Fino a qualche tempo fa, Banijay Group aveva come esclusiva area di interesse la produzione di contenuti televisivi, diventando un colosso del settore nel 2020 con l’acquisizione delle Endemol. Adesso,
Fino a qualche tempo fa, Banijay Group aveva come esclusiva area di interesse la produzione di contenuti televisivi, diventando un colosso del settore nel 2020 con l’acquisizione delle Endemol. Adesso, ha deciso di sbarcare nel mondo del gambling in modo aggressivo: già proprietaria di Betclic, l’azienda francese ha avviato nel 4Q dello scorso anno l’acquisizione dell’operatore di betting tedesco Tipico (completata nell’aprire di quest’anno), annunciando anche la fusione delle due società in Banijay Gaming, che in sommatoria valevano quasi 10 miliardi di euro.
Ora Banijay Gaming (BG) ha deciso di invadere anche il campo dei casino terrestri francesi, raggiungendo un accordo per l’acquisizione della rete di 33 casino regionali del Gruppo JOA. Ma l’aspetto particolare è che BG ha studiato questa operazione per costruire una attività multicanale laddove ancora non esiste!
E’ ben noto, infatti, che in terra transalpina il gambling online non è ancora legalizzato, sebbene le società facenti capo alla Associazione Francese del Gioco d’Azzardo Online (Afjel) stiano facendo fuoco e fiamme per contrastare il lobbysmo di Casinos de France, associazione che riunisce decine di case da gioco.
In una situazione così magmatica, è veramente un rischio quello che si assume BG, nell’anticipare i tempi di una apertura della Francia al gioco dei casinò online. In pratica, è una scommessa a lungo termine sul potenziale di regolamentazione di iCasino in Francia, che potrebbe rivelarsi molto astuta soprattutto laddove le licenze online dovessero essere collegate ad attività terrestri.
Il problema, come abbiamo già accennato, è che i 203 casino regionali esistenti, molti dei quali sono partiti con le licenze rilasciate in epoca napoleonica (!!!) sono profondamente radicati nella cultura del tempo libero francese, sicchè porgli a fianco operatori online potrebbe pregiudicarne i profitti e la sopravvivenza.
Allora, la legittima domanda è: diventare subito punto di riferimento per il gioco fisico, per poi avere clienti online più economici (in termini di acquisizione) domani, può essere una strategia sostenibile, visti anche gli elevati costi di acquisizione da JOA (anche se l’acquisizione è stata finanziata da fondi gestiti da Blackstone e Kings Park Capital, già investitori in JOA)?
Stando a quanto affermato da Christian Tirabassi, senior partner di Ficom Leisure, pare di si. “L’operatore moderno ha sempre più bisogno di ogni prodotto consentito dalla normativa, offerto attraverso tutti i canali rilevanti. Anche con il divieto dei casino online, combinare una solida presenza digitale con una rete di punti vendita fisici leader del settore migliora l’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti, il CRM e l’utilizzo dei dati – e, con l’inasprirsi delle normative sul marketing, avere una presenza fisica può diventare un vantaggio competitivo sempre più prezioso per gli operatori online”. Però, ha aggiunto che qualsiasi operazione dovrebbe essere garantita senza fare affidamento su modifiche normative e che una futura apertura del mercato rappresenta “un’importante opportunità di creazione di valore, piuttosto che la principale motivazione di investimento”.
A quanto pare, però, il modello di licenza multicanale è una “fantasia” che Banijay ha in comune con JOA. Il presidente di JOA, Laurent Lassiaz, che rimarrà alla guida dell’azienda, ha dichiarato che il gioco online non rappresenta una minaccia per il settore terrestre francese, ma che le licenze legate alle attività di casinò costituirebbero “un nuovo, enorme settore per noi”. “Sono un sostenitore dell’evoluzione dal gioco fisico al gioco online”, ha affermato. La posizione di JOA, in altre parole, non è quella di bloccare per sempre il gioco online, ma di avere le chiavi quando la porta si aprirà.
François Riahi, CEO di Banijay, la cui acquisizione di Tipico renderà il gruppo il quarto operatore di scommesse sportive e giochi d’azzardo in Europa una volta completata la fusione, ha descritto JOA come una replica del modello di business tedesco e austriaco, affermando che il gruppo diventerà “leader nel settore del gioco d’azzardo terrestre in un altro dei nostri paesi chiave: la Francia”.
Il perfezionamento della transazione è previsto per la seconda metà del 2026, previa consultazione con i rappresentanti dei dipendenti di JOA e ottenimento delle consuete approvazioni normative, incluse quelle relative al controllo delle fusioni e al gioco d’azzardo nei casinò.
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