28 Settembre 2020 - 05:11

Salerno. Un tifoso su due a rischio ludopatia; cresce il numero di donne

Sport e ludopatia: un binomio che spinge alla riflessione. Soprattutto perché la Campania è la terza regione d’Italia a vantare un fatturato del gioco d’azzardo che si assesta sui 688

18 Maggio 2015

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Sport e ludopatia: un binomio che spinge alla riflessione. Soprattutto perché la Campania è la terza regione d’Italia a vantare un fatturato del gioco d’azzardo che si assesta sui 688 milioni di euro, preceduta, in questa poco edificante classifica, dalla Lombardia e dal Lazio. A Salerno le cose non vanno meglio.

Dal sondaggio della Junior Chamber International (Jci), svolto in occasione della partita Salernitana-Aversa Normanna, disputata lo scorso settembre all’Arechi, la ludopatia interessa un tifoso su due. Si tratta pertanto di un fenomeno che, da più parti, necessita di una campagna di sensibilizzazione rivolta alle fasce d’età più giovani: gli studenti.

 

Ecco perché la Jci ha promosso il seminario “Ludopatia: le regole dello sport per non cadere nella trappola” tenutosi ieri nell’aula magna del liceo scientifico Da Procida di fronte alla platea di allievi del biennio della scuola, e a cui hanno partecipato alcuni rappresentanti del mondo dello sport.

«Il problema della ludopatia è consistente a Salerno e impatta pesantemente sull’economia e la vita delle famiglie», ha spiegato Daniele Iovine, presidente di Jci Salerno. In città è stato proprio il liceo di via De Falco a dimostrate per primo interesse all’iniziativa lanciata da Jci.

 

Identikit del giocatore – Al convegno è intervenuta anche Gabriella Cavaliere, professionista della riabilitazione dell’associazione Logos, che ha stilato una sorta di identikit del giocatore patologico: «Ogni anno la nostra associazione accoglie mediamente un’ottantina di persone che hanno problematiche legate alla dipendenza dal gioco d’azzardo. Negli ultimi anni la fascia d’età si è abbassata notevolmente. E questo vale sia per la ludopatia che per l’alcolismo, senza dimenticare il coinvolgimento delle donne in misura sempre maggiore, laddove fino a pochi anni fa il fenomeno era appannaggio quasi esclusivamente della popolazione maschile».

 

20% a rischio grave – Un quadro a tinte fosche, insomma, quello delineato ieri. Confermato anche da Luca Iovine, vicepresidente nazionale Jci: «La metà dei tifosi, così come emerso dal nostro sondaggio, è a rischio ludopatia, e il 20 per cento di questa fetta presenta un rischio di grave patologia, cifre che aumentano se ci si riferisce al target degli studenti».

 

PressGiochi

Fonte immagine: DSC_1209.JPG