01 Ottobre 2020 - 05:19

Roma. Uno studio del Ceis rivela che il 18% dei giovani gioca d’azzardo

Nella Capitale il 18% dei giovani romani ha un rapporto già fortemente alterato con il gioco d’azzardo, mentre l’85% dei ragazzi fa uso di alcol nei weekend, il 45% di superalcolici, mentre il 75% ha avuto contatto con cannabis o altre

16 Aprile 2015

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Nella Capitale il 18% dei giovani romani ha un rapporto già fortemente alterato con il gioco d’azzardo, mentre l’85% dei ragazzi fa uso di alcol nei weekend, il 45% di superalcolici, mentre il 75% ha avuto contatto con cannabis o altre droghe. Sono questi i dati emersi dal dossier realizzato dal 2014 a oggi dal CEIS Don Picchi su un campione di 3000 alunni delle scuole romane – tra i 12 e i 18 anni- che hanno risposto in forma anonima ai questionari distribuiti anche in 15 scuole della Capitale oltre che nei luoghi di aggregazione giovanile.

Alla luce di questi preoccupanti risultati sull’universo giovanile e per rispondere alla crescente necessità di monitorare in maniera sistematica e scientifica l’evoluzione di nuovi fenomeni sociali che coinvolgono i ragazzi e le ragazze, soprattutto a scuola, nasce l’OSSERVATORIO SUL MONDO GIOVANILE DON MARIO PICCHI.

“L’Osservatorio Don Mario Picchi sul mondo giovanile” avrà il compito tutto l’anno di informare e comunicare in maniera conoscitiva e divulgativa informazioni e dati nell’ambito di riferimento del territorio di Roma Capitale e della Regione Lazio. Luogo privilegiato per il reperimento di tali dati saranno le scuole, di Roma e della provincia oltre che dell’intera regione Lazio, individuate sia tra quelle con le quali il CeIS già collabora, sia tra quelle segnalate dall’ANP-Lazio. Gli strumenti saranno uno o più questionari anonimi che verranno elaborati congiuntamente dagli enti fondatori e saranno “adottati” a seguito di una consultazione aperta, eventualmente anche online, a gruppi di giovani come tra l’altro previsto dall’art. 12 della Convenzione ONU.

Sarà compito dei Responsabili Tecnici dell’Osservatorio curare un RAPPORTO ANNUALE sulla consistenza del fenomeno e sulle tendenze individuate nel quale siano evidenziate le peculiarità, le modalità di manifestazione e le possibili priorità su cui concentrare gli interventi.

Ancora dal dossier del CEIS: l’80% ha ammesso di fumare sigarette, il 95% ha rapporti sessuali non protetti e il 18% ha confessato di giocare ai videopoker o slot-machine. Dai questionari anonimi diffusi non solo nelle scuole, ma anche nei luoghi di aggregazione giovanile risulta che quasi quattro adolescenti su cinque (l’85 per cento) beve abitualmente una birra o un cocktail a base di gin e wodka; circa la metà (il 45 per cento) lo fa una volta a settimana, in genere nel weekend; il 75 per cento ammette di far uso più o meno regolare di hashish, marijuana e altre sostanze illegali. La fotografia sui giovani dice anche che 3 su 5 assumono droghe “leggere” nel weekend al pub o in discoteca. Il 27% ammette di procurarseli a scuola.

La facilità d’accesso ai giochi on line attraverso i supporti tecnologici accelera e ne aumenta il fenomeno. Questo dato indica il pericolo di una potenziale perdita di controllo e la tendenza al gioco compulsivo che, se protratti nel tempo e sovrapposti con altre attività che i ragazzi svolgono nella propria giornata (frequenza scolastica, studio, relazioni con i coetanei, palestra, etc.), possono configurare un vero e proprio disturbo psicologico.

Ancora dal dossier si evince che in alcuni casi la soglia dell’età si abbassa fino a coinvolgere ragazzi e ragazze tra i 12 e 16 anni (il 10%). Emerge anche un preoccupante incremento della popolazione di giocatori tra i giovani disoccupati. Si tratta all’incirca del 25% dell’utenza che è stata seguita dai progetti del CEIS.

Dal 2014 ad oggi si registra una forte crescita della richiesta d’aiuto da parte di giocatori che, se nel 2011 provenivano principalmente da una fascia d’età che superava i 60 anni e che appartenevano ad una classe medio alta, al contrario oggi si collocano tra le fasce di giovani, abbagliati dall’idea di una vincita facile; giovani, per la maggior parte, disoccupati.

Fino a pochi anni fa, la forma di dipendenza che preoccupava di più i genitori era sicuramente quella da sostanze: cannabis, alcool, cocaina ed eroina erano le paure più grandi. Da alcuni anni, però, ha iniziato a prendere piede un’altra forma di dipendenza altrettanto pericolosa: il gioco d’azzardo.  La cosiddetta dipendenza senza sostanza sta diventando un modo alternativo di sballarsi tra i più giovani. Sono diffusi, però, anche i casi in cui tale disturbo si presenta associato al consumo di sostanze stupefacenti. Anche il numero delle donne disoccupate che richiedono un sostegno è in aumento e se fino a pochi anni fa il gentil sesso faceva difficoltà a richiedere l’aiuto di centri specializzati, oggi sembrerebbe che questo sia un ostacolo superato. I dati CEIS evidenziano che sono il 25 % le donne che si rivolgono ad un programma di recupero dal gioco d’azzardo e tra queste la metà risulta disoccupata.

PressGiochi