27 Settembre 2022 - 04:02

SBC Summit Barcellona: spunti di riflessione per gli operatori dell’online

Al di là dei riflessi commerciali di una fiera che è stata all’avanguardia dal punto di vista tecnologico – grazie anche alla creazione di una zona espositiva denominata “Tecnologia emergente,

23 Settembre 2022

Print Friendly, PDF & Email

Al di là dei riflessi commerciali di una fiera che è stata all’avanguardia dal punto di vista tecnologico – grazie anche alla creazione di una zona espositiva denominata “Tecnologia emergente, blockchain e metaverso” e al SBC First Pitch, nel quale 6 start-up hanno presentato i loro prodotti competendo per un premio esclusivo del valore di oltre € 50.000 – la SBC Barcelona è stata teatro di numerosi dibattiti sulla situazione e sul prossimo futuro del gambling online, non solo da punto di vista tecnologico ma anche da quello regolatorio e finanziario, con la partecipazione di numerosi esperti provenienti da tutta l’area europea. Da questi panel abbiamo ricavato alcuni spunti di riflessione che riteniamo utili per gli operatori e dai quali emerge anche qualche curiosa coincidenza fra la realtà italiana e continentale, confermando ancora una volta il vecchio detto per cui “tutto il mondo è paese”!

 

Costruire una comunità su internet

Una decina d’anni fa, quando i social media e le comunità online hanno iniziato a esplodere, le aziende di settore si erano rese conto che dovevano avere una presenza su quei canali, ma senza un preciso motivo e senza fare alcun tipo di investimenti. Ora che hanno compreso l’importanza di essere presenti e attivi sui canali social, anche sfruttando gli influencer, il muro che si trovano davanti è l’onerosità dell’investimento. Il problema di fondo è cercare di ragionare in termini non strettamente monetari; ovvero: investo tanto per ricevere altrettanto. Bisogna invece puntare sul successo del marchio, che significa raggiungere il più elevato numero di follower possibile, prescindendo da quanti poi apriranno conti gioco e saranno attivi sul nostro portale.

Costruire una comunità è tutt’altro che facile. Come ha spiegato Alona Kobozieva Head of Communication and Sponsorship per Parimatch Ucraina, “Non si tratta solo di soldi. Si tratta di coinvolgere il tuo pubblico, e mantenerlo, in un ambiente che sia emozionante esplorare”. Kobozieva ha citato la partnership di Parimatch con la squadra di calcio del Chelsea FC come un ottimo esempio. Dai contenuti esclusivi agli eventi di persona, Parimatch è in grado di incorporare il DNA e lo spirito della squadra nel proprio marchio, costruendo un pubblico fedele nel tempo.

Per coloro che puntano sul successo a breve termine, ci sono anche opzioni. L’essenziale è porsi degli obiettivi realistici e avere dei testimonial che sappiano essere coinvolgenti, senza dare la sensazione al giocatore che tu sia lì solo per spremergli denaro: una questione che viene ancor prima della salvaguardia del gioco responsabile. D’altra parte, il giocatore deve essere sempre pronto ai cambiamenti, perché la tecnologia avanza rapidamente.

Le ultime notizie su Twitch che ha limitato sulla propria piattaforma lo streaming del gioco d’azzardo è stato uno dei temi centrali di discussione. Da un lato, il vantaggio è la rimozione degli streamer di casino crittografici non regolamentati, che stanno inquinando l’ecosistema. Dall’altro, c’è il rischio che gli streamer vengano messi al bando anche dai canali regolamentati. Se gli streamer perdono il loro pubblico, ci vorrà un gran lavoro per ricostruirlo. Questo è il motivo per cui influencer mainstream come Logan Paul, Gary Vee e altri stanno cercando di ottenere la proprietà di qualcosa che probabilmente è ancor più prezioso della piattaforma: i dati del pubblico. Ovviamente, ciò non basta a garantire che qualcuno possa passare da Twitch a Tik Tok o YouTube alla TV mainstream. Gli ambienti social devono rispecchiare la filosofia e le strategie del marchio ed essere vicini alle persone che cercano di raggiungere e fidelizzare.

