perché con l’ingresso nella questione – con perseveranza – delle famiglie il tema cambia di segno. Cambia di segno in rapporto ad un dispositivo che vuole il gioco responsabile come una questione che riguarda il singolo rispetto ad un design, un progetto industriale che si chiama fuori da ogni responsabilità. Quando il focus si sposta sugli altri danneggiati è difficili continuare a proporre questo dispositivo.

Parlando frequentemente di un argomento si finisce per normalizzarlo. Comne successo nel caso della droga, si parla tanto del fenomeno ma non si è verificata una recessione. Quello che viene presentato come una devianza diventa una normalità. Sono vent’anni che c’è una protesta ma non c’è stata una recessione. Si è creato un triangolo decisionale in cui troviamo: i governi, l’industria e gli interessi economici locali che bypassano totalmente quel processo delineato dalla Costituzione dei corpi sociali intermedi.

Il gioco responsabile viene praticato in Italia da 13 milioni di persone che danno allo Stato poco più di 1 miliardo di reddito. I 10 miliardi che si aggiungo sono dati dagli abitudinari e dai patologici. Quindi è un sistema completamente centrato sulla dipendenza per gli esiti dello Stato e dell’industria. Una dipendenza che costringe le persone dentro una gabbia. Non è sicuramente la dipendenza più grave se messa in confronto con altre ma è una dipendenza che non è stata ancora normalizzata. Il gioco d’azzardo resta una dipendenza grave, sistemica che si abbatte su singolo ma ancor di più sul sistema famigliare”.

La prima parte del convegno si conclude con l’intervento di Andrea Bosi (Avviso Pubblico): “Naturalmente il gioco d’azzardo è un fenomeno complesso. Ci sono molti temi di cui discutere: il gioco illegale e i fenomeni illegali legati all’offerta legale come l’usura e il riciclaggio. Non è un caso che durante il periodo del covid gli unici due reati che non sono calati sono proprio l’usura e il riciclaggio, proprio perché anche in quel periodo il gioco era ancora disponibile.

Il tema è e deve essere quello del riordino della rete fisica, soprattutto in relazione agli enti locali. In questi anni di mancato riordino, gli enti locali hanno goduto di sentenze di TAR e Consiglio di Stato che hanno confermato quanto stabilito da ordinanze comunali ma anche di leggi regionali. È importante capire se tutti questi aspetti sollevati da ordinanze e leggi regionali saranno considerati dal riordino oppure verrà calpestato. Al momento sembra che la seconda opzione sia più probabile. Alcune esperienze sono più significative di altre (come quella del Piemonte e dell’Emilia Romagna) ma sono state tutte degli esperimenti significativi di cui oggi sembra importare ben poco.

Il consumo di gioco nel 2025 ha rappresentato 165 miliardi: è necessario chiedere ai nostri rappresentati politici delle priorità. Questo gettito, tra l’altro, arriva principalmente dai giocatori patologici. È più importante la salute o il gettito? Lo Stato è in grado di dirlo con la legge di riordino? Lo Stato deve indicare un ordine di pericolosità dei giochi”.

 

PressGiochi

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