06 Giugno 2026 - 15:15

Regno Unito, scontro sulle verifiche ai pagamenti nel gioco: il BGC attacca la Gambling Commission

Nuove tensioni nel dibattito sulla riforma del gioco nel Regno Unito. Al centro dello scontro ci sono le Financial Risk Assessments (FRA), le verifiche economico-finanziarie previste nell’ambito del nuovo impianto

25 Maggio 2026

Nuove tensioni nel dibattito sulla riforma del gioco nel Regno Unito. Al centro dello scontro ci sono le Financial Risk Assessments (FRA), le verifiche economico-finanziarie previste nell’ambito del nuovo impianto regolatorio britannico, considerate ormai uno dei temi più divisivi dell’intera riforma del gambling.

A criticare apertamente l’approccio della Gambling Commission è stata Grainne Hurst, amministratrice delegata del Betting and Gaming Council, secondo cui l’autorità di regolazione non dovrebbe procedere con l’introduzione delle verifiche senza prima chiarire una serie di questioni ancora irrisolte.

In un intervento pubblicato alla vigilia della riunione del board della Commissione dedicata proprio alle FRA, Hurst ha chiesto maggiore cautela, sostenendo che restano dubbi sostanziali sull’efficacia, sulla proporzionalità e sulla reale applicabilità del sistema.

“Finché queste domande non avranno risposte chiare, la Commissione non dovrebbe andare avanti”, ha dichiarato.

Le verifiche finanziarie erano state inizialmente presentate come controlli “frictionless”, cioè rapidi e poco invasivi per gli utenti. Tuttavia, secondo il BGC, il progetto pilota avrebbe evidenziato criticità importanti, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo dell’esperienza del consumatore.

Uno dei principali nodi riguarda le conseguenze pratiche per i clienti segnalati dal sistema. Hurst teme che i controlli possano tradursi in richieste di documentazione personale, come estratti conto bancari o buste paga, oppure in limitazioni agli account di gioco.

Secondo la CEO del BGC, gli utenti giudicheranno il sistema non tanto per la sua “invisibilità tecnica”, quanto per gli effetti concreti sulle proprie attività di gioco.

Ulteriori perplessità riguardano l’affidabilità dei dati utilizzati nelle verifiche. Il BGC sostiene infatti che uno stesso cliente potrebbe ricevere valutazioni differenti a seconda dell’agenzia di credito consultata. Una situazione che, secondo l’associazione, rischierebbe di spingere gli operatori a comportamenti eccessivamente prudenti, aumentando il numero di restrizioni e richieste documentali.

 

Il timore della crescita del mercato illegale

L’industria del betting continua inoltre a mettere in guardia sul rischio che controlli troppo invasivi possano allontanare gli utenti dal mercato regolamentato.

Hurst ha citato un recente sondaggio YouGov secondo cui il 65% degli scommettitori britannici non sarebbe disposto a fornire documenti finanziari personali per continuare a giocare.

Secondo il BGC, molti consumatori potrebbero quindi spostarsi verso siti illegali privi delle tutele previste nel circuito autorizzato. L’associazione sostiene che il mercato nero del gioco sia addirittura raddoppiato negli ultimi due anni e ritiene che un irrigidimento normativo eccessivo rischi di produrre effetti opposti rispetto agli obiettivi di tutela.

Tra i settori potenzialmente più colpiti vi sarebbe anche quello delle corse ippiche britanniche, fortemente dipendente dalle entrate derivanti dalle scommesse regolamentate, tra contributi al Levy, sponsorizzazioni e diritti media.

Secondo Hurst, un eventuale spostamento dei giocatori verso operatori non autorizzati potrebbe aggravare le difficoltà economiche già esistenti nel comparto.

Le critiche alle FRA, inoltre, non arrivano più soltanto dagli operatori del gioco. Anche esponenti politici trasversali e figure coinvolte nel processo di riforma hanno espresso perplessità sull’attuale impostazione delle verifiche finanziarie.

Tra questi anche Stuart Andrew, già responsabile delle precedenti riforme del settore, mentre il ricercatore James Noyes ha recentemente lasciato il gruppo consultivo incaricato di valutare l’attuazione della riforma, contestando l’approccio del governo sulle FRA.

Nel mirino del BGC sono finite anche alcune dichiarazioni di Tim Miller, direttore esecutivo per ricerca e policy della Gambling Commission, che durante una conferenza avrebbe affermato che “non si può valutare qualcosa finché non viene implementato”.

Una posizione che Hurst considera contraddittoria rispetto alla funzione stessa del progetto pilota, nato proprio per verificare preventivamente la sostenibilità delle nuove misure.

Il BGC ribadisce di sostenere una regolazione proporzionata e basata su evidenze, capace di proteggere i soggetti vulnerabili senza penalizzare i circa 22,5 milioni di adulti britannici che scommettono ogni mese. Tuttavia, secondo l’associazione, le attuali proposte sulle Financial Risk Assessments non sarebbero ancora pronte per essere introdotte nella loro forma attuale.

 

PressGiochi

Fonte immagine: Churchil-statue-Parliament-Square_by_Laurence-Norah