 

Blockchain, Metaverse, Web3 e NFT sotto i riflettori

Facundo Boggino, Direttore Creativo di Futurebrand, ha sottolineato che ‘Web3 e blockchain non sono solo una tendenza, sono il futuro di molti settori, compreso quello del gioco. E, man mano che la tecnologia matura, è più facile identificare i marchi che hanno una missione chiara e genuina. ”

Roberto Elizondo, Web3 Project Manager di BetanDeal, che ha abbracciato la tecnologia blockchain per rafforzare varie forme di coinvolgimento dell’utente, ha sottolineato che nel clima attuale c’è piena libertà per tutti quelli che si uniscono nello spazio, purché comprendano la svolta culturale creata da NFT, ed incoraggia le aziende a immergere le dita dei piedi nell’acqua del metaverso.

Questo sentimento è stato ripreso dal fondatore e CEO dell’azienda, Joaquín Gago, in quale ha sottolineato che, al momento dell’ingresso sul mercato, BetanDeal rimane “focalizzata sull’ascolto e sulla comprensione della comunità, al fine di stimolarla a soddisfare i propri bisogni”.

Megan Nilsson,  Crypto & NFT Consultant, ha confermato che la proprietà digitale è davvero il futuro per una serie di settori, e che la relazione tra marchi e consumatori è destinata ad evolversi con la crescita del metaverso: “I consumatori cercano qualcosa di diverso dai bonus, essendo alla ricerca del senso di comunità che deriva dalla blockchain. Il movimento verso il metaverso sarà inevitabile e onnicomprensivo”.

Alex Kornilov , CEO e fondatore di BETEGY, ha spiegato che l’adozione della blockchain non solo può migliorare l’esperienza dell’utente, ma anche elevare la strategia di un’azienda e rafforzare le capacità di conformità. È qualcosa, ha sottolineato Kornilov, che espande la gamma di pubblico, essendo un importante strumento di onboarding.

 

Le nuove sfide per i sistemi di pagamento

Mentre le cryptovalute si sono già infiltrate nello spazio dei sistemi di pagamento, le nuove tendenze ci dirigono verso realtà virtuali e aumentate, NFT e bitcoin.

Sebbene i quadri normativi possano rappresentare una sfida per le società di pagamento, secondo Gabriele Griesbacher, Direttore globale dei pagamenti e della conformità di Entain Group, la regolamentazione è una cosa positiva e la protezione del giocatore è fondamentale. Ha aggiunto che il settore potrebbe trarre vantaggio da un approccio che guardi la realtà del settore nel suo insieme, che rafforzerebbe le salvaguardie per i giocatori su tutta la linea.

Rahul Das, Direttore dei pagamenti di Livescore, ha affermato l’importanza che i PSP (Payment Service Provider) assumano come priorità quella di identificare la fonte dei fondi, ma per arrivare a ciò bisogna superare una volta per tutte la mancanza di sincronizzazione dei dati disponibili che ha a lungo ostacolato il processo, limitando in modo significativo il ruolo delle società di pagamento.

Vasilije Lekovic, VP of Gaming di Trustly ha individuato la crescita della tecnologia Open Banking come una potenziale strada per rafforzare l’industria dei pagamenti nella sicurezza delle transazioni, sottolineando altresì che le sfide normative portano a innovazioni in grado di trasformare il percorso dei pagamenti.

McGeachin ha definito le autorità di regolamentazione dell’Ontario e la KSA nei Paesi Bassi come esempi positivi di organismi che hanno collaborato e hanno ascoltato le aziende di riferimento, ed è ottimista sul fatto che altri organismi di regolamentazione seguiranno la stessa linea.

 

Il ruolo della regolamentazione e lo spettro della politica

Come ha ben sottolineato David Flynn, CEO del gruppo Glitnor: “Purtroppo di questi tempi, se il giocatore desidera un’esperienza davvero innovativa, dovrà rivolgersi a un mercato grigio, perché lì gli operatori possono dedicare più tempo allo sviluppo di software che siano davvero interessanti per i giocatori”.

