08 Agosto 2026 - 17:35

Riforma Calcio, alla Camera pdl AVS: una quota dei proventi delle scommesse sportive per finanziare un fondo federale dedicato ai giovani

Una quota dei proventi derivanti dai giochi pubblici a base sportiva e dalle scommesse sugli eventi sportivi potrebbe essere destinata a finanziare un fondo federale per sostenere progetti sociali, sportivi

23 Luglio 2026

Una quota dei proventi derivanti dai giochi pubblici a base sportiva e dalle scommesse sugli eventi sportivi potrebbe essere destinata a finanziare un fondo federale per sostenere progetti sociali, sportivi e di formazione dei giovani calciatori.

È una delle novità contenute nella proposta di legge presentata alla Camera dai deputati di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Elisabetta Piccolotti, Filiberto Zaratti e altri, che punta a riformare il sistema calcistico italiano attraverso l’introduzione dell’azionariato popolare e una delega al Governo per il riordino del settore.

Tra i principi e criteri direttivi della delega prevista dall’articolo 5 figura infatti la possibilità di favorire l’istituzione di un fondo federale, alimentato da contributi annuali del CONI, delle società calcistiche e da una quota dei proventi dei giochi pubblici a base sportiva e delle scommesse sugli eventi sportivi. Le risorse dovrebbero essere destinate al finanziamento di progetti sociali e sportivi, al recupero di impianti e spazi di gioco sostenibili e inclusivi e alla promozione della formazione dei giovani.

La proposta di legge, assegnata alla Camera, è intitolata “Disposizioni per promuovere la partecipazione popolare alla titolarità di azioni e quote delle società sportive e delega al Governo per la riforma della disciplina del settore del calcio” e mira a coinvolgere direttamente i tifosi nella governance delle società sportive professionistiche e dilettantistiche attraverso il modello dell’azionariato popolare. Il meccanismo consentirebbe ai sostenitori dei club di acquisire quote societarie e partecipare alla vita delle società in qualità di soci investitori.

Nella relazione illustrativa, i firmatari motivano la necessità di una riforma evidenziando le criticità strutturali del calcio italiano. Secondo i deputati, la Serie A registra il dato più basso tra i cinque principali campionati europei per impiego di calciatori italiani cresciuti nei vivai: appena il 9% dei minuti complessivi disputati, contro oltre il 21% della Liga spagnola, il 14% della Ligue 1 francese e più del 13% di Bundesliga e Premier League.

Gli estensori della proposta sottolineano inoltre come il campionato italiano sia oggi quello con la maggiore presenza di giocatori stranieri, pari al 67,5%, mentre nei settori giovanili la quota supera il 32%. Una situazione che, secondo i proponenti, limita le opportunità di crescita dei giovani italiani e incide anche sui risultati della Nazionale.

Nella relazione si evidenzia inoltre che tra i cento migliori calciatori under 20 individuati recentemente dagli osservatori internazionali figura un solo italiano, mentre soltanto il 12% dei giocatori della Nazionale milita in campionati esteri, a fronte del 29% della Spagna e del 68% della Francia. Viene richiamato anche il tema dell’intensità del gioco: la Serie A registra infatti il minor tempo effettivo tra i principali campionati europei, con una media di 52 minuti e 55 secondi.

Secondo i promotori della proposta, il coinvolgimento dei tifosi nella proprietà delle società e una riforma organica del settore, accompagnata da nuovi strumenti di finanziamento destinati allo sviluppo del calcio giovanile anche attraverso una quota dei proventi delle scommesse sportive, potrebbero contribuire a rafforzare il movimento calcistico nazionale e consentire all’Italia di recuperare un ruolo da protagonista nel panorama calcistico internazionale.

PressGiochi

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