21 ottobre 2019
ore 12:26
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Sandi (Snai): “Il mercato dei giochi va riformato, ma lo Stato deve essere trasparente e coerente”

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Sandi (Snai): “Il mercato dei giochi va riformato, ma lo Stato deve essere trasparente e coerente”

“L’apertura di tanti punti di gambling sul territorio è stata un modo per rispondere all’attacco della criminalità”. Lo dichiara Giorgio Sandi, presidente e amministratore delegato della Snai, che a Repubblica.it afferma: “Sono convinto che sull’argomento ci sia molta ignoranza. Abbiamo fatto decine di incontri con i Sert per discutere del fenomeno. Ma lì conoscono bene la dipendenza dall’alcolismo, i guai provocati dagli stupefacenti. Il gioco è residuale. Quando leggo certe sfuriate politiche penso che o si tratta di propaganda, o qualcuno sta pensando a una strada per farsi dare soldi dallo stato.

L’apertura di tanti punti di scommessa in Italia è stato l’unico modo per riprendere seriamente in mano un’industria completamente nelle mani della criminalità. Prima dell’apertura delle scommesse al calcio si stimava che il giro di puntate gestito dalla malavita, superasse i ventimila miliardi di lire l’anno. Oggi sono stati da poco legalizzati 2000 punti. Ma ce ne sono almeno altri 5000 che operano al di fuori dalle regole. C’è chi tenta di approfittare delle regole e va combattuto. Con una sola banca dati che in tempo reale raggruppi le giocate di tutti gli operatori autorizzati, si avrebbe immediatamente una fotografia di cosa sta accadendo sulle puntate e sugli eventi sportivi di riferimento. Pensare di chiudere un gioco, o una sezione, come può essere quella del calcio minore, indica solo una resa a chi gestisce le scommesse senza controllo».

Sull’ippica spero si facciano dei passi in avanti, a cominciare dall’attuazione della delega fiscale da parte del sottosegretario Baretta anche se i segnali che arrivano non sono incoraggianti: si sta ventilando l’ipotesi di un settore gestito da poche persone, rappresentative di una minoranza. Mi auguro che per l’assegnazione della Lega che dovrà gestire l’ippica, si tenga conto delle esigenze di tutti e non si vada verso una settore in mano a pochi ricchi».

“Sono convinto – conclude Sandi – che per tenere viva questa industria, servano regole rigide e lotta costante all’illegalità. Si potrebbero riorganizzare i casinò, o in ogni caso creare dei luoghi di gioco, ovviamente per adulti e ridisegnare la mappa dove distribuire le macchinette. Il gioco deve stare nei luoghi deputati al gioco. Ma lei provi a mettere mano alla filiera di tabaccai, bar, aree ristoro che vendono Gratta e Vinci, schedine e piazzano slot ad ogni angolo…

Il nostro mercato, non solo l’industria del gioco, va riformato. Servono grandi aziende, operatori solidi, strutturati, che diano garanzie di comportamento su un settore delicato. Ma è necessario che lo Stato risponda in modo trasparente, senza cambiare regole fiscali a ogni passo. Solo in questo modo, gli investitori stranieri smetteranno di dubitare della credibilità del nostro mercato».

PressGiochi

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