Jesper Svensson, CEO del Gruppo Betsson, ha concordato, sostenendo che il livello di risorse dirottate verso l’ottenimento della conformità non porta necessariamente alla realizzazione del miglior prodotto al cliente. “Puoi arricchire l’esperienza nel casinò in vari modi, ma penso che l’innovazione oggi si concentri sul modo in cui si riesca ad ottimizzare il KYC (Know Your Customer)”.

Tuttavia, il CEO di Pinnacle Paris Smith, commentando l’evoluzione del regime normativo a Curaçao, ha affermato che le autorità di regolamentazione locali hanno collaborato con gli operatori, ma in un orizzonte più ampio, nel momento in cui gli operatori devono giustamente rispettare le procedure AML (antiriciclaggio) c’è il rischio che l’autorità di regolamentazione estenda i requisiti a un “approccio di tipo bancario”, che potrebbe essere eccessivo.

L’ amministratore delegato di Nederlandse Loterij, Niels Onkenhout, parlando degli sviluppi del mercato nei Paesi Bassi, ha affermato che con la “ri-regolamentazione” dello scorso anno gli orizzonti delle scommesse si sono allargati rendendo il mercato molto più attraente per i grandi bookmaker internazionali. Sulla politica, ha osservato che i decision makers in Europa sono preoccupati per il fatto che la soglia dei giovani che iniziano a giocare d’azzardo si sta costantemente abbassando, generando dubbi sul livello di responsabilità sociale del settore. Comunque, “vedo un futuro radioso per le scommesse sportive, anche se i regolatori, seguendo le pressioni dei politici, continuano a inasprire le regole e guardano ad altri paesi per vedere cosa possono importare”.

Infine, dall’altra parte del Mare del Nord, Lee ha esaminato gli sviluppi nel Regno Unito, dove il giudizio di revisione del Gambling Act è ancora in attesa dopo quasi due anni di preparazione politica. “È incredibilmente impegnativo”, ha detto. Il regolatore sta cercando di fare il miglior lavoro possibile. Stanno cercando di proteggere il giocatore, generare tasse e prevenire anche il mercato nero. “Dobbiamo superare gli ostacoli e il quadro normativo esistente richiede molto tempo, ed è una cosa frustrante”.

 

Le istituzioni finanziarie e i fattori di rischio

Quello dei rapporti con le banche e gli istituti finanziari è un problema non solo italiano. Essi, in ogni parte del mondo, valutano il settore del gambling ad “alto rischio”, anche per i motivi illustrati nel paragrafo precedente. Effettivamente, al giorno d’oggi è grossolano porre tutti gli operatori sotto un unico ombrello. Luke Fisher, Business Development Manager di Capital International Bank, ha commentato: “Non dovrebbe esserci una valutazione del rischio globale per un settore, bensì mirata su ciascun operatore, distinguendo quelli ad alto e basso rischio. Ma per fare questo passo bisognerebbe che le istituzioni finanziarie comprendessero gli standard a cui le aziende devono attenersi”. Mickael Marceau , Direttore delle soluzioni di pagamento presso Kindred Group, ha aggiunto: “penso che la maggior parte di noi abbia il dovere di educare le banche, i nostri partner e le istituzioni più grandi”.

Sul ruolo svolto dai regolatori nel rebranding generale del settore, il pensiero di Fisher è che, così come gli operatori hanno delle peculiarità proprie, anche i regolatori sono diversi nel modo di agire. “Dipende dalla giurisdizione, poiché alcuni regolatori sono migliori di altri. Alcuni ti parlano direttamente e non ti sbattono la porta in faccia. Spetta poi alle istituzioni finanziarie collaborare con le autorità di regolamentazione a livello globale per educare coloro che non sono esperti del settore”.

