26 Settembre 2020 - 00:57

Sanità Lazio, Rapporto 2019, 841 soggetti presi in carico con disturbo da gioco d’azzardo

Il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP) ha pubblicato oggi il Rapporto annuale 2019 nel quale vengono descritti brevemente i progetti del DEP nel 2019, quelli

22 Luglio 2020

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Il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP) ha pubblicato oggi il Rapporto annuale 2019 nel quale vengono descritti brevemente i progetti del DEP nel 2019, quelli già previsti per il 2020 e le pubblicazioni scientifiche del 2019.

Obiettivo principale del DEP è condurre studi epidemiologici nel campo della epidemiologia ambientale e valutativa. Lo scopo è quello di fornire ai decisori le migliori conoscenze scientifiche disponibili per poter pianificare interventi tesi alla riduzione degli effetti sulla salute delle esposizioni ambientali e per migliorare la qualità e l’efficacia dell’assistenza sanitaria.

Come si legge nel Rapporto, “Si è aperta una nuova frontiera di ricerca con un progetto del Ministero della Salute che mira ad individuare le migliori forme di comunicazione per orientare gli interventi di prevenzione dell’HIV nei giovani, esplorando ed analizzando anche i contenuti dei social media. Abbiamo avviato anche un progetto per conoscere di più il fenomeno del gioco d’azzardo, sia in termini di occorrenza che di efficacia di possibili interventi.

 

A commentare il Rapporto l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato che ha evidenziato come “ E’ raddoppiato il numero di coloro che sono in cura presso i SERD per il gioco d’azzardo. In modo particolare preoccupa la presenza dei giovani e delle donne soprattutto attraverso le sale gioco VLT o NewSlot machine. Questa è una vera e propria emergenza sanitaria e sociale che rovina le famiglie. Trovo assurdo uno Stato che, da un lato fa del gioco cosiddetto ‘legale’ un’entrata di bilancio e dall’altra produce malati che devono poi essere curati dalle ludopatie addirittura aumentate nel tempo dell’emergenza COVID-19”.

 

Il Rapporto riporta che l’età media del comportamento di gioco d’azzardo è di circa 47 anni, 45 per gli uomini e 57 per le donne; gli over 50 rappresentano il 37% dei casi incidenti e oltre metà di quelli già noti ai servizi; in particolare quasi un terzo (27,4% , n=133) dei casi già conosciuti hanno oltre 60 anni. Gli uomini costituiscono l’82% del totale con un rapporto maschi/femmine di 5:1…  Gli individui consumatori che si sono rivolti anche a più di un servizio nell’anno e con la registrazione della presa in carico 841 soggetti con disturbo da gioco d’azzardo” (contro i 14208 soggetti dipendenti da droghe e i 3098 soggetti dipendenti da alcol), di cui 836 (99.4 percento) presso i servizi pubblici (Ser.D.). Rispetto al 2018, gli utenti complessivi sono aumentati di 154 unità e le persone che per la prima volta sono stati in trattamento nell’anno sono state 396, pari al 47 percento del totale”.

 

PressGiochi