La crescita del gioco d’azzardo, il peso economico del comparto, i rischi per i giovani e le infiltrazioni criminali. Sono questi i temi al centro dell’intervento del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Devis Dori durante la discussione alla Camera delle mozioni sul riordino del settore dei giochi pubblici. Nel suo intervento, il parlamentare ha inoltre criticato la scelta del Governo di accorpare le proposte delle opposizioni in un testo unico riformulato.
La crescita del gioco d’azzardo, il peso economico del comparto, i rischi per i giovani e le infiltrazioni criminali. Sono questi i temi al centro dell’intervento del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Devis Dori durante la discussione alla Camera delle mozioni sul riordino del settore dei giochi pubblici. Nel suo intervento, il parlamentare ha inoltre criticato la scelta del Governo di accorpare le proposte delle opposizioni in un testo unico riformulato.
“Il gioco d’azzardo continua ad espandersi, oltretutto a ritmi sostenuti e si conferma quindi un comparto incredibilmente tra i più dinamici dell’economia nazionale con circa il 7,3 per cento del prodotto interno lordo. Già questo dato fa veramente impressione ed è chiaramente un dato sul quale la politica deve fare una forte riflessione.
La quarta edizione del cosiddetto Libro nero sull’azzardo, curata dalla Cgil per mettere in luce gli effetti perversi dell’azzardo sulla salute ma anche sul reddito dei cittadini, riporta che solo nel 2025 la raccolta complessiva, sia sui canali fisici che quelli a distanza e online, ha raggiunto il livello record di 165 miliardi di euro, oltretutto in continua crescita del 5 per cento rispetto all’anno precedente, una cifra che supera notevolmente di circa 30 miliardi quella relativa al Fondo sanitario nazionale ed è pari al doppio della spesa pubblica per l’istruzione.
A fronte di questi numeri si nasconde anche un impatto economico per i giocatori stessi che hanno delle perdite nette stimabili che sempre nel 2025 sono state stimate attorno ai 22 miliardi di euro. La crescita più preoccupante riguarda il volume del giocato online che nel 2025 ha superato per la prima volta i 100 miliardi di euro di raccolta, con un incremento rispetto all’anno precedente di circa il 10 per cento e in particolare quello che ci preoccupa è una continua e maggiore diffusione del gioco, in particolare online, tra giovani e giovanissimi.
La rete del gioco italiano infatti consta di 15 milioni di conti gioco attivi, 55 tipologie di lotterie istantanee, 47 tipologie di Gratta e Vinci e oltre 310 mila slot. Questi dati veramente danno il polso della situazione e sono di estrema preoccupazione.
Sono diverse le ragioni che rendono urgente questa riflessione complessiva sul settore del gioco d’azzardo, prima fra tutte la frammentazione normativa, tanto in termini di competenze quanto anche di organicità della disciplina vigente che alterna vistose lacune a norme spesso completamente inefficaci o addirittura in alcuni casi completamente disattese. Nella materia interviene oltretutto una normazione multilivello che contribuisce a creare un panorama disomogeneo a scapito degli operatori e anche degli interventi che sono assolutamente necessari.
La mancata attuazione delle norme contenute nel cosiddetto decreto Balduzzi del 2012, che prevedeva una progressiva pianificazione territoriale delle attività del gioco e l’introduzione di distanze minime dai luoghi sensibili come scuole, strutture sanitarie e luoghi di culto, così come il mancato completamento della riforma prevista dalla delega fiscale, la legge 111 del 2023, contribuiscono a mantenere una situazione di incertezza regolatoria.
Da questo punto di vista esprimiamo preoccupazione anche perché la crescita esponenziale del fatturato, con proporzionale aumento del gettito fiscale, ha progressivamente trasformato il gioco d’azzardo in una voce di entrata sempre più importante per l’erario e quindi ciò spinge di fatto il legislatore ad adottare politiche volte a stabilizzare queste entrate. Un gettito che a sua volta andrebbe ponderato con il correlato aumento della spesa pubblica in campo sanitario e sociale, in particolare per la cura delle dipendenze e dei loro effetti sulle famiglie delle vittime di questo sistema, nonché per il contrasto ai fenomeni criminali collegati come il riciclaggio di denaro oppure conseguenti come l’usura, che si manifestano sia a livello di microcriminalità sia di criminalità organizzata.
Infatti il richiamato Libro nero sull’azzardo si esprime testualmente in questo modo: l’espansione dell’offerta di azzardo legale, presentata decenni fa come strumento per contrastare la criminalità organizzata, ha prodotto un effetto inatteso, la costruzione di una vera e propria dipendenza dello Stato dall’azzardo. Ogni ampliamento di tale offerta allarga la platea dei giocatori, ogni riduzione degli utili marginali spinge a nuovi ampliamenti, un circolo vizioso che non si chiude mai, con effetti a dir poco dubbi sul contrasto alle infiltrazioni criminali.
Le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia evidenziano che tra il 2010 e il 2024 sono stati 147 i clan censiti che hanno investito e operato nel settore in 16 regioni e sotto la lente di 25 procure antimafia. Dietro il business del gioco d’azzardo italiano si cela anche una fitta rete di società di gestione e concessionari costituita da circa 300 soggetti autorizzati dallo Stato e oltre 3.000 imprese territoriali che ne curano la distribuzione. Un vero e proprio risiko di scatole societarie, fondi di investimento e sedi nei paradisi fiscali che sfrutta un sistema opaco, proprio anche a causa della disomogeneità normativa, grazie al quale le consorterie mafiose alimentano i loro profitti, in cui convivono azzardo legale e illegalità.
Numerosi studi evidenziano la crescita vertiginosa del gioco d’azzardo, sicuramente trainata soprattutto dal settore online, con gravi ripercussioni sulla salute ma anche sul reddito dei cittadini e denunciano il preoccupante e consolidato oscuramento informativo da parte delle autorità istituzionali. Numerosi studi dimostrano inoltre l’impatto negativo della pubblicità, anche durante le manifestazioni sportive, come elemento scatenante dell’approccio a queste attività, facendone un rilevante ostacolo proprio per le politiche di prevenzione, soprattutto per quelle fasce di popolazione più vulnerabili.
Come Alleanza Verdi e Sinistra, con la nostra mozione a prima firma della collega Zanella, avevamo inserito alcuni impegni che purtroppo sono stati frustrati dalla volontà del Governo di fare un calderone di un paio di impegni generici con la formula ‘a valutare l’opportunità’ per tutte le mozioni delle opposizioni. Noi chiedevamo non solo un riordino normativo, ma anche iniziative per ripristinare il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo senza deroghe, per evitare che offerte e operatori del gioco siano presenti sui media e durante gli eventi sportivi, respingere qualsiasi richiesta di compartecipazione degli enti territoriali al gettito delle slot, garantire il diritto di accesso ai dati sulla diffusione del gioco d’azzardo nel nostro Paese, ricostituire presso il Ministero della Salute l’Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo e predisporre un bilancio sociale annuale dell’azzardo da sottoporre al Parlamento.
Esprimiamo quindi rammarico perché in questo modo il Governo non ci consente oggi in Aula di poter entrare nel merito dei singoli impegni non solo della nostra mozione ma di tutte le opposizioni. Da questo punto di vista lo ritengo davvero un’occasione persa”.
PressGiochi






