L’educazione del giocatore dovrebbe diventare parte integrante delle strategie di gioco responsabile e di marketing degli operatori. È il messaggio lanciato da Arjan Korstjens, Principal di Casino Marketing Academy, intervenuto
L’educazione del giocatore dovrebbe diventare parte integrante delle strategie di gioco responsabile e di marketing degli operatori. È il messaggio lanciato da Arjan Korstjens, Principal di Casino Marketing Academy, intervenuto al SBC Summit di Lisbona nel panel “Responsible Gaming as a Marketing Strategy”.
Secondo Korstjens, il settore dedica ancora troppo poco spazio alla spiegazione del funzionamento dei giochi e delle caratteristiche che possono incidere sull’esperienza e sul livello di rischio del giocatore. “Se abbiamo rilevato che il 90% dei giocatori non è a rischio, dobbiamo educarli. Non stiamo educando abbastanza i nostri clienti. Dovremmo spiegare meglio i giochi e aiutare le persone a scegliere quello più adatto a loro”.
Korstjens ha sottolineato in particolare la necessità di rendere più comprensibili concetti come RTP, volatilità e limiti di puntata, oggi spesso presentati attraverso terminologie tecniche che possono risultare poco accessibili a chi si avvicina al gioco online. “Spieghiamo come funzionano i giochi. Aiutiamo le persone a scegliere. Se scelgo il gioco sbagliato, ad esempio uno ad alta volatilità, posso perdere il mio denaro molto più velocemente. Dobbiamo spiegare quale rischio si sta assumendo il giocatore”.
Per Korstjens, una maggiore trasparenza dovrebbe riguardare anche la struttura delle puntate. “Se in una slot posso puntare 18 centesimi o 18 euro a spin, non dico che non si debbano offrire puntate da 18 euro, ma dovrebbe esserci una separazione. Un gioco ad alta volatilità non dovrebbe essere presentato nello stesso modo di un gioco con caratteristiche completamente diverse”.
L’educazione, secondo il manager, deve inoltre essere accompagnata dall’utilizzo dei dati per individuare tempestivamente i giocatori che presentano segnali di rischio. “Utilizzate il vostro database per capire chi è a rischio. Con una buona analisi dei dati è possibile individuare chi è a rischio e per quale motivo. Una volta individuate queste persone, bisogna aiutarle a fermarsi prima che sia troppo tardi”.
Per Korstjens, quindi, la responsabilità non dovrebbe limitarsi all’adozione delle misure imposte dalla regolamentazione, ma diventare parte del rapporto tra operatore e giocatore: “Dobbiamo aiutare i nostri clienti” ha concluso.
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