28 Settembre 2020 - 00:38

Sapar: “Il programma per la ripresa del Paese non escluda il comparto del gioco legale”

Un programma per la ripresa, – afferma l’associazione Sapar – dopo la paralisi provocata dalla pandemia, che non escluda in via discriminatoria il comparto del gioco legale affinché possa recuperare la piena operatività senza compromettere la propria capacità occupazionale.

21 Luglio 2020

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Il confinamento forzato e la sospensione delle attività produttive conseguenti alla crisi sanitaria da Covid-19 hanno impattato fortemente sui settori produttivi del paese, incluso il comparto del gioco pubblico che anche a cause delle posticipate riaperture regionali, è stato particolarmente danneggiato. I dati emersi dal Dossier evidenziano la necessità di un maggior sostengo all’economia che si traduca in un piano di intervento che garantisca le misure necessarie. Un programma per la ripresa, – afferma l’associazione Sapar – dopo la paralisi provocata dalla pandemia, che non escluda in via discriminatoria il comparto del gioco legale affinché possa recuperare la piena operatività senza compromettere la propria capacità occupazionale. Obiettivo raggiungibile attraverso un’azione politica, lontana da pregiudizi e da interessi strettamente erariali, che sostenga il terzo settore produttivo italiano in questo momento di maggiore vulnerabilità.

Il disegno di legge “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2020” presentato dal ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri e assegnato alla commissione Bilancio della Camera dei deputati, documenta infatti i gravi danni in termini economici che la pandemia ha provocato sul settore del gioco legale e di conseguenza sulle Casse dello Stato.

Il dettaglio del documento: “Nel complesso, al peggioramento del dato assestato del saldo netto concorrono la diminuzione delle entrate di complessivi 43 miliardi di euro, dovuta per 50,8 miliardi alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento, compensata dall’aumento di 8,1 miliardi dovuto alle variazioni per atto amministrativo. La riduzione deriva essenzialmente dalla contrazione delle entrate tributarie (per complessivi 41,6 miliardi); negativo anche l’andamento delle entrate extra-tributarie (- 2,6 miliardi), spiegati secondo la relazione illustrativa dai minori utili di gestione della Banca d’Italia e dalla riduzione dei proventi dei giochi e di quelli derivanti dall’attività di contrasto agli illeciti di natura tributaria e non tributaria. Per le entrate extra-tributarie si registra una diminuzione di oltre 11 miliardi, principalmente per effetto della riduzione dei proventi derivanti dall’attività di contrasto agli illeciti di natura sia tributaria che non tributaria, nonché di quelli derivanti dai giochi. Nel dettaglio, nel settore dei giochi, le entrate del gioco del lotto vengono ridotte di 1,4 miliardi, le imposte gravanti sui giochi di 1,3 miliardi e quelle sulle lotterie e altri giochi di 39 milioni. Le entrate extra-tributarie registrano una diminuzione in competenza di 11,8 miliardi principalmente per effetto della riduzione dei proventi derivanti dall’attività derivanti dall’attività di contrasto agli illeciti di natura sia tributaria che non tributaria (1,9 miliardi), nonché di quelli derivanti dai giochi, ed in particolare, di quelle relativi a lotterie istantanee, per -2,9 miliardi e al gioco del Bingo per -603 milioni”.

 

“Il Bollettino delle Entrate tributarie gennaio-maggio 2020 del Dipartimento delle finanze evidenzia come nei primi cinque mesi del 2020 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 149.731 milioni di euro, segnando una riduzione di 15.300 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-9,3%). La variazione negativa riflette le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Le entrate relative ai ‘giochi’ ammontano, nei primi cinque mesi 2020, a 3.838 milioni di euro (-2.706 milioni di euro, -41,4%)”.

 

“Per quanto concerne le spese finali, le variazioni proposte dal provvedimento determinano un aumento di 1,6 miliardi di euro in termini di competenza. Tale aumento interessa unicamente le spese in conto capitale, che si incrementano di 2,1 miliardi, mentre diminuiscono le spese correnti (-429 milioni), grazie, principalmente, alla riduzione di oltre 1 miliardo per la parte relativa agli interessi. In particolare, le proposte di riduzione della spesa corrente primaria sono connesse principalmente alle seguenti categorie economiche di spesa (come riportate nella tabella successiva): (…) riduzione dei consumi intermedi di -521 milioni, su cui incide la riduzione degli stanziamenti relativi agli aggi e ai compensi trattenuti dai concessionari e rivenditori dei giochi per complessivi 700 milioni, in relazione all’andamento delle correlate entrate. Tale riduzione è parzialmente compensata dalle aumentate esigenze per gli oneri connessi all’emissione e alla gestione dei prestiti emessi dallo Stato per 150 milioni, e per il ripiano dei debiti pregressi contratti per le spese di giustizia per 35 milioni. Proposte di aumento interessano, invece, altre categorie di spesa, quali: (…) le poste correttive e compensative, che aumentano di 284 milioni, per effetto dell’adeguamento degli stanziamenti per restituzioni e rimborsi di imposta per complessivi 3,5 miliardi e della riduzione degli stanziamenti relativi alle vincite su giochi, scommesse e lotterie per complessivi 3,2 miliardi, in relazione alla riduzione del volume dei giochi e all’andamento delle correlate entrate”.

 

“Si riducono invece gli stanziamenti della missione “Politiche economico-finanziarie e di bilancio”, per oltre 2 miliardi. La riduzione degli stanziamenti relativi agli aggi e alle vincite per giochi, scommesse e lotterie per complessivi 3,9 miliardi e quelli relativi agli interessi su conti di Tesoreria per 1,5 miliardi è parzialmente compensata dall’adeguamento degli stanziamenti per restituzioni e rimborsi di imposta per complessivi 3 miliardi”.

“Tra le variazioni proposte, infatti, rilevano anche in termini di indebitamento netto quelle per l’adeguamento ai più recenti dati del monitoraggio. In particolare, per le entrate tributarie influiscono i minori proventi delle attività di gioco (-110 milioni). Per le entrate extra-tributarie incidono i maggiori dividendi da versare da parte delle società pubbliche per 691 milioni (che si aggiungono ai 32 milioni già inclusi nelle previsioni del DEF) e le maggiori ritenute per le vincite del gioco del lotto (50 milioni) mentre, in senso contrario, si evidenziano il minor gettito delle sanzioni amministrative e per le infrazioni del codice della strada (-220 milioni) e gli effetti di retrocessione degli interessi attivi (-170 milioni)”.

 

“Tra le minori spese,- conclude Sapar –  senza effetti sull’indebitamento netto in quanto già considerate nei tendenziali di finanza pubblica, rilevano la riduzione degli aggi per i concessionari e delle vincite dei giochi (complessivamente circa 3.935 milioni) e della spesa per gli interessi sui conti correnti di tesoreria (1.500 milioni), parzialmente compensata dall’incremento degli interessi sui buoni postali fruttiferi (300 milioni) e degli interessi sui prestiti internazionali (199 milioni)”.

 

 

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