22 Settembre 2020 - 04:11

Scesa (Astro): “Da noleggiatore a imprenditore: se evolvi non soccombi”

La mentalità di un gestore di apparecchi da gioco lecito, destinati a essere installati prevalentemente in locali generalisti, – dichiara Beppe Scesa del Comitato di presidenza Astro – ma solo

10 Giugno 2016

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La mentalità di un gestore di apparecchi da gioco lecito, destinati a essere installati prevalentemente in locali generalisti, – dichiara Beppe Scesa del Comitato di presidenza Astro – ma solo dopo aver instaurato un rapporto con degli esercenti che nella maggior parte dei casi porta pure alla nascita di rapporti umani inaspettati e che ti fanno sentire dentro di te “un pezzo di territorio”.

Gli imprenditori del gioco si occupano quotidianamente di arginare il dilagare delle infiltrazioni malavitose nel territorio mantenendo la legalità (almeno) nel gioco; mantenere occupazione e garantire la sopravvivenza di quelle piccole attività commerciali che la contrazione dei consumi avrebbe già “consegnato” al fallimento (o alla “cessione ai cinesi”), ma che nei 100 piccoli Paesi della Lombardia sono un “pezzo di storia” della collettività e infine fornire una alternativa di gioco legale “di prossimità” che “viaggia ancora” con la monetina da un euro e che quindi non obbliga la cittadinanza a vendersi la casa solo per provare una giornata di emozione nella vita (ogni altro prodotto di gioco, lecito o illecito che sia, in 8 ore di pratica è astrattamente idoneo a drenare i risparmi di una vita).

 

Questa mentalità – continua Scesa – ti rende convinto che “a prescindere da quello che pochi o tanti pensano”, sei dalla parte del giusto, sei una impresa sana, sei un valore aggiunto per il tuo territorio, e che tutto ciò ti deve spronare a trovare tutte le soluzioni possibili per salvaguardare il frutto di un lavoro “non solo lecito” ma onesto.

I sacrifici “mentali – umani-professionali” che ho affrontato sono di gran lunga superiori a quelli economici, perché “per un noleggiatore” rassegnarsi all’idea di convertirsi alle logiche industriali è un cambiamento “cosmico”. Nessuna delle esperienze citate è un punto di arrivo ma tutte sono state e dovranno essere dei trampolini di lancio per comprendere come trasformare la mia azienda in un’eredità tangibile anche per i miei nipoti.  A tutti coloro che pensano di fare “i conti” senza quei gestori che oggi si sono dati una reale organizzazione interna ed esterna, li attende un “Vietnam”: non perché saremmo “sabotatori”, ma perché semplicemente non saremo complici di un modello di gioco lecito che privilegi l’ebita di una società rispetto alle migliaia di posti di lavoro che manteniamo, e che pretenda di curare lo stile di vita responsabile delle collettività invogliandole solo a forme di gioco senza limiti effettivi (che solo le AWP di adesso annoverano)”.

PressGiochi