Nel corso di Enada Rimini 2026, il tema delle nuove concessioni e dell’evoluzione normativa è stato al centro del dibattito sul futuro del settore. Luca Giacobbe ha analizzato i principali
Nel corso di Enada Rimini 2026, il tema delle nuove concessioni e dell’evoluzione normativa è stato al centro del dibattito sul futuro del settore. Luca Giacobbe ha analizzato i principali cambiamenti introdotti dalla riforma, dagli investimenti richiesti agli operatori fino all’impatto su rete distributiva e giocatori, evidenziando come il quadro regolatorio stia ridisegnando equilibri e modelli operativi, con effetti significativi anche sullo sviluppo dell’omnicanalità.
Luca Giacobbe nel suo intervento ha ricordato come, fino a ottobre 2025, l’ADM abbia sottoscritto le nuove concessioni con gli operatori, al termine di un percorso normativo lungo e articolato, avviato con la delega fiscale n. 111 del 2023. Il bando, pubblicato a dicembre 2024, ha richiesto investimenti significativi da parte delle aziende partecipanti, con un costo di accesso pari a circa 7 milioni di euro, che ha di fatto rappresentato anche un elemento di selezione del mercato.
Tra gli aspetti di maggiore impatto introdotti dalla riforma, Giacobbe ha evidenziato innanzitutto il punto vendita ricarica (PVR), per il quale è prevista l’istituzione di un apposito Albo. Il PVR viene configurato come soggetto dedicato all’erogazione di servizi accessori, quali la ricarica e la sottoscrizione del conto di gioco. Su questo fronte, incide in modo rilevante anche il limite alla raccolta in contanti, fissato a 100 euro settimanali.
Un altro cambiamento rilevante riguarda la scomparsa delle cosiddette “skin”: in passato ogni concessionario poteva avvalersi di operatori virtuali, mentre oggi la concessione stabilisce che la raccolta possa avvenire esclusivamente attraverso un sito proprietario.
Guardando all’impatto delle nuove norme sui giocatori, Giacobbe ha sottolineato come l’attuale contesto regolamentare non favorisca l’omnicanalità, introducendo limiti alla possibilità per l’utente di passare agevolmente da un canale di gioco all’altro. Secondo Giacobbe, è inoltre riduttivo parlare di “giocatore” in senso astratto: esistono infatti segmentazioni diverse, con abitudini e comportamenti differenti. Alcuni utenti sono già orientati verso pagamenti digitali e wallet, mentre altri restano fortemente legati al contante e potrebbero quindi tornare al gioco terrestre. Per questo, risulta difficile formulare una valutazione uniforme.
In questo scenario, i pagamenti digitali possono rappresentare un elemento chiave di integrazione tra online e retail, diventando il vero vettore per sviluppare un’omnicanalità efficace. Allo stesso tempo, contribuiscono a rafforzare la compliance, in quanto il sistema normativo italiano si fonda su strumenti di pagamento tracciabili.
Infine, Giacobbe ha affrontato il tema della formazione della filiera, evidenziando come i concessionari siano già oggi soggetti a obblighi particolarmente onerosi. L’investimento richiesto corrisponde al 10% dell’una tantum versata, pari a circa 700mila euro, mentre a partire dal terzo anno i costi sono parametrati alla raccolta nazionale, con impatti economici rilevanti. Tali risorse devono includere anche la formazione del personale. Inoltre, il decreto prevede la possibilità per i concessionari di dotarsi di strumenti di intelligenza artificiale per il monitoraggio di frodi e anomalie, con ulteriori investimenti tecnologici che si sommano a quelli già necessari per la formazione.
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