12 Settembre 2026 - 15:22

Repubblica Dominicana, riforma del settore del gioco: stretta sulle licenze e sconti fiscali per gli operatori

Il Congresso Nazionale della Repubblica Dominicana sta esaminando un nuovo quadro normativo per i giochi d’azzardo, con l’obiettivo di limitare la proliferazione delle ricevitorie della lotteria, rafforzare il contrasto al

25 Agosto 2026

Il Congresso Nazionale della Repubblica Dominicana sta esaminando un nuovo quadro normativo per i giochi d’azzardo, con l’obiettivo di limitare la proliferazione delle ricevitorie della lotteria, rafforzare il contrasto al gioco illegale e regolamentare le attività online.

Il progetto – originariamente presentato dal Governo e modificato dalla Camera dei Deputati – è ora tornato al Senato, dove la Commissione Finanze dovrà esaminare le modifiche prima della decisione definitiva. Se non sarà approvato entro gennaio 2027, tornerà a decadere.

Tra le principali novità figura un blocco di dieci anni sul rilascio di nuove licenze per le ricevitorie della lotteria, una volta pubblicato il registro ufficiale dei licenziatari (fanno eccezione i casinò inseriti in nuovi progetti alberghieri). Le licenze avranno una durata di dieci anni e saranno introdotte anche distanze minime per gli esercizi di gioco: 200 metri per le ricevitorie rispetto a determinati esercizi e fino a 500 metri per altri locali rispetto a scuole, ospedali, chiese e altre istituzioni.

Il progetto prevede la creazione della Direzione Generale dei Giochi d’Azzardo (DGJA), organismo autonomo incaricato di regolamentare, supervisionare e controllare il settore e di applicare le sanzioni. Per il gioco online viene introdotta un’imposta del 10% sulle vendite lorde e viene prevista la possibilità di bloccare domini e indirizzi IP delle piattaforme non autorizzate. Un Sistema Unico di Registrazione dovrà inoltre centralizzare le informazioni sulle scommesse e rafforzare i controlli contro il riciclaggio di denaro.

La proposta disciplina anche le macchine da gioco, con un ritorno minimo dell’85% delle somme giocate e un limite di 15 macchine per ogni ricevitoria di scommesse sportive. Sul fronte del gioco illegale, sono previste pene da uno a due anni di carcere per chi opera senza licenza o fuori dai luoghi autorizzati, mentre per condotte più gravi, come l’uso di prestanome o l’occultamento dei profitti, le pene possono arrivare fino a dieci anni. Sono inoltre previste sanzioni amministrative per infrazioni lievi, gravi e molto gravi, oltre a misure contro frodi e manipolazioni delle scommesse e dei risultati.

Uno degli aspetti più controversi riguarda però il regime speciale di agevolazioni fiscali previsto dall’articolo 192 del testo modificato dalla Camera. Gli operatori con imposte e tasse arretrate accumulate fino a dicembre 2025 potranno beneficiare di sconti sulle somme dovute, a condizione di essere formalmente regolarizzati e registrati presso gli organismi di controllo. Gli sconti saranno applicati secondo i parametri della Legge n. 30-26 e la DGJA, insieme al Ministero delle Finanze, al Ministero dell’Economia e alla Direzione Generale delle Imposte Interne (DGII), dovrà definirne le modalità operative.

Il beneficio riguarda non solo le ricevitorie della lotteria e le scommesse sportive, ma gli operatori dei giochi d’azzardo in generale. La misura ha però sollevato interrogativi per la mancanza di stime sul suo costo per lo Stato e di dati ufficiali sull’ammontare complessivo dei debiti interessati. Sono stati inoltre segnalati possibili conflitti di interesse, poiché alcuni parlamentari hanno interessi commerciali dichiarati nel settore delle scommesse e hanno partecipato alla discussione del progetto.

Il provvedimento resta quindi al vaglio del Senato, chiamato a decidere sulle modifiche della Camera dei Deputati prima dell’eventuale approvazione definitiva.

 

PressGiochi

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