L’onorevole Francesco Saverio Romano (NM(N-C-U-I)M) ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro dell’Economia e delle Finanze di intervenire sulla complessa vicenda delle scommesse ippiche in Italia, un settore che
L’onorevole Francesco Saverio Romano (NM(N-C-U-I)M) ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro dell’Economia e delle Finanze di intervenire sulla complessa vicenda delle scommesse ippiche in Italia, un settore che da oltre vent’anni è oggetto di contenziosi tra gli operatori e lo Stato.
La questione – spiega Romano – trae origine dalla riforma del 1998 (D.P.R. n. 69/1998), che ha trasferito la gestione economica delle scommesse ippiche all’allora Ministero delle Finanze e al Ministero dell’Agricoltura. Tale riforma ha introdotto per le agenzie preesistenti l’obbligo di versare un “Minimo Garantito”, un importo annuale calcolato sulla base delle scommesse raccolte nell’anno precedente alla riforma o, per le concessioni messe a gara nel 2000, dell’importo offerto in sede di gara. Tuttavia, le imprese concessionarie hanno denunciato sin dal 2001 condizioni di mercato alterate e inadempienze da parte delle amministrazioni concedenti, promuovendo giudizi arbitrali per ottenere un riequilibrio economico.
Il tema ha visto una prima risoluzione nel 2003 con il cosiddetto “lodo Di Maio”, seguito da numerosi altri lodi arbitrali che hanno riconosciuto le difficoltà del mercato e l’impatto delle condizioni economiche sulle concessioni. Le decisioni arbitrali hanno stabilito compensazioni a favore degli operatori, con un incremento percentuale variabile tra il 12% e il 18% del corrispettivo per la raccolta delle scommesse dal 2000 alla cessazione della concessione.
Tuttavia, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha impugnato i giudizi arbitrali, generando un contenzioso che ha coinvolto il TAR Lazio e perfino la Corte Costituzionale. Il protrarsi della controversia ha incrementato il costo per lo Stato, a causa degli interessi e della rivalutazione economica maturati in oltre vent’anni di mancata applicazione dei lodi.
Dal 2022, ADM ha avviato un’azione massiva di recupero delle somme compensate, emettendo cartelle esattoriali che ammontano a centinaia di migliaia di euro per ciascun operatore. Di fronte a questa situazione, i concessionari hanno avanzato la proposta di una transazione con lo Stato, accettando di rinunciare agli interessi e alla rivalutazione maturata, una soluzione che ha ottenuto numerosi pareri positivi dall’Avvocatura dello Stato.
L’interrogazione parlamentare chiede al Ministro dell’Economia se sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda adottare per risolvere la questione, anche alla luce del riordino del settore dei giochi previsto dalla delega fiscale. La vicenda solleva questioni di equità e sostenibilità economica per gli operatori e per le casse dello Stato, in un contesto in cui il mercato delle scommesse illegali, in particolare online, continua a rappresentare una sfida significativa.
La risoluzione della controversia potrebbe rappresentare un passo decisivo verso una maggiore stabilità del settore ippico, garantendo equità ai concessionari e una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.
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