28 Settembre 2020 - 18:49

Roma. Fiasco: “Sotto l’ombrello del monopolio statale delle autorizzazioni, la città sconta gli effetti collaterali di una lunga filiera”

Asteriti: “Artifizi, o raggiri della lotteria istantanea 100X?” Scommesse. Sbordoni: “La nuova rete: prime caratteristiche”   Maurizio Fiasco, sociologo, esperto della Consulta nazionale antiusura, Presidente di Alea e membro dell’Osservatorio Nazionale

11 Novembre 2016

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Asteriti: “Artifizi, o raggiri della lotteria istantanea 100X?”

Scommesse. Sbordoni: “La nuova rete: prime caratteristiche”

 

Maurizio Fiasco, sociologo, esperto della Consulta nazionale antiusura, Presidente di Alea e membro dell’Osservatorio Nazionale ha commentato sulle pagine del “Corriere della Sera” l’ordinanza Raggi contro l’azzardo.

“Superati (in verità da tempo) i confini della sopportabilità sociale-ha scritto- Roma scopre la spiacevole presenza di un ospite ingombrante: il gioco d’azzardo, nel suo mix di autorizzato e in nero. Il convitato è peraltro accompagnato da una numerosa corte, sistemata nelle più disparate sedi. Tutta insieme impegna oltre 8 miliardi di euro del Pil, che sono pari al 5,7 per cento della ricchezza materiale della provincia (140 miliardi circa). Conto aggregato, s’intende, tra l’azzardo installato in una sede fisica, quello che viaggia su internet e il rimanente che fluisce in spregio alle leggi, quindi privo di contabilità. Solo entro le Mura Aureliane non s’incontrano sale interamente dedicate alle slot machine (dette Vlt)”.

“È invece lungo le direttrici di traffico- ha proseguito- tra il centro e le periferie che si dispiegano buona parte dei 260 grandi centri dell’azzardo, commercializzato su concessione dello Stato. Se non avessero tale suggello legale, le chiameremmo bische. A voler esser pignoli, vanno annoverati anche altri 140 sportelli interamente dedicati ad altri giochi, senza Vlt. Sotto l’ombrello del monopolio statale delle autorizzazioni, la città sconta dunque gli effetti collaterali di questa lunga filiera: peggioramento delle condizioni di decoro e dignità delle famiglie; depressione economica; inflazione dei reati di strada e dell’usura al dettaglio. Oltre, naturalmente, all’estendersi dei casi di dipendenza psichica dal demone del gioco”.

“Se l’amministrazione pubblica centrale coopera con questo trend- ha concluso Fiasco- gli enti locali hanno preso a protestare, per limitare con regolamenti e ordinanze almeno i danni. Li attendono poi le forche caudine dei ricorsi al Tar, dove i concessionari tentano di revocare gli atti comunali che calmierano orari e luoghi di funzionamento delle macchine dell’azzardo. Qui è il vero rebus: per vincere dinnanzi alla giustizia amministrativa i sindaci devono infatti prendere una strada indiretta: rifondare la loro competenza (formalmente negata in materia) con un’istruttoria dal basso. Occorre documentare, strada per strada, e per ogni fascia di popolazione e per particolari aree di disagio, i danni che l’ospite indesiderato arreca alla convivenza nella comunità, come ai minori e agli anziani. Nel mandato del sindaco vi è la governance del welfare del territorio e la sicurezza urbana. Entrambi mal si conciliano con la deriva dell’azzardo autorizzato o clandestino che sia”.

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