10 Giugno 2026 - 23:34

Riforma del calcio, annunciato in Senato il ddl Marcheschi

È stato presentato al Senato il 14 maggio 2026 il disegno di legge a firma del senatore Paolo Marcheschi, annunciato nella seduta n. 420 di Palazzo Madama, che punta a

19 Maggio 2026

È stato presentato al Senato il 14 maggio 2026 il disegno di legge a firma del senatore Paolo Marcheschi, annunciato nella seduta n. 420 di Palazzo Madama, che punta a riformare il sistema calcio italiano attraverso una nuova redistribuzione delle risorse generate dal mercato delle scommesse sportive.

Secondo quanto emerso nelle ultime settimane e confermato dal testo del provvedimento, il ddl introduce un contributo pari al 2% sulle scommesse relative agli eventi calcistici organizzati dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio e dalle leghe affiliate. La misura, che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, si inserisce in un più ampio progetto di riforma del calcio italiano finalizzato a rafforzare la sostenibilità economica del settore, incentivare i vivai e sostenere infrastrutture e calcio femminile senza ricorrere ad aiuti pubblici diretti.

L’articolo 4 del disegno di legge, intitolato “Contributo ex quota ‘Schedina Totocalcio’ a FIGC”, modifica l’articolo 38 del decreto-legge n. 223 del 2006 introducendo il nuovo comma 9-decies.

La norma stabilisce che, per ogni scommessa sportiva raccolta in Italia — sia nella rete fisica sia online — avente ad oggetto competizioni calcistiche FIGC, i concessionari saranno tenuti a versare alla Federazione un contributo pari al 2% dell’importo giocato.

Secondo le stime circolate nelle ultime settimane, il prelievo potrebbe generare circa 320 milioni di euro annui a fronte di una raccolta stimata di circa 16 miliardi di euro sulle scommesse calcistiche.

Il contributo dovrà essere versato trimestralmente dai concessionari secondo modalità che saranno definite con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con l’Autorità politica delegata allo sport, entro sei mesi dall’entrata in vigore della disposizione.

Il ddl individua anche la destinazione vincolata delle somme raccolte. In particolare:

  • almeno il 50% dovrà essere destinato allo sviluppo dei settori giovanili, compreso il calcio femminile, alla formazione e valorizzazione di calciatori convocabili nelle nazionali italiane, oltre che agli investimenti sugli impianti sportivi pubblici e ai centri federali territoriali;
  • almeno il 30% sarà riservato a programmi di prevenzione e contrasto della ludopatia e del gioco d’azzardo patologico, oltre che a progetti sociali contro l’abbandono dello sport tra i giovani;
  • il restante 20% dovrà sostenere il calcio femminile e le scuole calcio dilettantistiche attraverso criteri di ripartizione definiti dalla FIGC.

La Federazione sarà inoltre obbligata a presentare ogni anno una relazione certificata sull’utilizzo delle risorse al Presidente del Consiglio o all’Autorità delegata allo sport.

Uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda la neutralità finanziaria per lo Stato. Il testo prevede infatti che gli oneri derivanti dall’introduzione del contributo vengano compensati tramite una riduzione proporzionale del PREU sulle scommesse sportive, così da garantire l’invarianza del gettito erariale complessivo. Le modalità tecniche della riduzione saranno definite nel decreto attuativo previsto dalla norma.

Nel testo del ddl viene richiamato esplicitamente il principio del “diritto alla scommessa” (“right to bet”), secondo cui una quota dei ricavi generati dalle scommesse sugli eventi sportivi dovrebbe essere redistribuita a favore dello sport stesso. La proposta cita infatti la Relazione Creutzmann del Parlamento europeo del 15 novembre 2011 sul gioco online nel mercato interno, che sosteneva la necessità di collegare economicamente il settore delle scommesse al finanziamento delle attività sportive e della loro integrità.

La misura riapre così in Italia il dibattito sul rapporto tra betting e sport professionistico, tema già affrontato in passato con il modello della storica quota destinata al calcio attraverso la “Schedina Totocalcio”.

PressGiochi

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