19 Maggio 2026 - 17:47

Riordino del gioco fisico, il decreto entra nel vivo: oggi il primo confronto tecnico in Conferenza Unificata

Entra nella fase operativa il percorso di riforma del gioco fisico in Italia. C’è attesa per l’incontro di oggi: alle 11.00 il decreto legislativo che riformerà il settore del gioco

10 Aprile 2026

Entra nella fase operativa il percorso di riforma del gioco fisico in Italia.

C’è attesa per l’incontro di oggi: alle 11.00 il decreto legislativo che riformerà il settore del gioco fisico sarà sottoposto al primo esame “pubblico” da parte dei tecnici del MEF e dei rappresentanti degli enti locali in Conferenza Unificata. Fonti ufficiali confermano a PressGiochi che la riunione è stata convocata dal Dipartimento per gli Affari regionali e vedrà la partecipazione dei rappresentanti della Conferenza Unificata e del MEF. Si tratta di un passaggio atteso da settimane dal comparto, che segna l’avvio concreto del percorso istituzionale della riforma.

Sebbene il confronto odierno mantenga una natura tecnica e riservata, si tratta del primo momento in cui il testo sarà esaminato nel dettaglio. Ricordiamo che l’ultimo incontro si era tenuto nel gennaio 2024.

Al centro del riordino c’è la ridefinizione della distribuzione dell’offerta di gioco sul territorio, con particolare attenzione ai distanziometri e agli orari di apertura. Un nodo complesso, che intreccia esigenze di regolazione locale, equilibrio del gettito fiscale e scelte sulle future concessioni. Temi destinati ad avere un impatto strutturale sull’intero settore.

Negli ultimi anni, infatti, ordinanze comunali e leggi regionali hanno prodotto un quadro fortemente disomogeneo, soprattutto per quanto riguarda distanze dai luoghi sensibili e limiti orari. La riforma punta a superare questa frammentazione introducendo criteri uniformi a livello nazionale, con l’obiettivo di rendere più coerente l’offerta legale e rafforzare il contrasto al gioco irregolare.

Tra le ipotesi in campo, emerge una differenziazione delle distanze minime in base alla tipologia di punto gioco: per gli esercizi certificati si ipotizza una soglia di 100 metri da luoghi sensibili come scuole e RSA, mentre per quelli non certificati il limite salirebbe a 200 metri, secondo l’ultima bozza in circolazione. Una distinzione che si inserisce nella strategia di promuovere un’offerta più controllata e tracciabile.

Parallelamente, la riforma interviene anche sul sistema concessorio. I nuovi bandi di gara potrebbero essere assegnati con il criterio del massimo rialzo e accompagnati da una riduzione significativa del numero di punti e apparecchi. Tra le proposte più discusse vi è inoltre l’innalzamento dei limiti di concentrazione di mercato dal 25% al 35-40%, una misura che, secondo diversi osservatori, potrebbe favorire una forte concentrazione delle concessioni in capo a pochi grandi operatori dotati di elevata capacità finanziaria.

Su questo fronte arrivano le prime stime critiche. Domenico Faggiani, componente dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico della Regione Lazio, ha evidenziato come le gare così concepite potrebbero determinare “una perdita di oltre 1,6 miliardi di euro di gettito fiscale annuo per lo Stato italiano”, oltre a mettere a rischio circa 24.000 posti di lavoro su un totale di 50.000 addetti tra diretti e indiretti.

Preoccupazioni condivise anche dalle associazioni di categoria. Il presidente di Acadi, Geronimo Cardia, ha sottolineato che “occorre evitare che il riassetto del settore produca effetti collaterali indesiderati, come un’eccessiva concentrazione dell’offerta o livelli di prezzi di accesso non sostenibili per gli operatori, soprattutto in assenza di un adeguato rinnovamento e aggiornamento dei prodotti. Questi elementi rischiano di incidere negativamente su interessi pubblici quali l’equilibrio nel rapporto pubblica amministrazione/privati, la tutela della salute, del gettito, dell’occupazione e delle medio piccole imprese italiane”.

Sul tema della concorrenza è intervenuto anche il senatore Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, che ha richiamato l’attenzione sul rischio di una deriva oligopolistica. “La riforma del gioco pubblico entra nella fase decisiva, ma tra operatori e osservatori cresce la preoccupazione per l’assenza di un pieno confronto politico”, ha dichiarato, aggiungendo che “il mercato è già oggi vicino a una condizione di duopolio. Senza correttivi, si potrebbe arrivare a un oligopolio con effetti distorsivi sulla concorrenza”.

Inoltre Pedrizzi, ha confermato che l’Autorità Antitrust starebbe incontrando alcuni concessionari proprio per approfondire questo aspetto.

Temi questi, oltre quelli legati alla distribuzione dell’offerta, che avrebbero un impatto locale e potrebbero chiamare in causa anche regioni e comuni, che potrebbero voler intervenire anche sulla questione delle gare.

L’iter del decreto si preannuncia articolato, mentre i tempi stringono.

Dopo il passaggio in Conferenza Unificata, il testo infatti dovrà essere approvato dal Consiglio dei Ministri e successivamente esaminato dalle Commissioni parlamentari, dove potrà essere oggetto di modifiche prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per il settore si tratta di un momento chiave. La giornata di oggi, dunque, segna l’inizio di una fase cruciale: il riordino del gioco fisico entra finalmente nel vivo, tra aspettative di razionalizzazione e timori per gli equilibri futuri del mercato.

PressGiochi