Mentre alla Camera dei deputati sono in discussione tre mozioni sul tema del gioco pubblico, il direttore centrale Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Mario Lollobrigida, invita a considerare
Mentre alla Camera dei deputati sono in discussione tre mozioni sul tema del gioco pubblico, il direttore centrale Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Mario Lollobrigida, invita a considerare che il percorso di riforma del settore non è ancora concluso. Intervenendo sul tema, Lollobrigida ha sottolineato come le iniziative parlamentari attualmente all’esame dell’Aula rischino di anticipare un confronto che dovrà invece svilupparsi nell’ambito dell’iter previsto per il decreto legislativo di riordino del gioco fisico.
“Queste iniziative – ha affermato il direttore ai giochi di ADM Mario Lollobrigida – stanno in qualche modo anticipando il confronto che dovrà svolgersi sul testo del decreto legislativo sul riordino del gioco fisico.
Il provvedimento, infatti, deve ancora completare il proprio iter. Prima dovrà essere esaminato dal Consiglio dei Ministri e successivamente passare all’esame della Conferenza Stato-Regioni, sede nella quale dovrà essere raggiunta un’intesa sul testo finale. Senza tale accordo non sarà possibile definire regole che abbiano validità nazionale e che possano essere applicate in modo uniforme.
L’obiettivo della riforma è anche quello di rafforzare la tutela del giocatore, attraverso una maggiore attenzione all’individuazione di eventuali situazioni di rischio e alla prevenzione dei comportamenti problematici. In quest’ottica abbiamo previsto attività specifiche, tra cui la formazione continua obbligatoria per tutti gli operatori del gioco.
Attualmente questo tipo di formazione è prevista soltanto da alcune normative regionali; in diversi casi, però, pur essendo stata introdotta, non è mai stata realmente attuata. La nostra intenzione è invece quella di renderla omogenea a livello nazionale, coinvolgendo direttamente i concessionari e definendo programmi formativi strutturati, elaborati con il contributo del Ministero della Salute.
Molte delle osservazioni che vengono avanzate in questa fase rappresentano posizioni che, ad oggi, non sono state condivise né con il Governo né con le Regioni. Si tratta spesso di valutazioni provenienti da singole iniziative parlamentari, mentre la riforma dovrà essere costruita attraverso un confronto istituzionale che tenga conto di tutti gli elementi in campo.
Il percorso non sarà semplice e richiederà ancora tempo, perché dovranno essere raccolte e valutate tutte le osservazioni. Tuttavia, il lavoro svolto finora è stato significativo e costituisce una base importante per arrivare a una riforma equilibrata.
Noi, come tecnici, abbiamo il compito di fornire supporto e competenze. Le valutazioni di carattere politico spettano invece al Parlamento e al Governo, che dovranno assumere le decisioni finali”.
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