Si è aperto questa mattina a Napoli un confronto cruciale per il futuro operativo del comparto dei giochi legali. Al centro dell’attenzione il convegno “Giochi legali: Albo PVR e limiti
Si è aperto questa mattina a Napoli un confronto cruciale per il futuro operativo del comparto dei giochi legali. Al centro dell’attenzione il convegno “Giochi legali: Albo PVR e limiti di ricarica”, promosso da AGSI e CIGO, che riunisce istituzioni, esperti e operatori per fare chiarezza su uno dei passaggi più delicati per il settore: l’introduzione dei nuovi limiti alle ricariche in contanti dei conti gioco online.
L’obiettivo dell’incontro è analizzare criticità e implicazioni legate sia al tetto settimanale di 100 euro per le ricariche in contanti, sia al nuovo Albo dei Punti Vendita Ricariche (PVR), in un’ottica di tutela e sostenibilità del sistema.
“Se la norma dovesse entrare in vigore dal 13 maggio – ha esordito Pasquale Chiacchio dell’associazione Agsi -, così come previsto, riteniamo che avrebbe un impatto fortemente penalizzante su tutti gli operatori del settore dei giochi legali. Il limite di 100 euro settimanali per le ricariche dei conti online non appare, a nostro avviso, una misura equa”.
Il 13 maggio 2026 è la data prevista per l’entrata in vigore di una nuova misura che riguarda le modalità di ricarica dei conti di gioco online. Nel concreto, da quel giorno dovrebbe scattare il limite di 100 euro settimanali per le ricariche effettuate in contanti presso i Punti Vendita Ricariche (PVR). Questo significa che ogni utente potrà versare in contanti su un conto gioco online non più di 100 euro a settimana, indipendentemente dal numero di operazioni effettuate.
La norma si inserisce in un più ampio quadro di interventi volti a rafforzare la tracciabilità dei flussi di denaro e i presidi di controllo sul gioco online.
“Abbiamo già richiesto un incontro all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, auspicando un confronto costruttivo, ma a oggi siamo ancora in attesa di essere convocati. In assenza di riscontri, saremo costretti a valutare il ricorso alle vie legali, pur non essendo questa la nostra modalità preferita: crediamo infatti nel dialogo come strumento principale per risolvere le criticità.
Per questo chiediamo uno slittamento dell’entrata in vigore della norma, anche alla luce dei ricorsi pendenti presso il Consiglio di Stato, la cui discussione è prevista per settembre. Non si comprende perché debba essere resa immediatamente operativa proprio la disposizione sul limite di ricarica, senza attendere la pronuncia.
Inoltre, si tende a trascurare l’impatto sui consumatori, che si trovano improvvisamente disorientati, impossibilitati a compiere operazioni consentite da anni. Si tratta, dunque, di una misura che riteniamo fortemente penalizzante sia per gli operatori sia per gli utenti”.
Dello stesso parere Remo Fiori (presidente CIGO): “Il 13 maggio rappresenta la scadenza prevista per l’entrata in vigore della normativa e, in particolare, del limite di ricarica a 100 euro. Si tratta di un tema molto sentito dagli operatori dei PVR, perché riteniamo possa generare criticità legate a una forte limitazione dell’attività.
L’introduzione di questo tetto rischia infatti di creare ulteriori difficoltà per il mercato in una fase in cui gli operatori – e in particolare i concessionari – hanno investito risorse significative proprio sui PVR, presidiando il canale e affrontando anche procedure concessorie particolarmente onerose per poter continuare a operare.
Per questo auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, con l’obiettivo di individuare una soluzione condivisa che consenta di superare o rivedere il limite di ricarica.”
Massimo Cilenti (presidente Commissione Politiche Sociali del Comune di Napoli): “I passaggi parlamentari stanno delineando uno scenario che, di fatto, rischia di comprimere l’attività legale del settore. Da un lato non si interviene in modo organico per regolamentare il gioco online, dall’altro si finiscono per limitare attività che danno lavoro a decine di migliaia di persone e che garantiscono un importante gettito per lo Stato.
