30 Settembre 2020 - 04:34

Scommesse: il Tar conferma la decisione del Questore contro un gestore accusato di far da prestanome

Mons.D’Urso (consulta antiusura): “Fondate le motivazioni ordinanza anti slot del comune di Bergamo” Respinto da parte del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia il ricorso di un gestore di scommesse

10 Gennaio 2017

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Mons.D’Urso (consulta antiusura): “Fondate le motivazioni ordinanza anti slot del comune di Bergamo”

Respinto da parte del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia il ricorso di un gestore di scommesse contro il provvedimento di revoca della licenza per la raccolta di gioco adottato dal Questore di Enna .

Secondo la Questura, infatti, il ricorrente avrebbe fatto da prestanome nella gestione dell’attività di raccolta scommesse, “tipico espediente rivolto ad eludere l’ostacolo rappresentato dalle condizioni soggettive di un terzo soggetto, al quale certamente non poteva essere rilasciato alcun titolo di polizia a causa dei propri pregiudizi penali”.

Il collegio ha ritenuto di dover confermare le valutazioni rese dall’Amministrazione e legittimate dai  rapporti di parentela e da rapporti di cointeressenza economica in più società tra il ricorrente e il soggetto con precedenti penali. “Se è vero che il possesso del requisito della buona condotta non può essere messo in discussione solo per l’esistenza di un rapporto di parentela”- si legge nella sentenza –  nel caso di specie sussiste invece una trama argomentativa circostanziata più che sufficiente per far ritenere che l’autorizzazione poi revocata sia stata strumentalmente posta al servizio degli interessi di soggetti che mai avrebbero potuto conseguirla”.

PressGiochi