21 Settembre 2020 - 18:03

Sbordoni: “La Delega Fiscale che vorremmo”

La legge 11 marzo 2014, n. 23 (c.d. Delega Fiscale) ha conferito una delega al Governo per la realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita,

10 Febbraio 2015

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La legge 11 marzo 2014, n. 23 (c.d. Delega Fiscale) ha conferito una delega al Governo per la realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, da attuare entro dodici mesi, e cioè entro il 26 marzo 2015. In attuazione della legge nell’ordine sono stati approvati e pubblicati:

  1. a) il Decreto Legislativo n. 175 del 2014 (Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2014), relativo alle semplificazioni fiscali ed alla dichiarazione dei redditi precompilata (Atto del Governo n. 99-bis);
  2. b) il Decreto Legislativo n. 188 del 2014 (Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 2014), in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei, nonché di fiammiferi (Atto del Governo n. 106-bis);
  3. c) il Decreto Legislativo n. 198 del 2014 (Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2015), riguardante la composizione, le attribuzioni e il funzionamento delle Commissioni censuarie (Atto del Governo n. 100-bis).

Mancano dunque altri importanti provvedimenti attuativi, tra cui quello del settore dei giochi, per il quale, l’articolo 14 della c.d. “Delega fiscale” individua principi in larga parte condivisibili e assolutamente in linea con un’idea positiva di riforma del settore. Questa quindi, è in primo luogo un’opportunità, forse l’unica che il nostro sistema ha a disposizione per risolvere alcune criticità oramai ingestibili, come il rapporto con gli Enti Locali.

Dotare il gioco pubblico autorizzato di una normativa omogenea chiara, sintetica, NON IPOCRITA, che attribuisca precise competenze funzionali di carattere esclusivo, che prevengano il sovrapporsi o il conflitto di Organi e Istituzioni (Stato/Regioni), è l’obiettivo che il Governo si deve prefiggere, non solo per garantire la sopravvivenza di questo settore ma per dimostrare – se a questo mira – di essere capace di programmare a medio lungo termine e di saper vedere oltre gli appetiti, le intolleranze, le furie mediatiche. Quello che da decenni a questa parte nessuno ha fatto e di cui paghiamo proprio ora le amare conseguenze. In caso contrario infatti si rischia di ritornare agli anni bui delle scommesse clandestine e degli apparecchi scollegati alla rete, in mano alla criminalità organizzata. Forse si ignora, o forse si fa finta di non sapere, che proprio i controlli effettuati – anche preventivi in sede di gara – sui soggetti che anelano al titolo di concessionario dei giochi pubblici, hanno permesso di debellare importanti gruppi malavitosi. Altro aspetto che dovrà essere assolutamente risolto con l’attuazione della delega, è quello della fiscalità; le doppie imposizioni, doppie basi imponibili, e pressioni fiscali del tutto scollegate dalla ratio su cui si fondano (e qui, ci si consenta, aver sentito dichiarare che si vuole disincentivare il gioco attraverso la pressione fiscale, è deprimente.

E’ come dire che si devono fare tanti figli per evitare che la moglie vada in palestra..), ad oggi ns malgrado presenti nel settore dei giochi e delle scommesse, non hanno alcun effetto positivo, specie la dove l’approccio dell’imprenditoria è industriale e di respiro internazionale. E’ in quest’ottica che si spera che sempre la delega fiscale possa porre rimedio agli effetti della Legge di Stabilità 2015. Il Governo aveva necessità di dare dei numeri all’Europa da qui i 500 milioni di euro richiesti al settore degli apparecchi da intrattenimento, ed il condono fiscale dei CTD, che con l’adesione – last minute – di qualche importante operatore c.d. “.com”, ha dato qualche risultato. Quanto ai primi il Governo con la Delega fiscale dovrebbe prendere atto che non bisogna agire senza aver ben valutato gli effetti di un provvedimento che mette a rischio la sopravvivenza del settore (visto e considerato che il Decreto attuativo di ADM è stato già

impugnato da tutti i concessionari di rete), evitando quel corto circuito tra politica e giustizia già causa di tanti guai.  Altri aspetti che si spera vengano trattati dovrebbero essere quelli relativi al sistema della licenze; sembrerebbe infatti, secondo alcune indiscrezioni, che il  Mef  per l’attività di gestione/esercizio di slot e apparecchi da intrattenimento voglia assoggettare  tutti al rilascio di una autorizzazione articolo 88 del Tulps, e non più articolo 86. Quindi tutti coloro che fanno parte della filiera, anche se non hanno diretto contatto con il pubblico, dovranno dotarsi della licenza ex art. 88 TULPS. Vedremo gli esiti della riunione della bicameralina, ovvero il comitato ristretto composto da uno solo rappresentante di ciascun gruppo parlamentare delle Commissioni Finanze della Camera e Senato, nel corso della quale il viceministro presenterà i contenuti dei decreti attuativi della Delega fiscale che mancano ancora all’appello.

Un passaggio obbligato se, come annunciato lo stesso decreto dovrà essere approvato il 20 febbraio dal Consiglio dei Ministri.  Sul territorio intanto si chiudono i tornei di calcio balilla, mentre solerti organi di polizia lombardi stanno facendo rimuovere proprio i bigliardini in quanto a loro avviso assimilabili agli apparecchi da intrattenimento e divertimento.

PressGiochi