28 Settembre 2020 - 22:59

Sale giochi e scommesse. A Firenze si discute sul mancato rispetto della legge regionale

Sono due le interpellanze sul gioco d’azzardo che verranno discusse tra oggi e domani dal consiglio comunale di Firenze. La prima contro l’apertura della sala giochi in via Pratese presentata

27 Luglio 2015

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Sono due le interpellanze sul gioco d’azzardo che verranno discusse tra oggi e domani dal consiglio comunale di Firenze. La prima contro l’apertura della sala giochi in via Pratese presentata da diversi mesi dal consigliere Angelo Bassi (Pd), l’altra, contro un centro scommesse presentata da Massimo Fratini e Nicola Armentano del Gruppo democratico.

Nel primo caso, le commissioni consiliari Sviluppo economico e Politiche sociali hanno recentemente espresso parere favorevole, nel caso del centro invece sono decaduti i termini e la commissione per le Politiche sociali non si è espressa.

Come denunciato più volte dal consigliere Bassi, nella zona del Q 5 in particolare nell’area Osmannoro, esistono già tre attività nel raggio di 100 metri ed “è necessario avviare un’azione preventiva per porre un freno. Questo si può fare – dice – con un controllo accurato dei requisiti alla presentazione della domanda di apertura e svolgendo un’azione politica affinché si giunga ad una maggiore rigidità nella Legge Regionale”. La IV commissione esprimendo parere favorevole ha evidenziato la necessità di assumere un azione politica più generale sulla questione gioco d’azzardo.

 

Per quanto riguarda la seconda interpellanza proposta dai consiglieri Massimo Fratini e Nicola Armentano, relativa alla chiusura di centri scommesse in violazione della Legge Regionale 57-2013, si è più volte denunciato il fatto che i centri scommessa non rispettino le distanze adottate dalla legge toscana. Sulla questione è intervenuta anche la vicepresidente della regione Stefania Saccardi che ha dichiarato: “E’ una cosa inaccettabile. C’è una legge regionale che vieta l’apertura di questo genere di spazi a meno di 500 metri da istituti scolastici, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi, strutture sanitarie o socio-assistenziali. Come Regione abbiamo anche creato il logo “No Slot”, un marchio identificativo che i bar e i circoli che hanno rinunciato alle slot machine possono attaccare sulla vetrina”.

 

 

PressGiochi