01 Ottobre 2020 - 04:39

Roma. Dal Codacons al PD, dichiarazioni contro la scelta della Raggi di “spostare” le slot in periferia

Molte le reazioni negative dei politici e delle associazioni alla scelta della Giunta Raggi di rendere il centro storico Off-Limits dalle slot. Dichiarazioni che certamente proseguiranno nelle prossime ore e

08 Novembre 2016

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Molte le reazioni negative dei politici e delle associazioni alla scelta della Giunta Raggi di rendere il centro storico Off-Limits dalle slot. Dichiarazioni che certamente proseguiranno nelle prossime ore e renderanno ancora più acceso il dibattito sulla delibera romana sulle slot.

Una misura sbagliata e discriminatoria che non servirà a combattere la piaga del gioco d’azzardo nella capitale. Lo affermato in primo luogo il Codacons, commentando la delibera annunciata dal sindaco Virginia Raggi che bloccherà le slot machine nel centro storico.

“Il vero problema non è certo il centro storico di Roma, ma sono le periferie – spiega il presidente Carlo Rienzi – Qui si registra una concentrazione abnorme di sale slot, con il record su Via Tiburtina che in pochi km fa registrare addirittura 23 locali adibiti al gioco d’azzardo, spesso ubicati vicino scuole, parrocchie e centri sportivi. Porre limiti solo in centro equivale a creare discriminazioni, perché si tutela la salute dei cittadini ricchi che abitano in zone centrali, abbandonando quelli che risiedono in periferia”.

“La Raggi, se vuole combattere le dipendenza da gioco, deve imporre limiti agli orari di apertura delle sale slot e alla loro ubicazione in tutta la città, così come le abbiamo chiesto con una apposita diffida che non è stata accolta. Altrimenti – prosegue Rienzi – i suoi provvedimenti rimarranno misure “spot” senza alcuna utilità. Per questo motivo invitiamo il sindaco a tutelare la salute di tutti i cittadini romani; in caso contrario saremo costretti a denunciare la Raggi per istigazione al gioco d’azzardo”.

Anche Remigio Del Grosso, vice presidente CNU-AGCOM dà ragione al Codacons che ha contestato la scelta della delibera della Giunta che vieterà le slot nel centro storico. “Il vero problema non è centro storico, ma periferie”. Ha commentato. Insieme ai pareri degli esperti, anche molti privati cittadini stanno obiettando il previsto “allontanamento” delle slot dal centro di Roma.

A queste dichiarazioni seguono quelle del PD tra cui Emiliano Sciascia consigliere del IV municipio.

“Ho appreso da organi di stampa che la Sindaca Raggi sta presentando una proposta di delibera consiliare per limitare l’eccessiva espansione delle sale slot in città”- ha dichiarato- “sicuramente è una iniziativa lodevole, in relazione alla quale avevamo lavorato, negli anni passati, con l’allora consigliere capitolino Dario Nanni. Ciò che sorprende è però la strana disparità di trattamento tra il Centro e la periferia: non si capisce perché soltanto nelle zone del centro storico vi debbano essere limitazioni più vincolanti lasciando fuori il resto dei Municipi. Il rischio è che una disparità del genere in zone diverse di Roma produca una “naturale” concentrazione di sale slot sempre nei quartieri di periferia, aumentando una concentrazione già oggi molto elevata, soprattutto su tutta Via Tiburtina dove si contano quasi 20 sale slot da Via di Portonaccio fino a Settecamini. Peraltro mancano totalmente offerte culturali quali teatri o cinema, i ragazzi della periferia non hanno molte alternative purtroppo, accanto a queste carenze culturali abbiamo anche fenomeni di marginalizzazione sociale che rendono tutto più complesso. Sono comunque curioso di leggere la proposta di deliberazione quando arriverà ai consigli municipali per l’espressione del rispettivo parere, anche perché ad oggi abbiamo l’annuncio del BLOG ma non risulta ancora arrivato nulla di ufficiale nei Municipi.”

Stessa presa di posizione per Alessandro Onorato della Lista Marchini in Campidoglio e membro della Commissione Servizi Sociali. “La proposta del m5S è sbagliata. Un’autentica follia. Che senso ha bloccare le slot machine in centro e dimenticare le periferie romane?”.

Mentre per Michele Baldi, Capogruppo della Lista Civica Nicola Zingaretti al Consiglio Regionale del Lazio: “E’ apprezzabile la proposta del Comune di Roma sul gioco d’azzardo. Vorrei però ricordare che il Consiglio Regionale del Lazio aveva già approvato all’unanimità una legge sulla ludopatia il 24 luglio 2013 con una serie di punti molto importanti che riguardano soprattutto la collocazione delle sale da gioco, preservando le cosiddette “aree sensibili” (scuole, ospedali, luoghi di culto, centri sociali e anziani) e prevedendo delle premialità per gli esercizi che rimuovano o non istallino slot machine o videolottery. Inoltre presso l’Assessorato competente in materia di Politiche sociali è stato istituito un Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo, per cui tra l’altro è attualmente in corso una selezione di operatori, per verificare l’impatto delle politiche di contrasto e redigere un rapporto annuale. Ma soprattutto è una legge per tutto il territorio perchè è davvero singolare non rendersi conto di come il problema nasca soprattutto nelle periferie piuttosto che al centro storico. Questa è una legge che deve tutelare la persona e quindi dobbiamo andare a sostenere le situazioni più fragili che si trovano soprattutto nelle zone meno abbienti e più periferiche. Tutto questo si è determinato anche grazie alle tante audizioni che abbiamo fatto a cominciare dai rappresentanti della polizia. Un metodo di confronto, quello dell’ascolto e delle audizioni, che ritengo sicuramente migliore dei diktat del blog di Beppe Grillo”. 

Mentre per Dario Antoniozzi, Presidente di Roma Popolare e Michelangelo Chinni, vicepresidente di Roma Popolare “E’ singolare che il Sindaco Raggi, che proviene dalle periferie romane, pensa di risolvere il problema della ludopatia, problema che tocca tutte le famiglie e non ‎fa differenza dal luogo dove si abita, vietando le slot al solo centro storico”. dichiarano in una nota congiunta. “Come é abitudine per il M5S – si legge nella nota -, il problema si affronta dalla coda è non dalla testa. Non si può ‎combattere un fenomeno così serio in modo superficiale e approssimativo, sopratutto perché l’effetto “Las Vegas” verrebbe incentivato ancor di più nelle periferie”.
“Se davvero si vuole far qualcosa di serio, il Sindaco potrebbe utilizzare gli incentivi regionali a sua disposizione da destinare a coloro che rimuovono o non istallano le slot machine‎ o videolottery”, conclude.

PressGiochi