21 Ottobre 2020 - 08:57

Rimini. Giocatori in cura dal Sert in calo, ma dati preoccupanti sui minori. Il Cons. Giaffreda: “Il comune si deve muovere”

“Quella del gioco d’azzardo è un industria floridissima, tant’è che gli sponsor della nazionale e del Rimini calcio sono due aziende leader nel settore. Il gioco fa parte della nostra società,

25 Novembre 2016

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“Quella del gioco d’azzardo è un industria floridissima, tant’è che gli sponsor della nazionale e del Rimini calcio sono due aziende leader nel settore. Il gioco fa parte della nostra società, della nostra vita, ma quanto siamo consapevoli della ricchezza che perdiamo? E soprattutto quante persone si impoveriscono e si rovinano con il gioco d’azzardo? Poche persone oggi si recano agli sportelli del Sert, non c’è consapevolezza del problema e si tende a nasconderlo, ma i numeri sono in progressivo aumento. La cosa più grave sono i dati in aumento relativi ai giovani e giovanissimi”.

In questo modo il consigliere comunale di Rimini, Kristian Giaffreda della lista “Rimini Attiva” commenta i dati riferiti all’interno del convegno di Bologna “In nome della Legalità 2.0.

In provincia di Rimini nel 2015 sono stati spesi quasi 600 milioni euro nel gioco d’azzardo  (593.356.269 euro), escluso il gioco online. Rimini ha anche il dato più alto per quanto riguarda il gioco tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni: giocano quattro ragazzi su dieci. Rispetto alla media nazionale, inoltre, ha percentuali di rischio dipendenza più alte, dal medio rischio fino al rischio patologico. Le tipologie più diffuse sono Gratta e Vinci e Superenalotto. Più staccate le scommesse sportive. In controtendenza all’aumento a livello regionale, a Rimini i casi seguiti dal Sert sono calati: dagli 83 del 2013 ai 65 del 2015.

Per questo motivo Giaffreda e la sua lista chiede alcune azioni al comune: non concedere il patrocinio a iniziative promosse da aziende che operano nel settore del gioco; creare un intergruppo nel Consiglio Comunale per promuovere azioni specifiche di contrasto al gioco d’azzardo; introdurre limiti all’apertura di nuove sale slot in aree sensibili (come vicino alle scuole) e limiti d’orario. Rimini Attiva, in linea con quanto promosso dalla Regione, propone poi la diffusione del marchio Slot free per gli esercizi commerciali virtuosi con incentivi, anche economici, per chi toglie le slot.

Bologna. “In nome della legalità 2.0”. Gonzalez (Codere): “Il Testo Unico Regionale dell’Emilia Romagna, un grande passo avanti contro il GAP”

 

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