Oltre all’educazione, tutte le parti concordano sulla necessità di un legame più forte tra gli operatori per superare la generale concezione negativa. Roberto Villani, Head of iGaming di Truelayer, ha sottolineato: “Penso che ogni componente dell’industria dei giochi possa fare la sua parte. Facciamo molto di più rispetto all’e-commerce, ad esempio, quindi è un po’ controverso considerarla ad alto rischio. È un’etichetta ingiusta, ma non credo che ce la faremo a scrollarcela di dosso in tempi brevi”. Marceau ha poi aggiunto: “c’è molto pregiudizio nei regolamenti creati dal regolatore e gli operatori devono soddisfare di volta in volta requisiti maggiori e più stringenti”. D’altra parte, ha detto Villani, “come abbiamo visto in Svezia e in Germania, quando gli operatori si uniscono, c’è una volontà molto più forte da parte del regolatore di ascoltare”.

 

La protezione dei giocatori

Il segretario generale della European Gaming and Betting Association (EGBA) Maarten Haijer ha affermato che gli operatori di casino prendono molto sul serio la questione della protezione dei giocatori, in una realtà globale dove le autorità di regolamentazione, mentre in precedenza si concentravano sulla creazione di mercati produttivi, ora operano sotto il peso dell’opinione pubblica. “Ritengo che qualunque sia la percentuale dei giocatori patologici o a rischio, l’obiettivo dell’operatore dovrebbe essere di attuare politiche di gioco più sicure e trattare con quella percentuale di persone in un modo molto più coinvolgente”.

Tuttavia, il fondatore e amministratore delegato di Nordic Gambling Morten Ronde ritiene che nemmeno le autorità di regolamentazione siano totalmente coinvolte nel concetto di protezione del giocatore: “Ciò che più preoccupa i regolatori non è il rischio che i giocatori vengano spinti verso siti non sicuri senza licenza, ma verso siti non tassati senza licenza. Se gli utenti giocano d’azzardo altrove, lo stato perde entrate”. E ha aggiunto: “molti dibattiti politici non sono basati su fatti e cifre, ma su persone, storie e aneddoti”, lasciando al settore la sola scelta di rispondere, come può, al sentimento pubblico. Dunque, gli operatori devono concentrarsi sulla protezione dei giocatori indipendentemente dalle statistiche. “Se non hai questo atteggiamento, penso che sia estremamente difficile mantenere una licenza nella maggior parte delle giurisdizioni europee”.

Il capo degli affari normativi di Entain, David Foster, ha affermato di sperare che il “pendolo normativo possa tornare indietro a favore del settore”. E ha portato l’esempio dell’industria dell’alcol, che negli anni ha fatto davvero un buon lavoro nell’affrontare i conflitti con le istituzioni ed è riuscito a riconquistare alcuni alleati negli ambienti politici.

Ronde ha poi sottolineato il fatto che le autorità di regolamentazione non hanno mai riflettuto sugli effetti che le nuove regole introdotte di volta in volta hanno sull’industria, come quello di spingere i consumatori verso i mercati neri in quanto la regolamentazione ha reso il prodotto con licenza meno attraente.

 

Convergenza di media e scommesse

Shay Segev, CEO di DAZN, ha dichiarato pomposamente di essere “l’esempio vivente della convergenza” tra scommesse sportive e media e che la sua azienda sta muovendo i primi passi per rivoluzionare i due comparti, facendoli convergere in un’unica piattaforma integrata. DAZN ha lanciato il bookmaker online DAZN Bet nel Regno Unito, supportato da Pragmatic Play, fermo restando l’intento di “diventare una piattaforma di destinazione sportiva, dove le persone vengano a guardare gli sport e possano anche scommettere”.

“Il prodotto deve evolversi. Oggi consumiamo sport come esperienza passiva, ma dalle relazioni dirette che abbiamo con i consumatori e dagli approfondimenti sulle abitudini dei nostri clienti, sappiamo bene cosa, quando e come guardano. Pertanto dobbiamo rendere l’esperienza più interattiva, casual e coinvolgente.  DAZN si concentrerà sull’essere un marchio di intrattenimento di consumo ricreativo per il mercato di massa che include un braccio di scommesse sportive”. Ciò avverrà aggiungendo funzionalità di social media, gamification e freeplay per aumentare la fedeltà al marchio e la consapevolezza della sua proposta di scommesse sportive. Il tutto dovrebbe essere disponibile entro la fine dell’anno e presto saranno aggiunti prodotti di merchandising e NFT. Il portafoglio dei diritti del gruppo include attualmente i diritti TV per la Serie A in Italia, La Liga e il Moto GP in Spagna.

