Un nuovo strumento per tutelare il centro storico di Sarzana, valorizzarne il patrimonio storico e culturale e promuovere un modello di commercio di qualità. È questo l’obiettivo dell’intesa sottoscritta da
Un nuovo strumento per tutelare il centro storico di Sarzana, valorizzarne il patrimonio storico e culturale e promuovere un modello di commercio di qualità. È questo l’obiettivo dell’intesa sottoscritta da Regione Liguria, rappresentata dall’assessore allo sviluppo economico Alessio Piana, e dal Comune di Sarzana, rappresentato dal sindaco Cristina Ponzanelli.
L’accordo individua una specifica area del centro cittadino nella quale sarà possibile vietare l’insediamento di attività ritenute non coerenti con il pregio storico, artistico e culturale del contesto, favorendo invece esercizi commerciali capaci di rafforzare l’identità della città, il commercio di vicinato e l’attrattività turistica.
L’intesa, frutto di un percorso condiviso con la Soprintendenza e le associazioni di categoria, trova fondamento nell’articolo 52 del Codice dei beni culturali, che consente a Regioni e Comuni di introdurre specifiche limitazioni commerciali nelle aree di particolare interesse storico e artistico ed è in linea con la Legge regionale n.1 del 2007 (art. 26-quater).
Tra le principali novità è previsto il divieto di apertura, all’interno del perimetro individuato, di numerose attività considerate incompatibili con la vocazione del centro storico. Tra queste figurano bazar, minimarket, internet point, phone center, money transfer, sexy shop, sale giochi e scommesse, compro oro, attività di vendita tramite distributori automatici, officine, carrozzerie, lavanderie automatiche, friggitorie, esercizi basati prevalentemente su alimenti precotti o surgelati e altre attività prive di specializzazione commerciale. Restano invece consentite le attività dedicate alla valorizzazione dei prodotti tipici e delle eccellenze certificate.
L’accordo conferma inoltre alcune disposizioni già vigenti a livello comunale per il mantenimento del decoro urbano, tra cui il divieto di installare schermi luminosi e l’obbligo di mantenere in ordine e decorosi anche i fondi commerciali temporaneamente sfitti.
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