14 Luglio 2026 - 23:09

Riordino del gioco, Pedrizzi a PressGiochi: “Non si può più attendere, ma manca una vera cabina di regia”

Mentre si riaccende il confronto sul riordino del gioco fisico e il Governo punta ad approvare il decreto legislativo entro il 29 agosto, termine ultimo previsto dalla legge delega fiscale,

26 Giugno 2026

Mentre si riaccende il confronto sul riordino del gioco fisico e il Governo punta ad approvare il decreto legislativo entro il 29 agosto, termine ultimo previsto dalla legge delega fiscale, il senatore Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, interviene sulle criticità che, a suo giudizio, hanno accompagnato l’intero percorso di riforma.

“Al Consiglio dei Ministri – afferma il senatore –  è stato trasmesso un testo, presentato anche alla Conferenza Stato-Regioni, che in sostanza ripercorreva i principi della delega fiscale senza però sciogliere i nodi reali che da anni impediscono di raggiungere un accordo organico sulla distribuzione dell’offerta di gioco sul territorio e sulle attribuzioni delle varie competenze e deleghe. Non a caso, la Conferenza Stato-Regioni si e’ espressa molto genericamente e senza troppo entusiasmo.

Una riforma di questa portata avrebbe richiesto una cabina di regia autorevole ed a più voci, che invece è mancata. Un intervento così complesso, che coinvolge una pluralità di competenze e settori operativi, avrebbe dovuto vedere impegnati non soltanto i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre che i bravi dirigenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma anche i rappresentanti del ministero della Salute e degli Interni. Come si può affrontare il tema della dipendenza da gioco senza il contributo del Ministero della Salute? E come si possono introdurre limiti e prescrizioni per contrastare l’illegalità e la criminalità organizzata, senza ascoltare gli esperti del Ministero dell’Interno?

Di fatto, una riforma attesa da quasi vent’anni è stata affidata ai soli tecnici, per quanto competenti, senza il necessario coinvolgimento degli altri organismi istituzionali. Questa carenza nella governance ha contribuito a lasciare irrisolti molti dei problemi strutturali del settore.
Un secondo elemento che potrebbe spiegare la rinuncia ad esercitare la delega fiscale – continua Pedrizzi – riguarda il mancato coinvolgimento dei soggetti interessati. E non mi riferisco soltanto alla filiera del gioco, ma anche al mondo accademico e universitario. Sarebbe stato necessario costruire le scelte politiche su solide basi scientifiche, supportate da studi e ricerche di istituzioni indipendenti e quindi pienamente affidabili”.

 

L’intervista integrale al senatore Pedrizzi sarà pubblicata sul prossimo numero di PressGiochi MAG, online e in distribuzione dal 1° luglio.

Cristina Doganini – PressGiochi