Sam Sadi, CEO di LiveScore Group – provider di scommesse sportive che fornisce tramite un altro sito risultati, pronostici e comparazioni di scommesse sportive, ed ha ottenuto i diritti per la trasmissione della Champions League in Irlanda – concorda con la valutazione di Segev secondo cui “la convergenza accadrà” e “deve accadere”, indipendentemente dall’angolazione, cioè che si tratti di media o scommesse. “Il modello di gioco tradizionale non funziona più, i margini non sono più quelli di una volta e gli operatori devono cercare modi diversi per acquisire utenti”. Perciò, “anche se sei nello spazio dei media, non puoi essere soddisfatto di offrire sport e di incassare entrate pubblicitarie e di abbonamento. Lo sport è un prodotto da coprire con quante più esperienze possibili”.

Daniel Shichman, CEO di WSC, un gruppo di media sportivi che ha rinunciato ad entrare nel mondo delle scommesse, ha comunque condiviso il punto di vista di Segev e Sadi secondo cui una maggiore convergenza tra scommesse e media è un’inevitabile – e per giunta positiva per entrambi i settori – data la vastità dei prodotti che rende ai consumatori. “Tutti nel settore stanno riconoscendo l’importanza dell’acquisizione e della fidelizzazione dei clienti attraverso il coinvolgimento e l’intrattenimento, per poi offrire scommesse”.

 

Il futuro delle scommesse sportive sarà luminoso, nonostante la crisi economica

Il futuro del settore, con particolare attenzione all’Europa e al Nord America, rimane “molto luminoso” – secondo il CEO e fondatore di Betsson AB Pontus Lindwall, c’è “un futuro molto luminoso per le scommesse sportive”. “Se guardi indietro non c’erano molte scommesse live ma solo pre-partita, mentre ora l’offerta si sta ampliando. Forse potrebbero esserci combinazioni e costruttori di scommesse nelle scommesse live. L’esperienza del cliente è tutto e abbiamo fatto molta strada, ma c’è ancora molto da fare”.

Il CEO di Novibet George Athanasopouolos ha detto: “ciò che farà la differenza per il cliente finale è se riesci a capire l’entusiasmo che stai creando in loro e l’unico modo per farlo è avere la tecnologia giusta”.

Il CEO di Kwiff Charles Lee e il CEO di betFIRST Alexis Murphy, discutendo l’argomento dal punto di vista dei piccoli operatori hanno detto: “Stiamo assistendo a una buona crescita organica e opportunità e su questo ci concentreremo. La realtà è che, sebbene si possa pensare che si stia parlando sempre dello stesso prodotto, sia in Belgio che negli Stati Uniti o in un altro paese, il complesso puzzle delle normative locali, delle realtà socio-culturali e delle diverse preferenze sportive, innalzano la complessità della gestione di un’impresa locale”. “Concentrati su un mercato, localizzalo davvero, coinvolgi le persone giuste, la tecnologia e il prodotto giusto e i partner giusti”: questa la ricetta descritta dal CEO di Kwiff. “D’altra parte, i marchi multinazionali hanno un grande vantaggio: puoi essere bandito dalla sponsorizzazione di una squadra di calcio nei Paesi Bassi, ma se puoi farlo in Spagna, ad esempio, ne trarrai comunque vantaggio “.

In definitiva, Lindwall è convinto che il futuro dell’industria delle scommesse sia luminoso, nonostante la crisi economica, l’aumento dei tassi di interesse sui prestiti e dell’inflazione che affliggono numerosi paesi. A suo avviso, il principale punto di forza delle scommesse è il loro valore di intrattenimento, che regge la sfida con tutte le congiunture e, sebbene i costi possano aumentare per gli operatori, ritiene che “in generale andrà tutto bene. A abbiamo già attraversato periodi difficili – come nel 2001, 2002, 2008 – e abbiamo dimostrato che il nostro settore è più resiliente di altri.”

 

Pressgiochi – media partner di SBC Summit Barcelona