Lisbona – Il mercato italiano del gioco si trova davanti a una nuova fase, con l’avvicinarsi delle prossime gare per le concessioni terrestri e la necessità di aggiornare un quadro
Lisbona – Il mercato italiano del gioco si trova davanti a una nuova fase, con l’avvicinarsi delle prossime gare per le concessioni terrestri e la necessità di aggiornare un quadro regolatorio che, secondo Marco Tiso, managing director Sisal, non ha seguito con la stessa velocità l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori. Nel corso del panel “Beyond the reform: the new Italian gaming landscape”, organizzato nell’ambito di SBC Summit, Tiso ha posto l’attenzione sul rapporto tra gioco online e retail, sottolineando la crescente sovrapposizione tra i due canali e la necessità di costruire un’esperienza più coerente per il giocatore.
Il tema riguarda, in particolare, una regolamentazione del comparto terrestre che Tiso considera ormai datata rispetto agli sviluppi intervenuti nel segmento online. A suo avviso, la nuova fase del mercato dovrebbe inoltre affrontare il rapporto tra autorità centrali e locali e mettere il consumatore al centro della futura disciplina del retail.
“Come accade di solito, il comportamento dei clienti e le tendenze anticipano la regolamentazione. E anche nel nostro mercato il cliente è sempre più un cliente senza canale. Utilizza sia l’online sia il retail. Quello che oggi manca – ha affermato il manager – è una regolamentazione del mercato retail. Purtroppo abbiamo perso questa opportunità. E continuiamo ad avere un mercato retail regolamentato da una normativa che è stata in larga parte concepita 20 anni fa.
Sta quindi diventando sempre più vecchia, mentre la regolamentazione dell’online è stata aggiornata diverse volte. Stiamo ora iniziando una nuova regolamentazione che innalza gli standard di qualità, di tutela del giocatore, di etica e di esperienza del giocatore. Per il retail, invece, abbiamo ancora un livello di tassazione differente. Abbiamo ancora alcune limitazioni in materia di bonus, promozioni e così via. Pensiamo a un consumatore che acquista un paio di scarpe in un negozio. Trova le stesse scarpe online. Trova lo stesso prezzo online. Nel gioco, invece, nel nostro mercato, trova prodotti differenti online e nel retail.
Trova un prezzo differente online e nel retail perché il payout è diverso. Non può partecipare alle promozioni o ai programmi fedeltà nel mercato retail. Può farlo online. E penso che, per creare un ecosistema sostenibile e garantire una sostenibilità di lungo periodo al business terrestre, dobbiamo risolvere due questioni principali in Italia. La prima riguarda il rapporto tra le autorità locali e quelle centrali. Dobbiamo definire chiaramente ruoli, responsabilità, tassazione e strumenti di controllo per le autorità locali e per quelle centrali. Questo è un grande problema che oggi sta bloccando l’evoluzione di questo mercato. La seconda questione riguarda l’esperienza del consumatore. La nuova regolamentazione del business retail deve pensare al consumatore. Deve mettere il consumatore al centro. E questa esperienza dovrebbe essere fluida tra i canali online e retail. Ieri, oggi, abbiamo avuto molti clienti che dal retail sono passati all’online.
Probabilmente domani potrebbe accadere il contrario. Probabilmente domani sarà l’online a portare i clienti nei punti vendita retail per, diciamo, completare la loro esperienza di gioco con la socialità, con l’esperienza della comunità, che non possiamo offrire allo stesso modo attraverso il canale online. Dobbiamo tenere in considerazione i fatti, ciò che sta realmente accadendo sul mercato, il modo in cui i consumatori si stanno muovendo nel mercato. Ma c’è una discrepanza tra il processo di digitalizzazione, che è già in corso da una parte, e una regolamentazione differente e incompleta dall’altra.” ha concluso Tiso
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