Mentre si riaccende il confronto sul riordino del gioco fisico e il Governo punta ad approvare il decreto legislativo entro il 29 agosto, termine ultimo previsto dalla legge delega fiscale,
Mentre si riaccende il confronto sul riordino del gioco fisico e il Governo punta ad approvare il decreto legislativo entro il 29 agosto, termine ultimo previsto dalla legge delega fiscale, il senatore Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, interviene sulle criticità che, a suo giudizio, hanno accompagnato l’intero percorso di riforma.
“Al Consiglio dei Ministri – afferma il senatore – è stato trasmesso un testo, presentato anche alla Conferenza Stato-Regioni, che in sostanza ripercorreva i principi della delega fiscale senza però sciogliere i nodi reali che da anni impediscono di raggiungere un accordo organico sulla distribuzione dell’offerta di gioco sul territorio e sulle attribuzioni delle varie competenze e deleghe. Non a caso, la Conferenza Stato-Regioni si e’ espressa molto genericamente e senza troppo entusiasmo.
Una riforma di questa portata avrebbe richiesto una cabina di regia autorevole ed a più voci, che invece è mancata. Un intervento così complesso, che coinvolge una pluralità di competenze e settori operativi, avrebbe dovuto vedere impegnati non soltanto i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre che i bravi dirigenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma anche i rappresentanti del ministero della Salute e degli Interni. Come si può affrontare il tema della dipendenza da gioco senza il contributo del Ministero della Salute? E come si possono introdurre limiti e prescrizioni per contrastare l’illegalità e la criminalità organizzata, senza ascoltare gli esperti del Ministero dell’Interno?
Di fatto, una riforma attesa da quasi vent’anni è stata affidata ai soli tecnici, per quanto competenti, senza il necessario coinvolgimento degli altri organismi istituzionali. Questa carenza nella governance ha contribuito a lasciare irrisolti molti dei problemi strutturali del settore.
Un secondo elemento che potrebbe spiegare la rinuncia ad esercitare la delega fiscale – continua Pedrizzi – riguarda il mancato coinvolgimento dei soggetti interessati. E non mi riferisco soltanto alla filiera del gioco, ma anche al mondo accademico e universitario. Sarebbe stato necessario costruire le scelte politiche su solide basi scientifiche, supportate da studi e ricerche di istituzioni indipendenti e quindi pienamente affidabili”.
L’intervista integrale al senatore Pedrizzi sarà pubblicata sul prossimo numero di PressGiochi MAG, online e in distribuzione dal 1° luglio.
Cristina Doganini – PressGiochi