È un tema che andrebbe affrontato con maggiore profondità e confronto. Ho l’impressione che chi ha oggi la responsabilità di regolamentare la materia lo stia facendo più con approcci demagogici che attraverso un’analisi approfondita delle conseguenze.
La legge regionale campana, invece, rappresenta un modello avanzato di regolamentazione e ritengo possa essere presa ad esempio anche a livello nazionale.”
All’evento di Napoli era presente anche Emilio Zamparelli (presidente STS) che ha dichiarato: “Viviamo un paradosso: da una parte andiamo a regolamentare l’attività e dall’altra ne impediamo l’esercizio, direi che è assurdo. La norma è ispirata da un principio valido perché fino a ieri bastava alzare la serranda per allestire un Pvr e dunque era giusto regolamentare dopo 20 anni di mancata regolamentazione, ma se regolamentiamo il settore e le attività e nel contempo ne limitiamo l’esercizio è paradossale. Il settore oggi vive una situazione complessa e complicata. Le multe erogate agli esercizi che hanno sforato il limite dei 100 euro sono tante, ma purtroppo si deve registrare che il settore è impreparato perchè è un settore diviso. Pertanto, immaginare di avere un confronto con gli organi decisori senza un confronto all’interno della filiera è complesso e difficile. Il punto è che la norma è ingiusta e come tale andava messa in evidenza nel momento in cui il decreto è arrivato al Consiglio dei ministri e alle commissioni. In quel frangente, il settore purtroppo, pur di raggiungere il risultato del riordino, non ne ha parlato e non ha messo in evidenza che il limite di ricarica impediva l’attività. Alcuni di noi hanno delle responsabilità”.
L’avv. Luca Porfiri ha spiegato: “Come CIGO abbiamo bussato a tutte le porte nel tentativo di ottenere un’audizione. Attendiamo maggio per vedere se la situazione arriverà al punto in cui lo stesso Erario si renderà conto che non si può fare a meno di circa 20 miliardi di euro. Riordinare non significa svuotare il settore. Il limite dei 100 euro è una misura sbagliata e non ha nulla di realmente riconducibile all’antiriciclaggio: se si vuole fare antiriciclaggio si fa attraverso attività di indagine, non colpendo in modo indiscriminato un comparto economico che è parte rilevante del sistema legale e che ha contribuito e continuerà a contribuire alla legalità. È stata introdotta una norma con un numero rigido che non si elimina se non attraverso un intervento normativo successivo. Non basta un ricorso per rimuoverlo: serve arrivare all’autorità giudiziaria competente a valutare la legittimità delle norme. A settembre qualcuno dovrà assumere una decisione”.
“Il settore del gioco – ha chiarito l’avv. Alvise Vergerio di Cesana –è sempre stato considerato problematico per i rischi che comporta e, di conseguenza, può essere oggetto di limitazioni, ma queste devono sempre essere giustificate da un motivo imperativo di interesse pubblico. Nel caso specifico, però, non ravvedo tale motivo, perché la normativa antiriciclaggio esiste già e non vi è alcuna ragione per discriminare questa categoria rispetto ad altre attività economiche”.
“Le iniziative adottate a livello amministrativo non sono state positive, così come le interlocuzioni avute anche con le commissioni parlamentari. Un eventuale blocco dell’entrata in vigore della norma avrebbe riflessi anche sulle casse erariali: lo Stato non può prescindere dagli incassi generati dal settore del gioco. Questo elemento potrebbe indurre l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a rivedere le proprie posizioni. Attualmente sono pendenti quattro ricorsi al Consiglio di Stato e l’udienza di merito è fissata per il 24 settembre. In vista del 13 maggio, potrebbe inoltre essere presentata una nuova istanza cautelare allo stesso Consiglio di Stato”.
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