03 Dicembre 2022 - 07:46

Relazione DIA II semestre 2021: “La mafia usa il gioco d’azzardo e lo considera uno strumento che ben si presta a qualsiasi forma di riciclaggio”

La Direzione Investigativa Antimafia pubblica la relazione semestrale della DIA presentata dal Ministro dell’interno e relativa all’analisi sui fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso del II semestre del 2021.

01 Ottobre 2022

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La Direzione Investigativa Antimafia pubblica la relazione semestrale della DIA presentata dal Ministro dell’interno e relativa all’analisi sui fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso del II semestre del 2021. L’analisi è realizzata sulla base delle evidenze investigative, giudiziarie e di prevenzione e conferma, ancora una volta, che il modello ispiratore delle diverse organizzazioni criminali di tipo mafioso appare sempre meno legato a eclatanti manifestazioni di violenza ed è, invece, rivolto verso l’infiltrazione economico-finanziaria. Ciò appare una conferma di quanto era stato già previsto nelle ultime Relazioni ed evidenzia la strategicità dell’aggressione ai sodalizi mafiosi anche sotto il profilo patrimoniale tesa ad arginare il riutilizzo dei capitali illecitamente accumulati per evitare l’inquinamento dei mercati e dell’Ordine pubblico economico.

 

Un settore di interesse mafioso è quello del controllo del gioco d’azzardo. Da anni le mafie tradizionalmente opportuniste e costantemente alla ricerca di nuove modalità di arricchimento considerano lo specifico settore oltre che fonte primaria di guadagno verosimilmente superiore al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e all’usura, uno strumento che ben si presta a qualsiasi forma di riciclaggio.

La mafia – si legge nella relazione nel capitolo dedicato alla criminalità organizzata siciliana – continua ad investire consistenti capitali attraverso la gestione diretta o indiretta di società concessionarie di giochi e di sale scommesse o mediante l’imposizione di slot machine. Non solo cosa nostra ma più in generale la criminalità organizzata di tipo mafioso risulta attivarsi per assumere la gestione dei centri scommesse riuscendo a realizzare un controllo diffuso sul territorio di competenza nel mercato legale dei giochi e scommesse on line sfruttando società di bookmaker con sede formale all’estero.

Non trascurabile poi l’interesse mafioso verso la gestione del gioco illegale, un settore che negli ultimi decenni ha avuto un notevole sviluppo grazie all’ampliamento dell’offerta di gioco da parte dello Stato a partire dalla fine degli anni ’90 del secolo scorso. In tale “giro d’affari” inevitabilmente, si creano “nuove opportunità” per la criminalità organizzata sempre pronta ad infiltrarsi nella filiera del gioco lecito. L’interesse di cosa nostra per il redditizio settore di giochi e scommesse è stata riscontrato nel semestre da-
gli esiti dell’operazione “Game Over II”9 conclusa dalla Polizia di Stato il 18 novembre 2021 con l’arresto di 7 persone la sottoposizione di altre 5 al divieto di dimora nella provincia panormita, nonché il contestuale sequestro preventivo di 13 agenzie di scommesse dislocate a Palermo e nei comuni limitrofi. In particolare l’attività investigativa ha confermato il dato già emerso in pregresse attività di indagine di analogo tenore ovvero “…l’esistenza di una forte compenetrazione tra l’attività dell’organizzazione mafiosa cosa nostra e la gestione e distribuzione sul territorio delle sale gioco e scommesse in seno alle quali, quotidianamente, si muove una mole di denaro, spesso sottratta a qualunque forma di controllo legale e fiscale, di non facile quantificazione, che va a rimpinguare significativamente le “casse” della associazione mafiosa fino a diventarne la più cospicua fonte di reddito degli ultimi anni.”. L’illecita attività si ritiene fosse gestita da soggetti intranei a cosa nostra costantemente impegnati nella raccolta illegale di scommesse di vario genere anche per via telematica tramite siti web locati su server aventi sede in Malta. Nel più recente passato le indagini su tale specifico settore hanno coinvolto vari esponenti di spicco appartenenti a diversi mandamenti mafiosi palermitani consentendo di confermare ulteriormente come la mafia del capoluogo siciliano abbia intensificato sempre più l’attività di riciclaggio di denaro frutto di provento illecito avvalendosi spesso di proiezioni criminali sul territorio nazionale soprattutto nel settore dei giochi e scommesse mediante la oramai consolidata prassi “…di servirsi di cc.dd. “teste di legno”, ossia di prestanome compiacenti (incensurati e non direttamente a essi riconducibili, ndr) ai quali intestare i beni accumulati illecitamente, per fuorviare eventuali indagini patrimoniali mirate alla confisca dei proventi dei reati commessi.”

 

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