11 dicembre 2019
ore 11:02
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San Giorgio in Bosco. Il sindaco Miatello: “Il Gap è un problema ma il Comune non ha competenza per bloccare le sale slot”

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San Giorgio in Bosco. Il sindaco Miatello: “Il Gap è un problema ma il Comune non ha competenza per bloccare le sale slot”

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L’opposizione attacca il sindaco per essere stato presente ai festeggiamenti del primo anno della sala slot di Paviola.

«Non rendiamoci complici», hanno incalzato i consiglieri di “San Giorgio Riparte” Valentina Campagnaro, Giuliana Lorenzetto, Elena Villanova e Simone Prai. Lorenzetto ha letto un documento nel corso del consiglio comunale di lunedì sera facendo delle riflessioni su un tema, quello della ludopatia, che sta diventando un problema alla pari di qualsiasi altra dipendenza. L’accusa arriva dopo che una decina di giorni è comparsa su Facebook una foto del sindaco Renato Miatello presente al taglio della torta della sala slot e videolottery  in zona industriale a Paviola.

«L’Amministrazione ha più volte svolto attività di promozione di sale slot, accogliendo la pubblicità pure sul notiziario comunale, ma forse vale la pena ricordare i numeri del fenomeno», ha fatto notare Lorenzetto «76 miliardi di euro, 1.500 euro per ogni adulto, è la cifra che gli italiani hanno speso nel 2013 per giocare con slot machine, gratta e vinci, lotterie e poker on line. Il gioco d’azzardo è cresciuto in questi anni in modo esponenziale (nel 2003 i miliardi spesi erano 15) e sono sempre di più le persone che soffrono di una dipendenza patologica. Senza contare il fatturato legale in mano alla criminalità organizzata».

La proposta delle minoranze è quella di seguire l’esempio di molti comuni, Loreggia in primis, che da tempo lavorano per promuovere sensibilizzazione, prevenzione e cura rispetto al gioco d’azzardo, fenomeno grave anche a San Giorgio in Bosco.

«Basta parlare con alcuni referenti della Caritas locale», incalza l’opposizione, «per capire, come anche nel nostro comune, ci siano famiglie che non arrivano a fine mese e il dubbio che una parte dello stipendio venga sperperata in gioco è reale.

Tutti noi stiamo sostenendo economicamente servizi sanitari pubblici, che hanno istituito ambulatori specializzati; l’associazione “Giocatori anonimi” fino a 10 anni fa aveva solo cinque gruppi di auto-aiuto, oggi se ne contano oltre 60. Le iniziative possono essere molte ma evitiamo di festeggiare con chi ha interesse solo al profitto, non possiamo essere complici o indifferenti al fatto che molti italiani che si avvicinano al gioco si stanno impoverendo e ammalando. Un amministratore deve saper discernere fra attività educative ed iniziative dannose per la comunità».

«Sono stato invitato ad una festa e ci sono andato come privato cittadino», ribatte il sindaco. «Se i problemi delle minoranze sono questi, dormo tranquillo. È un locale in regola, con tutte le autorizzazioni, gestito da una coppia cinese ben inserita, che per l’anniversario mi ha invitato lì. Sicuramente la ludopatia è un problema grosso, ma un Comune non ha competenza per bloccare le sale slot. Ci dev’essere un’azione di governo. Perché i nostri consiglieri, invece di scandalizzarsi per una foto, non si attivano per promuovere una proposta di legge?».

 

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