Tabaccai in rivolta: «Basta con i corsi e i convegni per sensibilizzare, servono azioni concrete contro il gioco d’azzardo».
Hanno scritto agli uffici dell’Usl, veneziana e del Veneto orientale, rendendosi anche disponibili a incontri e chiari-menti. Nei giorni scorsi hanno saputo delle iniziative messe in campo, compresa l’ultima guida contro il gioco d’azzardo presentata al centro culturale di San Dona. Sono 123 i pazienti in cura, ma chissà quanti altri vivono queste dipendenze e non chiedono aiuto. I titolari di negozi e tabacchi che vendono Gratta e Vinci, lotterie, ospitano slot machine, devono affrontare dei corsi obbligatori online che costano 100 euro.
«Paghiamo con bonifico direttamente all’Usl 3 di Venezia», spiegano i referenti sandonatesi, «i corsi sono online e non possiamo sbagliare: oltre i tre errori paghiamo ancora 100 euro per rifare il corso. Ci insegnano che dobbiamo dissuadere chi gioca troppo, con il rischio di essere mandati a quel paese o peggio, come illuminare e posizionare le slot, i cartelli e altro. Se non affronti i corsi e incappi nei controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli o della finanza, paghi la multa, circa 1000 euro a macchina fino o revoca della licenza. I corsi siamo costretti a farli e pagarli. Abbiamo contattato anche la nostra Usl 4, ma siamo ancora in attesa della disponibilità per un incontro. Se vogliamo combattere la ludopatia così», aggiungono, «a spese nostre, lo Stato non è decisamente al nostro fianco, anzi aggiunge dei costi da sostenere a nostre spese. Senza considerare quello che paghiamo alle agenzie per avere determinati concorsi e giochi. Tutte queste complicazioni e costi, quando giocare online è facilissimo e senza particolari ostacoli. Come si può combattere la ludopatia?», si chiedono, «quando a noi rivenditori di generi di monopolio vengono chiesti dei fatturati e poi vengono permessi i giochi online, dove non vi è alcun controllo?».
Chiedono un maggior coinvolgimento anche da parte dell’Usl 4 per potersi confrontare.
«Oggi», concludono i tabaccai e baristi del territorio, «non possiamo contare sulla più grande federazione di tabaccai in Italia, perche non ci tutela per nulla. La Fit ci sta abbandonando al nostro destino, in società con alcune società come Logista, Ecomap ed altri e quindi non può fare i nostri interessi.
Ci chiediamo. anzi, se non vi sia un palese conflitto di interesse. Ci siamo già mossi con avvocati e guardia di finanza per capire e cercare di lavorare serenamente con i prodotti dei monopoli di Stato.
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