09 Ottobre 2026 - 17:11

SBC, Rodano (Allwyn): “La forma meno etica di pubblicità è quella degli operatori offshore che targettizzano gli autoesclusi”

L’utilizzo di big data, intelligenza artificiale e machine learning può consentire agli operatori di individuare precocemente i segnali di rischio e intervenire prima che il comportamento di gioco possa degenerare.

01 Ottobre 2026

L’utilizzo di big data, intelligenza artificiale e machine learning può consentire agli operatori di individuare precocemente i segnali di rischio e intervenire prima che il comportamento di gioco possa degenerare. Ma, secondo Francesco Rodano di Allwyn, il tema della pubblicità nel gioco non può essere affrontato soltanto guardando alle modalità con cui i giocatori vengono acquisiti.

Intervenendo al panel “The ethical tension in gaming advertisement”, nell’ambito del Player Protection Symposium di SBC Summit, Rodano ha sottolineato che “è irrilevante come ci si avvicina ai giocatori”: il punto fondamentale è ciò che l’operatore fa successivamente.

“Con big data, AI e machine learning possiamo comprendere molto precocemente il percorso di un giocatore e intervenire”, ha spiegato Rodano. L’obiettivo, ha aggiunto, è “prevenire l’escalation quando è troppo tardi” e aiutare i giocatori a mantenere il controllo.

Secondo Rodano, tuttavia, esiste una questione particolarmente critica sul fronte della pubblicità digitale e del contrasto al mercato illegale. L’ex dirigente di ADM ha richiamato il ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche, citando Meta, Alphabet e TikTok, e ricordando l’intervento delle autorità italiane nei confronti delle piattaforme che in passato veicolavano pubblicità di operatori privi di licenza accanto a quella degli operatori autorizzati.

“Quando abbiamo regolamentato nel 2011 il gioco a distanza, su Google, Apple e Facebook si vedevano pubblicità di operatori senza licenza con la stessa visibilità di quelle degli operatori autorizzati”, ha ricordato. Secondo il racconto di Rodano, le autorità intervennero direttamente nei confronti di Google, minacciando di inserire la piattaforma nella blacklist italiana per la promozione di attività illecite, ottenendo così l’interruzione di quelle campagne.

Per Rodano, oggi il problema assume una dimensione ancora più delicata sui social media. “Questa è di gran lunga la forma meno etica di pubblicità”, ha affermato, riferendosi alle campagne di operatori offshore rivolte anche a giocatori che hanno scelto l’autoesclusione. Il rischio, ha spiegato, è che attraverso i social network utenti autoesclusi possano essere raggiunti da messaggi che li invitano a giocare nuovamente su piattaforme non autorizzate. “Se sei autoescluso, potresti ricevere su TikTok una pubblicità che ti dice: sei stato bloccato, vieni da noi. Puoi giocare liberamente”.

“Questo mi fa impazzire”, ha aggiunto Rodano, definendo questo fenomeno “la forma meno etica di pubblicità” e sostenendo la necessità di un’azione comune per convincere le grandi piattaforme a impedire questo tipo di targeting.

Il tema, ha concluso, si collega direttamente alla questione del mercato illegale e alle strategie necessarie per contrastarlo.