27 Settembre 2020 - 10:15

Roma (Sapar) incontra l’amministrazione di Albino: “Contrastare ludopatia limitando tutte le forme di gioco”

“Lo stato di grave crisi nella quale le aziende del gioco versano a fronte del “conflitto” in essere tra lo Stato che, da un lato, evoca a se tutte le

08 Giugno 2015

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“Lo stato di grave crisi nella quale le aziende del gioco versano a fronte del “conflitto” in essere tra lo Stato che, da un lato, evoca a se tutte le prerogative per normare in materia e continua ad introdurre balzelli addizionali ad un prelievo già di per se stesso gravoso (cfr. Legge di Stabilità), dall’altro lato le autonomie locali (Regioni e Comuni) che in maniera pretestuosa  collegandosi a presunti problemi di ludopatia presenti sul territorio, introducono in maniera sempre più diffusa limitazioni agli orari di funzionamento, alle distanze di possibile installazione e non in ultimo regole sempre più pesanti quanto inutili porgendo il fianco al proliferare dell’illegalità”. E’ quanto fa presente il vicepresidente Sapar Massimo Roma durante l’incontro che ha tenuto con l’amministrazione di Albino che ha recentemente emesso un’ordinanza sui limiti orari alle slot valido a 18 comuni del comprensorio.

“Ho quindi spiegato – fa sapere Roma – le ragioni per le “forti” definizioni di “pretestuoso” e di “presunti problemi”.

“Pretestuoso” in quanto: ludopatia significa “dipendenza da gioco”. Con i provvedimenti in essere ed in particolare con quello di Albino si colpiscono solamente gli apparecchi C6 in quanto facilmente attaccabili (poiché legati alla imprenditoria privata) non ricollegabile a Lobby. A fronte di una precisa domanda ho quindi spiegato le differenze tra apparecchi C6a e C6b mettendone in luce ovviamente la differente aggressività (1 € vs 10 € costo max a partita; lettore banconota; possibilità riciclaggio) . Ho proseguito sostenendo che, a nostro modo di vedere, una politica seria e corretta di lotta alle ludopatie si affronterebbe solo limitando TUTTE LE FORME di gioco in maniera equa. Ho terminato segnalando che con questi provvedimenti l’unico risultato che si consegue inevitabilmente con grande successo è quello di spostare la domanda di gioco su altre forme di gioco lecito (ED ILLECITO) e, così facendo, si introduce una turbativa di mercato nonché si favorisce una concorrenza sleale.

“Presunti problemi” di ludopatia in quanto: Non esiste un algoritmo certo per desumere dai casi di giocatori ludopatici in cura presso i SERT i numeri dei giocatori problematici. Inoltre qualora anche desunti non esistono determinazioni per la suddivisione sul territorio (comunale!!) di questi casi. Ho proseguito inoltre dicendo che non esistono evidenze certe di quanti di questi casi di giocatori problematici siano riconducibili ad una dipendenza da apparecchio AWP piuttosto che da altre forme di gioco. Ho terminato aggiungendo che quanto appena detto è talmente vero che incominciano ad esserci casi (Bresso) in cui il TAR accoglie i ricorsi fatti contro i provvedimenti dei Sindaci proprio per questi motivi.
Su questo punto ritengo di avere fatto breccia in quanto ho percepito un grande disagio espresso proprio dalla rappresentante ASL che non ha potuto negare quanto da me sostenuto.

I presenti hanno quindi convenuto sulla parzialità del provvedimento ammettendo candidamente che il provvedimento è stato fatto a “immagine e somiglianza di quello di Milano” e si sono dimostrati disponibili qualora gli venga fornita documentazione di altri provvedimenti sul territorio nazionale che vanno a limitare in maniera equa TUTTE LE FORME DI GIOCO a modificare il loro provvedimento e ad allinearlo in questa direzione.

Se fosse vero, non mi sembra cosa da poco, e quindi procederò in giornata a mandare il regolamento della regione Puglia che al riguardo mi sembra esaustivo”.

PressGiochi