24 Settembre 2020 - 01:39

Santa Caterina (PV). Bindi (Com. Antimafia): “L’azzardo è quel fenomeno che intreccia legalità e illegalità”

Si è svolto ieri sera a Santa Caterina di Pavia (via San Martino 17b), all’interno dei corsi di approfondimento del corso universitario di Storia delle mafie italiane a cura del

06 Dicembre 2016

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Si è svolto ieri sera a Santa Caterina di Pavia (via San Martino 17b), all’interno dei corsi di approfondimento del corso universitario di Storia delle mafie italiane a cura del professore Enzo Ciconte “Mafie e gioco d’azzardo” con Rosy Bindi, Toni Mira e Marco Dotti. “L’azzardo- ha commentatola Bindi-  è quel fenomeno che intreccia legalità e illegalità”.

Decisa la posizione sui sindaci che seconda la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia dovrebbero essere “padroni in casa loro”.  Secondo la Bindi infatti, “Non ci si dovrebbe affidare, ogni volta, alle leggi di bilancio. Se si aspettano le leggi di bilancio per dettare regole al settore dell’azzardo, allora è chiaro che queste regole inevitabilmente tocchino la questione delle entrate erariali. Ma per dettare regole certe e stabili, bisogna invece muoversi fuori dalle logica delle entrate. Non so che cosa accadrà con la Legge di Bilancio che sta per passare ora al Senato, so però che, quando si parla di ridurre il numero delle slot machine presenti sui territori ma contestualmente di prevede un aumento delle entrate fiscali, allo basta fare due conti per capire che qualcosa non torna. Evidentemente un trucco c’è”.

“Finché la programmazione viene fatta a livello nazionale- ha proseguito la Bindi- ma ai sindaci viene tolto ogni potere sulla collocazione delle rivendite di azzardo e sugli orari, il problema non si risolve. I sindaci devono essere padroni a casa loro e non subire la programmazione nazionale: questo è il punto vero. Questa programmazione viene decisa da un accordo tra Concessionari e Ministero dell’Economia. Ma siccome i Concessionari sono potentissimi e, attraverso la pubblicità e quant’altro, esercitano una forza di pressione enorme, quando vanno al tavolo nazionale pretendono di dettare legge sulla programmazione. Il punto di caduta è la programmazione nazionale, che vorrebbero non consentisse spazi di intervento agli amministratori locali».

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