19 Settembre 2020 - 08:07

SAPAR: gioco legale, nel primo semestre 2020 meno 2,3 miliardi di entrate fiscali

Rapportando il Conto Riassuntivo del Tesoro del primo semestre 2020 pubblicato dalla Ragioneria dello Stato con il report dello dello scorso anno, emerge la significativa riduzione delle entrate erariali relative al settore del gioco legale.

07 Agosto 2020

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Rapportando il Conto Riassuntivo del Tesoro del primo semestre 2020 pubblicato dalla Ragioneria dello Stato con il report dello dello scorso anno, emerge la significativa riduzione delle entrate erariali relative al settore del gioco legale.Nelle casse dello Stato sono finiti infatti oltre 2,3 miliardi in meno a causa della chiusura delle attività del comparto per via dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. In termini percentuali, il gettito dai giochi è crollato di oltre il 44%. Il calo maggiore si registra sul prelievo degli apparecchi da intrattenimento, ridotto dai 3,3 miliardi dell’anno scorso agli attuali 1,5 miliardi.

Un dato che definisce quantitativamente la reale e marcata contrazione del settore del gioco legale, causato dalla chiusura forzata delle attività durante la pandemia. Ciò ha prodotto un serio squilibrio economico per il comparto che vive da anni un periodo di grande incertezza per via degli attacchi mediatici e normativi a cui è soggetto. Assecondando infatti le pulsioni populiste, gli attori politici hanno avviato una strategia di “logoramento” nei confronti delle imprese del gioco pubblico, attraverso il susseguirsi di misure sempre più restrittive che hanno ridotto notevolmente i volumi di attività con il conseguente calo del fatturato. Un disegno antieconomico che ha scoraggiato e ostacolato l’attività imprenditoriale rendendo inefficienti gli investimenti privati. Nonostante questa azione politica discriminatoria e di condanna, il settore del gioco legale si conferma un settore nevralgico per l’economia del Paese. La sua centralità, tra le altre cose, si manifesta nella capacità di produrre un gettito consistente per il bilancio dello Stato e numerosi provvedimenti legislativi vengono finanziati proprio con le entrate derivanti dal gioco pubblico. In un frangente tanto drammatico per il tessuto economico italiano, declinare attraverso silenzi e rinvii ogni responsabilità circa l’urgente e dirimente riordino normativo del settore conferma ulteriormente l’ipocrisia del governo. Una gestione largamente fallimentare che mette in discussione i diritti dei lavoratori del comparto, favorisce l’espansione del gioco illegale e nel mentre continua a far cassa a discapito del futuro del terzo settore produttivo del Paese.

 

 

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