19 Aprile 2026 - 19:39

Riordino del gioco, De Bertoldi (Lega): “Serve una riforma guidata dalla politica, no al rischio oligopolio”

Nel corso di un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze alla Camera sul riordino del settore del gioco pubblico, il deputato della Lega Andrea De Bertoldi ha sollevato una serie

11 Marzo 2026

Nel corso di un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze alla Camera sul riordino del settore del gioco pubblico, il deputato della Lega Andrea De Bertoldi ha sollevato una serie di interrogativi sulle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane riguardo ai futuri bandi di concessione e al percorso della riforma. In particolare, De Bertoldi ha richiamato l’attenzione del Governo sul rischio che alcune scelte possano favorire una forte concentrazione del mercato, con possibili effetti negativi sulla concorrenza, sulle piccole e medie imprese del settore e sull’occupazione. Il parlamentare ha inoltre sottolineato la necessità che sia la politica, e non solo l’amministrazione tecnica, a determinare le linee guida di un comparto che garantisce allo Stato oltre 10 miliardi di euro di entrate.

“Il tema riguarda la riforma del gioco legale – ha spiegato l’onorevole presentanto l’interrogazione – . I punti principali sono quelli che sono stati affrontati in due convegni molto partecipati che si sono svolti nelle ultime settimane, ai quali hanno preso parte centinaia di persone.

Il primo riguarda il riordino territoriale tra Regioni e Comuni. Vorremmo capire dal Governo a che punto siamo su questo tema.

Il secondo aspetto riguarda alcune indiscrezioni circolate recentemente, secondo cui nei bandi delle concessioni potrebbero esserci meno lotti, valori d’asta più elevati e un innalzamento della percentuale di concentrazione delle concessioni.

Se così fosse – e naturalmente attendo una risposta da lei – ciò potrebbe determinare una evidente lesione della libera concorrenza, con il rischio di creare un oligopolio, peraltro in gran parte gestito da multinazionali. Questo potrebbe portare alla chiusura di molte piccole e medie imprese italiane, con oltre 150 mila posti di lavoro a rischio, e a un prevedibile e grave calo del gettito erariale. Ciò potrebbe verificarsi nel caso in cui si creasse una coincidenza tra i detentori delle concessioni online, dove la tassazione è ridotta, e quelli del gioco fisico, dove invece la tassazione è circa tre volte maggiore.

Infine, e concludo, Sottosegretario: le associazioni di categoria e le imprese sono state ascoltate? Vengono coinvolte? Parlare di un decreto legislativo – che, come lei ben sa, non è emendabile – senza aver prima sentito le categorie interessate mi sembrerebbe davvero qualcosa di inaudito”.

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“Come lei ha ribadito – ha quindi replicato il deputato alla risposta del Sottosegretario – , e come avevo anticipato nella mia introduzione, si parla del parere delle Commissioni e non di attività emendativa. Un decreto legislativo dovrebbe poggiare su due pilastri.

Il primo deve essere il frutto del lavoro della politica, quindi della maggioranza di governo, più che dell’Agenzia. Ho sentito infatti parlare di un lavoro svolto dall’Agenzia, cioè dall’amministrazione. Io invece ritengo che debba essere la politica a determinare il futuro di un settore strategico per il nostro Paese.

Ricordo che si tratta di un comparto che porta oltre 10 miliardi di euro all’erario, circa 12 miliardi che vengono investiti nel welfare, nella sanità e nelle infrastrutture. Un settore così determinante non può lasciare all’Agenzia la decisione finale: deve essere il Governo, la maggioranza, a indicare la direzione.

Quello che avrei voluto sentire è che le indiscrezioni che circolano – e che ho citato nella mia introduzione – non corrispondono al vero. Me lo auguro davvero, perché se le indiscrezioni che emergono nei convegni e negli incontri con le associazioni di impresa fossero fondate, significherebbe che la direzione intrapresa è quella dell’oligopolio. Questo vorrebbe dire mettere a rischio migliaia di imprese e di posti di lavoro.

Sono certo che questa non sia la volontà del Governo e della maggioranza, che da sempre si sono posti a difesa delle piccole e medie imprese e del territorio. Tuttavia vorrei che fosse più esplicito il ruolo della politica e che fosse più rilevante rispetto a quello dell’Agenzia delle Dogane, che resta un organo tecnico.

Concludo quindi con una speranza: che davvero la politica possa avere un ruolo prevalente rispetto agli organi tecnici dell’Agenzia”.

PressGiochi

 

Fonte immagine: https://www.lavocedelpatriota.it