È pronto per essere depositato nei banchi del Senato il disegno di legge a firma del senatore Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia, recante disposizioni per il potenziamento dei vivai e
È pronto per essere depositato nei banchi del Senato il disegno di legge a firma del senatore Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia, recante disposizioni per il potenziamento dei vivai e la sostenibilità del sistema calcio. Tra le misure più rilevanti contenute nella proposta emerge l’introduzione di un prelievo del 2% sulle scommesse sportive legate al calcio, destinato a finanziare in modo strutturale il movimento calcistico italiano.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare la sostenibilità economica del settore senza ricorrere a risorse pubbliche, valorizzando invece i flussi già esistenti nel mercato del betting. Il principio alla base è quello del “diritto alla scommessa” (right to bet), secondo cui una parte dei proventi generati dalle scommesse sugli eventi sportivi deve essere redistribuita a favore dello sport stesso.
La misura prevede che, a partire dal 1° gennaio 2027, i concessionari versino alla Federazione Italiana Giuoco Calcio un contributo pari al 2% dell’importo giocato su eventi calcistici. Le risorse raccolte saranno destinate in larga parte allo sviluppo dei settori giovanili, alla realizzazione e ammodernamento degli impianti sportivi e alla crescita del calcio femminile, con una quota significativa riservata anche a programmi di contrasto alla ludopatia.
Di seguito, il testo integrale dell’articolo 4:
Art. 4
(Contributo ex quota “Schedina Totocalcio” a FIGC)
All’articolo 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, dopo il comma 9-novies è inserito il seguente: «9-decies. A decorrere dal 1° gennaio 2027, per ciascuna scommessa sportiva raccolta in Italia, sia su rete fisica sia a distanza, avente ad oggetto eventi calcistici organizzati dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio o dalle Leghe professionistiche e dilettantistiche ad essa affiliate, i concessionari per la raccolta del gioco sono tenuti a versare alla Federazione Italiana Giuoco Calcio un contributo pari al 2 per cento dell’importo giocato, da suddividere in base a parametri percentuali a favore dei soggetti organizzatori delle competizioni.
Il contributo di cui al primo periodo è versato trimestralmente dai concessionari alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, secondo modalità e termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con l’Autorità politica delegata in materia di sport, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
Il contributo è destinato, per almeno il 50 per cento, allo sviluppo dei settori giovanili, anche femminili, alla formazione e all’utilizzo di calciatori convocabili per le squadre nazionali italiane, al sostegno degli investimenti negli impianti sportivi di proprietà pubblica e allo sviluppo dei centri federali territoriali; per almeno il 30 per cento, al finanziamento di programmi di prevenzione e contrasto della ludopatia, del gioco d’azzardo patologico e per progetti sociali finalizzati a combattere l’abbandono dello sport, con particolare attenzione alle fasce giovanili; il restante 20 per cento, la Federazione dovrà destinarlo, secondo parametri da determinare in maniera equitativa, per lo sviluppo del Calcio Femminile e a favore delle scuole calcio gestite da società dilettantistiche.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio presenta annualmente al Presidente del Consiglio dei ministri o all’Autorità politica delegata in materia di sport, entro il 31 marzo, una relazione sull’utilizzo del contributo di cui al presente articolo, con rendicontazione certificata delle somme ricevute e delle destinazioni effettuate.»
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