17 Gennaio 2021 - 07:21

Sanremo, Pavone: “Venga riconosciuto un ristoro per i comuni con casinò chiusi”

Uno dei passaggi più importanti nel corso del consiglio comunale di Sanremo che si è riunito ieri sera, ha riguardato un ordine del giorno in cui sono state sottolineate alcune

01 Dicembre 2020

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Uno dei passaggi più importanti nel corso del consiglio comunale di Sanremo che si è riunito ieri sera, ha riguardato un ordine del giorno in cui sono state sottolineate alcune problematiche da portare all’attenzione del Governo relative alla situazione finanziaria del Casinò e di riflesso del Comune stesso. Come riporta SanremoNews.it, ad illustrare il documento, che poi è stato approvato all’unanimità, è stata Alessandra Pavone, vicepresidente del consiglio comunale.

“L’assessore al bilancio Massimo Rossano ci ha illustrato una situazione difficile che riguarda gli equilibri di bilancio, soffermandosi soprattutto sui rapporti della casa da gioco, i cui incassi hanno subìto una grave contrazione dopo le due chiusure forzate la cui seconda non si è ancora conclusa – ha detto – La casa da gioco rappresenta posti di lavoro, l’immagine della città, una delle sue attrazioni turistiche del territorio e la cultura. Bisogna quindi trovare alternative agli introiti che non vengono incamerati. L’imposta di intrattenimento, che viene calcolata sul 10% degli introiti lordi detratto quanto viene elargito al Comune, per il 2020 si attesta a 2,6 milioni di euro. Il Comune si trova quindi nell’assurda situazione di pagare una tassa su quanto non ha incamerato. Un principio corretto sarebbe infatti quello di pagare le tasse su quanto incassato”.

Per salvaguardare la società che gestisce il casinò, il Comune ha infatti deciso di azzerare la propria percentuale, facendo in modo che tutti gli incassi vengano mantenuti dalla casa da gioco alle prese con una difficile situazione economica. “Con l’ordine del giorno vogliamo quindi sottolineare come il Comune di Sanremo si venga a trovare in una duplice situazione di danno – ha spiegato Alessandra Pavone – perché andando a rinunciare alla propria percentuale, per una somma di 4,5 milioni di euro, si trova a dover pagare ancora di più, perché calcolato sul 100% invece che sull’82%. Il Comune è inoltre soggetto passivo della tassa di concessione governativa annuale di 539 mila euro. Nonostante le misure di contenimento dei costi attuate, la società ha previsto la chiusura dell’esercizio in corso con una perdita di oltre 4 milioni di euro. Con l’ordine del giorno vogliamo sensibilizzare i parlamentari di riferimento perché venga riconosciuto un ristoro almeno parziale, per sostenere i costi del casino. Un’ulteriore riflessione deve poi riguardare questa imposta”.

Nell’ordine del giorno, approvato poi all’unanimità, si chiede quindi al sindaco e alla giunta di farsi promotori verso il Governo, di concerto con il Presidente della Regione, per prevedere un ristoro a favore dei Comuni detentori di licenza di Casa da Gioco, e che venga proposta la riduzione dell’imposta Intrattenimento Spettacoli con conseguente rimborso almeno a parziale ristoro, al fine di non aggravare la già pesante situazione in cui versano i Comuni a seguito dell’emergenza Covid e del fermo lavorativo.

 

 

 

 

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